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Dopo un inizio a rilento, la settimana scorsa a Siracusa, la società ha deciso di esonerare il tecnico Pidatella e affidare la panchina a mister Pippo Strano. Golsicilia.it ha sentito ai propri microfoni il nuvo allenatore, per avere dal "professore" le sue prime impressioni a pochi giorni dal suo approdo sulla panchina aretusea.
Mister, la sua avventura sulla panchina del Siracusa è cominciata con il piede giusto. Qual è un suo primo bilancio?
«Il bilancio è relativo, ho svolto solo tre giorni di lavoro. Domenica scorsa abbiamo affrontato una gara che si presentava difficile perchè ad Acireale stanno ricreando entusiasmo e sono in risalita. Era una gara da temere, poi pronti via ci siamo ritrovati in 10 e tutto si è ulteriormente complicato. E' stata vittoria di collettivo, ho chiesto un metro di corsa in più ai miei giocatori e sono soddisfatto per la risposta che mi hanno dato».
Che situazione le ha lasciato in eredità mister Pidatella?
«Quando una squadra è in un momneto di difficoltà non è colpa solo dell'allenatore. Non c'entra solo Pidatella, c'entrano tutti quanti. Ho trovato una squadra psicologicamente in difficoltà e lo sapevo da prima e lo so ora che c'è tanto da lavorare. Una vittoria ti può illudere, stiamo salendo ora in barca e c'è ancora tanta strada da fare».
Quest'esate si parlava di un suo possibile approdo in azzurro. Poi presunti screzi tra lei e la tifoseria hanno fatto ricadere la scelta su Pidatella...
«Non mi risulta. A Siracusa ci sono già stato 12 anni fa, ci sono stato bene e mi ha sempre gratificato parlare della squadra aretusea. Ora però più che il passato, conta il presente e il futuro. Tutti vogliamo il bene della squadra, la strada da percorrere è tutta e da fare tutti insieme».
Siracusa è una piazza esigente, sente la pressione?
«So che la piazza chiede molto alla squadra, ma sono tornato qui da pochissimo, fatemi capire meglio la situazione. Comunque Siracusa ha tutto il diritto di essere esigente, il blasone è importante e ti porta ad avere legittime aspirazioni. E' una città che ha sfiorato la Serie B, ma ora bisogna calarsi nella categoira del presente e dare un futuro differente dall'Eccellenza».
Che modulo ha in mente? Quali sono gli ingredienti per far risalire la squadra?
«I moduli per me sono solo numeri, io la vedo un pò in maniera differente, non mi va di sciorinare moduli e numeri, il calcio non è una scienza è un lavoro di gruppo. Gli ingredienti per fare bene sono tre: lavoro, lavoro, lavoro».
L'obiettivo è vincere il campionato?
«La Serie D è un obiettivo ma da condividere insieme agli altri. Non c'è solo il Siracusa, la nostra squadra, senza essere spocchioso, è quella che ha il nome più importante, ma di quì ad arrivare primi al traguardo finale serve fare tanta strada. Io vorrei vincere il campionato oggi, ma sarei troppo presuntuoso e poco rispettoso del lavoro degli altri».
Al "Tupparello" nell'ultima partita le hanno riservato qualche fischio...
«Ogni anno al Tupparello va così, ma mi fischino ancora, a me basta che la mia squadra vinca sul campo, sul terreno di gioco si danno sempre le migliori risposte».
Domenica arriva la San Pio X...
«Bisogna prepare la squadra nel migliore dei modi perchè loro sono una squadra importante, verrano qui per giocarsela e noi ci dovremmo far trovare pronti».
Sappiamo della sua vicinanza col dg Finocchiaro, ha già chiesto qualche uomo di fiducia che magari avevate l'anno scorso a Paternò?
«Con il direttore ci conosciamo da diverso tempo, c'è un grande rapporto professionalmente parlando ma poi ognuno ha il proprio ruolo. Per ora gli unici giocatori di cui parlo sono quelli che ho a disposizione in questo momento. Poi se ci sarà qualcosa da sistemare a dicembre la faremo ma sono qui da pochissimo, Paternò o non Paternò, prima fatemi studiare la situazione».