Serie D, Palazzolo-Paternò: le dichiarazioni del dopo gara

I presidenti Cutrufo e Amato, gli allenatori Cacciola e Strano


Golsicilia.it ha raccolto i commenti  dei protagonisti del match Palazzolo-Paternò 2-3. A sentirle a caldo le dichiarazioni dei protagonisti di ogni partita di calcio hanno un intercalare emotivo diverso. Se ascoltate e trascritte dopo 36 ore, si trovano dei dettagli importanti, magari cose che sul momento sfuggono, come le dichiarazioni dei due tecnici, aggiungendo che dovranno lavorare in modo diverso per la prossima gara.

PALAZZOLO-CACCIOLA Sconfitta alla prima, infortunio che già dal campo avevamo segnalato come serio. La spalla lussata di Arigò era visibilmente esposta. All’interno della dirigenza aleggiano nuvole grigie, nessun “caso” vero, ma non c’è una buona atmosfera. Il tecnico Cacciola deve prendere già delle decisioni, su schemi e giocatori. Egli stesso ha dichiarato che alcune scelte erano in dubbio sin dal 90’, è venuto fuori che l’organizzazione difensiva non è piaciuta e domenica prossima si va in casa di un Savoia subito forte. La vittoria sul Ragusa è molto pesante. Quindi Palazzolo spuntato dalla difesa all’attacco. Manca Fascetto appiedato, assente per infortunio Arigò, sono pedine fondamentali di questa stagione. Di positivo c’è la personalità, confermata dal tecnico Cacciola, che il carattere dell’ultimo quarto d’ora è da trampolino per amalgamare più velocemente il gruppo.cutrufo

PALAZZOLO-CUTRUFO Poi è il turno del presidente Gaetano Cutrufo (nella foto a destra). Non ci inganna con la sua espressione pragmatica, è tradito dalle mani, gestualità incontrollate “a mulinello”. In conferenza stampa:«Nessuna recriminazione su espulsione e su rigori non dati, fa parte di una gara. A tratti la squadra ha dato forza e mordente, ma è mancata nella concentrazione. Siamo una squadra tutta nuova  e ci può stare. Sin dall’inizio la società ha posto degli obiettivi, con la gestione oculata dei budget da destinare alla squadra, miriamo al mantenimento della categoria, nulla più».

Noi facciamo la domanda…bluff. Questo passaggio verso la città di Siracusa avverrà o no? Cambia espressione, stop al pragmatismo: «L’unico passaggio calcistico verso la città di Siracusa è la nostra richiesta di giocare al “De Simone” la gara con l’Acr Messina, solo questa. Nessun altro riferimento al calcio siracusano o Siracusa. Ho pochi spettatori, ormai è una realtà». Sui tifosi gli crediamo, sul passaggio verso Siracusa…Naaaa. Infine, gli facciamo notare della sconfitta del Ragusa, cioè quasi tutto il Palazzolo della stagione scorsa. Ci dice: «Sono dispiaciuto per la sconfitta della mia squadra, ma sono contento per quella del Ragusa!».

PATERNÒ-AMATO Passiamo al Paternò, effetto vittoria evidente. Ci permette di conoscere la presidentessa Amato, altra donna che occupa un ruolo importante nel sistema calcio. Moltomaschilista, si aggiunge alle colleghe del Lanciano in serie B e del Rosolini calcio, squadra di Eccellenza. Naturalmente contenta, anzi raggiante per la vittoria e ci sorprende il linguaggio, molto tecnico nell’argomentazione delle trame calcistiche: «La nostra squadra è una macchina nuova, in rodaggio, c’è da capire come guidarla, prendere le misure. Sono in linea con le strategie dello staff tecnico, puntiamo a rendere solida la società. Senza basi, niente è resistente. «Il Sindaco ha creduto ed investito sul ritorno del calcio a Paternò, dall’ impegno imprenditoriale alla tifoseria molto passionale, ma deve ritornare su principi di lealtà e moderato».

Poi ci ha incuriosito questo gemellaggio con una squadra di Seconda categoria della provincia di Siracusa il Floridia, con altissime percentuali di poter essere ripescato in Prima. La signora Amato ci chiarisce: «Sono amica del presidente del Floridia Motta ed integrata nella provincia di Siracusa per motivi di lavoro. Diciamo che il Paternò è la sorella grande».Il vicepresidente Reitano: «Siamo cauti nelle ambizioni, ma non vogliamo che non si debba pensare solo alla serie D, puntiamo alla Lega Pro!».

PATERNÒ-STRANO Infine il professore Strano: «Grande rispetto per il Palazzolo, in 10 ha messo tutto dentro al campo. Gara muscolosa e dura, potevamo gestire meglio l’uomo in più, ma ci sta anche che l’avversario crei difficoltà negli ultimi minuti di gara. Abbiamo incontrato un Palazzolo forte, al nostro livello. È dal 7 luglio che lavoriamo su questa squadra, sembra poco, ma al 2 settembre è già tanto.A Paternò puntiamo a riportare la gente allo stadio ed a far avvicinare tutti al calcio. Sarà una stagione da giocare partita dopo partita».


Gian Paolo Montineri 05/09/2012
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