Serie A, il grande circo riapre i battenti

L'editoriale


Questo pomeriggio, alle ore 18, riapre il battenti il grande circo della serie A. Tante le novità, a cominciare dalla nuova "Lega Serie A", presieduta da Maurizio Beretta e distaccatasi definitivamente dalla cadetteria, anch'essa da quest'anno con un inedito assetto. Il cambiamento più importante, tuttavia, riguarda gli appassionati che, di domenica in domenica, riempiranno gli stadi: la tessera del tifoso. Dell'argomento si è parlato a lungo, la maggior parte dei tifosi, specialmente quelli appartenenti alle frange ultras, si dice contraria, dal canto suo il governo ritiene il provvedimento necessario e utile a frenare l'ondata di violenza verificatasi nelle passate stagioni all'interno degli impianti di gioco. Noi preferiamo non esprimere opinione alcuna, saranno i fatti a svelarci chi aveva visto giusto.

Tornando a parlare di calcio giocato, le novità in termini di squadre della serie A 2010/11 sono rappresentate dai ritorni di Cesena (a 19 anni di distanza dall'ultima volta), Brescia (6 stagioni dopo) e Lecce (soltanto un anno di purgatorio). Diversi i duelli e le sfide che si annunciano interessanti, sia in chiave scudetto, sia in prospettiva europea, sia in ottica salvezza. Proviamo a disegnare alcuni scenari.

SCUDETTO L'Inter di Benitez, campione in carica, parte con i favori del pronostico. Cinque titoli consecutivi e una solidità di squadra all'apparenza ineguagliabile rischiano di trasformare il campionato in un monologo. Le inseguitrici, tuttavia, durante il mercato estivo non sono rimaste a guardare: il Milan oramai è a un passo da Ibrahimovic (il quale, dunque, parentesi catalana a parte passerebbe da una sponda all'altra del Naviglio), la Roma si è accaparrata un altro ex interista, Adriano, riuscendo peraltro a confermare Burdisso; la Juve, addirittura, ha rivoluzionato il proprio organico con giocatori di indiscusso valore quali Bonucci, Krasic, Aquilani, Quagliarella e Pepe, tra gli altri. Riassumendo, potremmo dire: Inter sì favorita, ma il distacco delle altre pretendenti al titolo non è più abissale.

CHAMPIONS LEAGUE Dando uno sguardo agli organici delle formazioni che puntano al tricolore, la questione Champions sembrerebbe non esistere. Gli ultimi campionati, tuttavia, ci hanno insegnato che almeno una grande toppa la stagione, permettendo l'inserimento di nuove realtà. E allora il dubbio su chi potrebbe essere la Sampdoria di quest'anno è lecito porselo. Il Genoa ha dato vita a una campagna acquisti faraonica, con un Preziosi scatenato che ha portato alla corte di Gasperini i vari Eduardo, Ranocchia, Rafinha, Veloso, Zuculini e Toni. Bene anche il Napoli con gli arrivi di Cavani e Lucarelli e le conferme di Hamsik e Lavezzi. L'improvvisa partenza di Quagliarella, però, potrebbe farsi sentire. La Sampdoria, invece, a parte l'arrivo di Curci al posto di Storari, andato alla Juventus, è praticamente la stessa della splendida cavalcata della scorsa stagione. Le incognite sono rappresentate dal cambio in panchina, Di Carlo al posto di Delneri, e dall'eventuale calo di motivazioni dei big, specie dopo il mancato accesso al tabellone principale dell'ex Coppa dei Campioni.

EUROPA LEAGUE Il Palermo ha tutte le carte in regola per bissare la qualificazione alla minore delle competizioni Uefa, già conquistata nella passata stagione. La banda di giovani messa a disposizione di Rossi (interessanti gli innesti di Munoz, Ilicic e Bacinovic), con al fianco alcune vecchie volpi della serie A italiana come Liverani, Miccoli e Maccarone, potrebbe rendere la squadra di papà Zamparini una delle possibili outsider del campionato. La Fiorentina, eccezion fatta per l'arrivo di D'Agostino, è praticamente rimasta immutata rispetto all'ultimo atto del quadriennio Prandelli. Al posto del neo ct azzurro è arrivato Sinisa Mihajlovic, scelto da Pantaleo Corvino dopo il miracolo-salvezza compiuto a Catania lo scorso anno. Gilardino nuovamente golaedor formidabile, Mutu voglioso di riscatto e la possibile sorpresa Ljajic potrebbero consentire al pubblico del "Franchi" di togliersi numerose soddisfazioni. Occhio anche alla Lazio: se Reja riesce a trovare la quadratura del cerchio e il trio Hernanes-Floccari-Zarate rende secondo le aspettative, i capitolini possono dire la loro nella corsa a quella che un tempo era la vecchia Coppa Uefa.

CALMA PIATTA Difficilmente l'Udinese, vista l'esperienza del passato torneo, presterà nuovamente il fianco al rischio di finire in cadetteria. Una tutt'altro che improbabile partenza sprint garantita dall'effetto Guidolin, esperto di inizi al fulmicotone, e una buona dose di punti nel girone di ritorno dovrebbero garantire ai friulani una tranquilla permanenza in massima serie. Stesso discorso per il Catania, con Lo Monaco straordinario in sede di mercato nel confermare a denti stretti Biagianti, Mascara e Maxi Lopez. Giampaolo dovrebbe garantire gioco e discreti risultati. Difficile che gli etnei, dunque, vengano coinvolti nella lotta per non retrocedere. Neppure Parma e Cagliari dovrebbero rischiare più di tanto. Gli emiliani si sono affidati alle funamboliche idee di gioco di Pasquale Marino, tra l'altro abile valorizzatore di giovani promesse. In tal senso, il terzetto Marques-Giovinco-Bojinov "rischia" di far ammattire non poche difese avversarie. I sardi, invece, puntano per l'ennesima volta sulla voglia di emergere di un tecnico esordiente in serie A: dopo Ballardini e Allegri, ecco Pierpaolo Bisoli, già in passato alle dipendenze di Cellino ma da calciatore. Il ritorno di Acquafresca e la conferma di Matri dovrebbero garantire le reti necessarie a condurre i rossoblù verso acque tranquille.

ZONA CALDA Il trio di formazioni destinate a salutare il palcoscenico della massima serie dovrebbe uscire da questo gruppetto di squadre: Bari, Bologna, Brescia, Cesena, Chievo, Lecce. Le tre neopromosse, eccezion fatta per il Brescia, abile a strappare alla concorrenza Eder e Diamanti, sinora non hanno eccessivamente caricato di lavoro i rispettivi ds. I romagnoli sono ancora alla ricerca di un paio di pedine sia in difesa che nella zona nevralgica del campo e di certo non possono pretendere che in avanti Bogdani e Giaccherini tirino la carretta per tutta la stagione. Il Lecce, con il confermatissimo De Canio in panca, punta sul blocco promozione e sul ritorno del mai dimenticato Chevanton. Infine le ultime tre: il Bari, nonostante la sagacia tattica di mister Ventura, potrebbe pagare il venir meno dell'effetto sorpresa che lo scorso anno colse impreparata l'intera serie A; il Bologna, nonostante il passaggio di consegne tra Menarini e Porcedda, ha fatto pochino sul mercato: Adailton è andato via, è arrivato  Meggiorini che non è, però, attaccante da primi posti della classifica cannonieri. Se si considera, inoltre, che Di Vaio non può essere eterno e che Gimenez non è una prima punta, si può ben comprendere come il vero problema della formazione felsinea rischia di essere quello di buttarla dentro. Per quanto riguarda il Chievo, a causa di limitate risorse economiche, anche quest'anno la speranza è di assistere alla trasformazione di onesti manovali del pallone in giocatori meritevoli del palcoscenico della serie A. Finora a mago Harry Potter-Campedelli il numero è quasi sempre riuscito, vedremo se anche quest'anno avrà ragione lui.


Gianluca Rubino 28/08/2010
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