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Il campionato di serie A sta osservando attualmente la classica sosta per le vacanze natalizie, che terranno gli stadi chiusi fino al 7 gennaio, quando si riprenderà con gli anticipi del 17° turno. Si è coperta quasi metà della stagione in corso e in un punto così centrale dell’annata quale la pausa invernale è naturale non solo fare riflessioni sul proprio operato ma anche tracciare confronti rispetto a quanto fatto fino alla corrispondente tappa della passata stagione.
Ragionamento che può valere anche per il Catania di Vincenzo Montella, il cui rendimento messo a referto sinora strappa da più parti i favori della critica e dei tifosi. Un inizio di stagione complessivamente positivo ed in linea con il proposito di raggiungere al più presto la matematica salvezza prima di provare a toccare quota 50 punti.
SALDO POSITIVO IN CLASSIFICA Spesso nelle ultime stagioni, in particolare tra il 2007 e il 2009, un buon girone d’andata è stato seguito da un ritorno travagliato e meno redditizio. La classifica odierna dice però che i rossazzurri hanno raccolto 22 punti nelle 16 partite sin qui disputate, frutto di cinque vittorie, sette pareggi e quattro sconfitte. Di questi 22 punti 14 sono stati realizzati in casa, mentre otto sono stati conquistati lontano dal ‘Massimino’. Poco più di un anno esatto fa, dopo la 16° giornata del campionato 2010-2011, il Catania di Marco Giampaolo aveva quattro punti in meno: quattro successi, sei pareggi e sei sconfitte portavano nella cassaforte rossazzurra 18 punti, appena tre in più di Brescia e Lecce che erano a braccetto al terz’ultimo posto.
AL DI LA' DEI RISULTATI Rispetto allo stesso periodo della passata stagione si registra quindi un saldo positivo consistente in termini di punti, ma la differenza tra il Catania di Giampaolo e il Catania di Montella va spiegata anche e soprattutto alla luce di altri fattori, come l’approccio alla partita e la qualità del gioco. I rossazzurri della passata stagione manifestavano un cinismo invidiabile sotto porta, soprattutto sui calci piazzati, cogliendo spesso il massimo risultato con il minimo sforzo: detenevano insomma quella lucidità e cattiveria sotto porta che quest’anno è venuta a mancare in alcune occasioni, specie nei ko interni contro Chievo e Cagliari; è però anche vero che sotto l’operato dell’ormai ex tecnico del Cesena le azioni manovrate dei rossazzurri erano praticamente nulle, nel contesto di un gioco latente in cui le doti tecniche e di rifinitura degli elementi chiave dello scacchiere etneo venivano soffocate per sostenere un sistema tattico poco chiaro e coerente: Vincenzo Montella, sin dall’inizio del suo lavoro in rossazzurro a luglio, sta cercando di esaltare il patrimonio tecnico della squadra con un gioco improntato al palleggio, al possesso palla e alla continua impostazione. Una scelta che al momento non solo sta producendo maggior gradimento da parte degli amanti del lato estetico della disciplina, ma anche maggior incisività e rispettabilità in campo e, almeno per adesso, più punti in tasca.