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Il campionato di serie A si ferma per gli impegni delle Nazionali e in casa Catania il prossimo impegno ufficiale, la trasferta di Firenze, sarà tra due domeniche.
Non si possono però fermare i ricordi e le emozioni di chi ha legato la propria fede sportiva al destino di questa squadra, in alcuni casi molto prima che arrivassero i fasti odierni e quando l'amore per i colori rossazzurri riusciva a superare la depressione per gli scenari tutt'altro che entusiasmanti.
I ricordi del tifoso rossazzurro di medio o lungo corso lasciano spazio anche per Francesco Passiatore, ex attaccante e allenatore in attività, in qualche modo nuovamente incrociato dai colori rossazzurri nella gara di sabato della Primavera etnea contro il Bari, nel cui settore giovanile lavora attualmente.
Passiatore, nato a Taranto il 22 luglio 1971, cresce calcisticamente con la squadra della propria città prima di esordire tra i professionisti al Monopoli (stagione '90-'91) e di attirare l'attenzione del Brescia, alla cui promozione in serie A (stagione '91-'92) contribuisce con 19 presenze e una rete. Poi tanta serie C, con l'esplosione in C1 con la Battipagliese nel '95-'96 (14 gol in 32 gare), seguita dalla mancata riconferma in serie B con la Fidelis Andria (a segno soltanto una volta in 22 partite).
Riparte allora dalla C2, dove va in doppia cifra a Benevento prima di arrivare, nell'estate del '98, ad un Catania reduce da un'annata anonima che ne ha esasperato la voglia di abbandonare una categoria mai occupata fino a prima del '95 e di proseguire la risalita dopo il fallimento del '93.
Punta tattica e veloce, Passiatore compone insieme a Roberto Manca e Luca Lugnan il "trio delle meraviglie" (19 gol in tre) con cui il Catania di Piero Cucchi vince il girone C di C2 nel '98-'99, sopravanzando il Messina e guadagnandosi la promozione diretta in serie C1.
In quella stagione Passiatore è assoluto protagonista, fregiandosi del titolo di capocannoniere degli etnei con otto centri. Il bottino di gol sarà però ancora più ricco nell'anno del ritorno in terza serie: il Catania chiude il torneo '99-2000 non lontano dalla zona playoff, grazie anche alle dieci segnature del tarantino.
La stagione successiva, però, non inizia sotto i migliori auspici. Sin dall'inizio la frequenza realizzativa è molto più bassa, e Passiatore realizza soltanto un gol in sette partite. La sua avventura in rossazzurro finisce sostanzialmente il 15 ottobre 2000, con la gara interna con il Savoia che gli etnei guidavano fino a pochissimi minuti dalla fine grazie ad un suo gol.
Il tecnico Ivo Iaconi lo sostituisce prematuramente nella ripresa: tale scelta susciterà le ire di diversi tifosi, sia quelli presenti allo stadio che quelli che assistono alla gara alla radio, dopo il pari raggiunto dai campani allo scadere. Si arrabbia anche il patron Luciano Gaucci: Iaconi viene esonerato, mentre Passiatore viene ceduto all'Ascoli.
Era probabilmente la fine di un ciclo, visto che nelle Marche Francesco riprenderà a segnare con regolarità mettendo a referto otto centri alla fine di quell'annata e nove nel '01-'02, in cui i bianconeri conquisteranno la promozione in serie B sopravanzando proprio il Catania, che raggiungerà la serie cadetta grazie alla vittoria nella finale dei playoff contro il Taranto.
Passiatore torna proprio nella squadra della sua città, dove disputa la parte conclusiva della propria carriera, chiusa tra Pro Vasto e Matera.
Nella stagione 2009-2010 intraprende la carriera di tecnico, assumendo nel marzo del 2010 la guida della prima squadra del Taranto in Prima Divisione. Nella stagione successiva, viene impiegato come allenatore in seconda, alle spalle di Davide Dionigi. Il rapporto con la tifoseria però non è mai idilliaco: i tifosi lo accusano di non aver onorato la maglia rossoblù negli anni di difficoltà del club e non gli perdonano un'esultanza che fece quando segnò contro la squadra pugliese con la maglia della Battipagliese. Verrà sollevato dall'incarico nell'aprile del 2011.