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Catania, il derby per l'onore e la maturità

La presentazione di Catania-Palermo al 'Massimino'


Il conto alla rovescia si fa sempre più esiguo, si avvicina l’ora del fischio d’inizio per due ore in cui tutti gli occhi della Sicilia calcistica convergono verso un’unica città, un unico stadio, un unico campo. Va in scena oggi al ‘Massimino’ il primo atto stagionale del derby tra Catania e Palermo, una partita che come sempre racchiude in sé tante sfide e tanti temi e soprattutto tende a farlo oggi, nel contesto di una situazione di classifica che attende un orientamento definitivo e di una vigilia indubbiamente delicata per le due formazioni chiamate ad onorare ruoli differenti rispetto alle passate stagioni.

DIVARIO RIDOTTO... Per i rossazzurri negli ultimi anni la manifesta inferiorità tecnica rispetto al Palermo è stata quasi sempre uno sprone efficace per dare sfogo adeguato alla propria carica agonistica e preparare con lucidità e concentrazione; oggi il divario rispetto ai rosanero esiste ancora ma le sue dimensioni si rimpiccioliscono progressivamente. Dopo 14 partite vi sono due punti in classifica tra Palermo e Catania: un semplice dato che meglio rappresenta rispetto ad altri il fatto che tale gap si stia progressivamente diminuendo.

MA L'ORGOGLIO PALERMITANO... Facile lasciarsi andare ai facili entusiasmi, considerando anche le quattro vittorie di fila nel derby al ‘Massimino’ prima della gara di oggi. Com’è facile sottovalutare un Palermo nel momento più buio della stagione, con la perdita dell’imbattibilità interna in una brutta partita contro il Cesena e l’eliminazione dalla Coppa Italia. Una delle tendenze puntualmente manifestate dal derby è quella di non essere mai condizionato dalle posizioni in classifica, dalla media punti in casa o in trasferta e spesso neanche dall’attuale stato di forma. E gli stessi rosanero, pur essendo nel pieno di un processo di rinnovamento, hanno dimostrato sia quest’anno che nelle stagioni precedenti di sprigionare il meglio di sé in occasione di partite importanti dopo settimane difficili.

... MERITA ATTENZIONE Conterà essere più determinati, più vogliosi, più concentrati: motivo piuttosto evidente per cui in settimana i rossazzurri non si sono prestati alle domande dei cronisti in sala stampa. E’ una partita nevralgica anche per il Catania, che deve capire il prima possibile ‘cosa può fare da grande’ in questa stagione, quale può essere il suo vero e reale traguardo finale. ‘La salvezza prima di tutto’ è una frase ormai assodata, ma la continua crescita di questa squadra passa anche dal misurarsi contro avversari di livello pari o superiore in gare in cui si parte con la pressione di essere favoriti. Una scorretta gestione di tale pressione ha propiziato, insieme all’insofferenza per gli spazi stretti lasciati dalle difese, le due sconfitte interne di fila contro Chievo e Cagliari: i margini di errore stavolta sono esauriti. Vincere il derby significherebbe non solo dare una gioia ai propri tifosi, ma anche trovare ulteriore fiducia nel lavoro societario e nel lavoro tecnico-tattico, due elementi senza i quali il giocattolo Catania non può funzionare.

PROBABILE FORMAZIONE In conferenza stampa Montella ha fatto capire di poter optare per un cambio di modulo. Il recupero di Izco potrebbe però restituire al tecnico napoletano la garanzia dei due tornanti, con l’ex Sant’Elmo a destra e Marchese a sinistra. Non è in condizioni ottimali Maxi Lopez, che comunque è stato indicato in sala stampa come in grado di giocare anche in virtù del proprio impegno e della propria voglia di fare, due elementi riaffiorati nella mente e nelle gambe dell’ex Barcellona a ridosso del suo probabile trasferimento al Milan. Supponendo l’impiego di Potenza al posto dello squalificato Spolli e l’opportunità di creare la superiorità a centrocampo, Montella potrebbe affidarsi ancora una volta al 3-5-2: Andujar, Bellusci, Legrottaglie, Potenza, Izco, Almiron, Lodi, Delvecchio, Marchese, Barrientos, Maxi Lopez.

PRECEDENTI Sono sette i precedenti del derby di Sicilia in serie A in casa dei rossazzurri: bilancio favorevole a questi ultimi con quattro successi, due pareggi ed un’affermazione rosanero. Il 4-0 del 3 aprile scorso è l’ultimo di quattro successi di fila, dopo l’1-2 rosanero nella triste serata del 2 febbraio 2007. Il pari è il risultato che invece manca da più tempo, essendo uscito solo nelle prime due occasioni di incrocio tra etnei e palermitani nella massima serie: tra il ’61-’62 e il ’62-’63 finì 0-0.

(Si ringrazia per i dati www.footstats.it)


Michele Patanè 18/12/2011
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