



Palermo: a Siena quarto risultato utile consecutivo, con Iachini trovata la 'retta via'?
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Poteva andare meglio ma poteva andare anche peggio? Oppure poteva andare peggio ma poteva andare anche meglio? Gli amanti della matematica sanno che per la proprietà commutativa cambiando l’ordine degli addendi il risultato è lo stesso. La frase sopra proposta nella duplice versione rende l’idea di come il pareggio ottenuto dal Catania ieri pomeriggio a Bergamo si debba comunque considerare guardando il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: le parole di Montella e Legrottaglie dopo il match esprimono la seconda opzione, almeno da parte dei rossazzurri.
OCCASIONE PERSA Non può che essere altrimenti anche per chi ha visto la partita da fuori. Una partita ampiamente sotto il proprio controllo, perso parzialmente con l’ingenua espulsione di Spolli e scivolato definitivamente via con il gol di Tiribocchi, abile a trovare lo spazio giusto con un destro di controbalzo l’indecisione della difesa di fronte allo schema del ‘trenino’ su angolo. Una beffa prima della quale gli orobici, anche nei minuti con un uomo in più, erano riusciti a tirare solo una volta in porta, con un destro al volo da posizione defilata in area di Denis.
FATTORI POSITIVI Quest’ultimo dato fa da apripista al discorso sulle cose positive viste all’“Atleti Azzurri d’Italia”, in parte preventivabili alla vigilia, in parte meno. La forza tecnica dell’Atalanta e il fatto che dovessero essere i nerazzurri a fare la partita tra le mura amiche sono andati a nozze con le caratteristiche tecnico-tattiche e mentali dei rossazzurri, che hanno rispolverato la sfrontatezza e la fluidità delle buone prove nel ‘ciclo terribile’ concedendo il possesso palla ma costruendo di più e meglio, almeno finchè erano in parità numerica. Meno prevedibile la buona riuscita dell’inserimento di Barrientos, creativo e “fastidioso” per la fase di interdizione bergamasca con i suoi movimenti e spunti lungo tutta la zona da centrocampo in poi, soffrendo psicologicamente solo all’inizio la pressione dei mediani avversari.
LEGROTTAGLIE Accanto ad una moderata sorpresa, una certezza già solida di per sé ma che continua a rafforzarsi ancor di più: Nicola Legrottaglie. Le voci che volevano a Catania un giocatore ‘arrivato’, dedito solo a svernare agonisticamente, trovano sempre meno fondamento. Si trova al centro della difesa non solo in senso fisico, interagendo continuamente con i propri compagni di reparto e difendendo come meglio non si poteva la propria porzione di campo dal capocannoniere Denis, praticamente annullato.
La partita di ieri lascia in eredità la conferma di una squadra viva e lucida, nonostante il secondo scivolone al ‘Massimino’ di domenica scorsa. La buona prestazione non concretizzata con i tre punti va adesso convertita in autostima ma prima ancora consapevolezza e responsabilità, responsabilità di spingere al massimo delle proprie possibilità e di mantenere acceso l’interruttore del cervello per 95 minuti e passa, trovando l’equilibrio ideale tra propensione offensiva e cautela che è venuto a mancare in partite casalinghe in cui si era chiamati a vincere contro squadre di pari o inferiore livello. La partita di domenica prossima è parzialmente diversa dalle due precedenti al “Massimino”, per via del tasso tecnico superiore dell’avversario, ma l’onore e la tradizione richiedono di inseguire il massimo risultato: tra sei giorni alle pendici dell’Etna arriva il Palermo di Devis Mangia per il derby di Sicilia.