Messina-Vigor Lamezia 1-4: biancoverdi in scioltezza, giallorossi contestati e fischiati

Al ''San Filippo'' passano anche i calabresi


Il Messina subisce una sconfitta epocale contro un Lamezia che fa un figurone e, praticamente, “chiude la pratica” dopo soli 45’ di gioco. Adesso, la società è chiamata a riprendere in mano una situazione davvero critica, non solo per la posizione in classifica.

Evento riservato a pochi “intimi”. Circa 700 spettatori presenti sugli spalti del S. Filippo, per un Messina che prova a ritornare alla vittoria in casa dopo 75 lunghissimi giorni da quel 15 settembre in cui l’Arzanese uscì sconfitta dallo stadio peloritano.

Catalano non abbandona il 3-5-2 e lascia in panchina Ignoffo, reduce dal turno di squalifica scontato a Caserta, mettendo, al centro della difesa, Caldore, De Bode e Cucinotta, con Guerriera e Quintoni laterali. A centrocampo Bucolo, Guadalupi e Ferreira, con gli ultimi due a scambiarsi i ruoli dietro le punte Chiaria e Corona, al rientro da titolare dopo alcuni turni. Il Lamezia, rimasto fermo nell’ultima giornata per l’impraticabilità del “D’Ippolito”, si schiera con un 4-4-2, in cui D’Amico prova a mettersi tra le linee in appoggio agli attaccanti Del Sante e Zampaglione.

PRIMO TEMPO  I biancoverdi partono con un approccio abbastanza aggressivo e, nei primi 7 minuti di gioco, provano ad impensierire Lagomarsini con tiri dalla distanza, nel tentativo di approfittare del campo reso viscido dall’abbondante pioggia caduta negli ultimi due giorni sulla città dello Stretto. Il primo tiro verso la porta del Lamezia lo scaglia Quintoni al 12’, ma la sfera finisce alta almeno un metro sopra la traversa. Improvvisamente, al 16’, i tentativi dei biancoverdi vanno a segno. Rapisarda porta avanti palla sulla trequarti d’attacco, lascia partire un tiro radente e centrale che, però, rimbalza davanti a Lagomarsini e lo inganna, per il vantaggio degli ospiti. Al 21’ raddoppio della Vigor Lamezia. Caldore sbaglia l’appoggio a centrocampo per Cucinotta, ne approfitta D’Amico che ruba palla e si invola verso l’area giallorossa per poi appoggiare a Zampaglione, che deposita a porta vuota in rete. Il Messina si rende molto pericoloso con una azione ripetuta di Ferreira sulla destra, che culmina in un cross, sul quale entra in scivolata Chiaria sotto misura, ma Marchetti libera in corner, anticipando Corona. Il momento pessimo della squadra di Catalano si rispecchia in due calci d’angolo battuti a distanza di un minuto con traiettoria che finisce fuori prima di giungere al centro dell’area. Un’altra immagine emblematica è data dal primo vero tiro giunto dalle parti di Rosti al 32’, quando Guerriera indirizza un sinistro fiacco, facile preda del portiere calabrese. Al 35’ bello scambio rapido in area avversaria tra Corona e Ferreira, con il portoghese che impegna severamente Rosti alla respinta, sulla quale, prima Chiaria e poi Quintoni sono imprecisi e la difesa libera la minaccia. Due minuti più tardi, ancora biancoverdi pericolosi, con una conclusione di D’Amico dal limite, sulla quale Lagomarsini blocca. Il Lamezia sembra voler controllare la gara, ma è solo un atteggiamento sornione, perché Zampaglione, al 41’, prende in giro Caldore al limite dell’area, e si presenta solo davanti a Lagomarsini, battendolo con un destro potente per il 3-0. Il Messina sembra alle corde, passa un minuto e Del Sante si presenta di nuovo solo al cospetto di Lagomarsini, ma stavolta il portiere giallorosso fa il miracolo ed impedisce la quaterna calabrese. Il pubblico della curva Sud perde la pazienza ed inizia a fischiare i propri “beniamini”, accompagnandoli poi nel sottopassaggio che porta negli spogliatoi con qualche coro che li invita a tirare fuori gli “attributi”.

SECONDO TEMPO All’inizio della ripresa, forma di protesta dei tifosi della Curva Sud, che voltano le spalle al campo, replica di una situazione analoga vissuta, quella volta, al “celeste”, all’inizio della stagione 2000-2001, quando il Messina tornò in casa dopo una sconfitta per 4-0 ad Andria e la crisi sfociò prima nel licenziamento dell’allora tecnico Beruatto. Quello fu l’anno della promozione in B, ottenuta ai play-off contro il Catania. I giallorossi provano a scuotersi e, al 5’, prima Chiaria si fa ribattere il sinistro a botta sicura e poi Ferreira liscia clamorosamente la conclusione. Un minuto dopo, ancora clamorosa incertezza difensiva con Lagomarsini che rinvia con affanno un passaggio indietro troppo corto, consentendo a D’Amico di provare a uccellare il portiere con un pallonetto da 40 metri, che si perde sul fondo. Il Messina accorcia le distanze con Ferreira, che, all’8’, devia in rete un corner battuto da Quintoni, ma passa solo un minuto e succede di tutto: prima Cucinotta si fa espellere per un gratuito fallo speso sulla fascia laterale, poi D’Amico pennella un calcio di punizione per Scarsella che, indisturbato, sul secondo palo, insacca il 4-1. La reazione del Messina si concretizza solo in 4 corner consecutivi, senza esito, mentre i bianco verdi, al 14’, sfiorano la cinquina con Zampaglione che si invola in area e fa partire un cross, sul quale Scarsella schiaccia di testa, ma Lagomarsini si oppone con i piedi. Al 36’ lampo in un pomeriggio plumbeo, non solo per le condizioni meteo, con Bucolo che prova a sorprendere Rosti dalla distanza, ma il portiere lametino devia sulla traversa e Chiaria manda di poco fuori il tap-in. Il Lamezia, al 39’, potrebbe segnare ancora, ma l’ennesimo contropiede, portato avanti quasi per inerzia, viene sprecato da De Giorgi, sul quale è bravo Lagomarsini a chiudere, mentre Del Sante ribadisce in rete, ma in posizione di off-side.Nel finale, non c’è molto da vedere, se non una sforbiciata tentata da Chiaria, in pieno recupero, che si perde sul fondo alla sinistra di Rosti. Al triplice fischio del sig. Balice, che assegna tre minuti di overtime, più trenta secondi per il cambio fatto da Novelli, la Curva Sud tempesta di fischi i giocatori in maglia giallorossa che escono dal campo a capo chino, per una sconfitta pesantissima che fa dimenticare, in soli 90’, i progressi evidenziati dalla squadra di Catalano negli ultimi 40 giorni.

IL TABELLINO:

MESSINA- VIGOR LAMEZIA 1-4

MESSINA (3-5-2): Lagomarsini, Caldore (dal 5’st Maiorano), Quintoni, Bucolo, De Bode, Cucinotta, Guerriera,  Ferreira, Corona (dal 33’st Gheradi), Guadalupi (al 16’ st Ignoffo), Chiaria. In panchina: Iuliano, Piovi , Scoponi, Buongiorno. All.: Gaetano Catalano


VIGOR LAMEZIA (4-4-2): Rosti, Rapisarda, Malerba, Romano (dal 47’ st Perrino), Marchetti, Gattari, Zampaglione (dal 21’ st Voltasio), Scarsella, Del Sante, Rondinelli, D’Amico (dal 34’ De Giorgi). In panchina: Bibba , Gona, Strumbo, Ferrara. All.: Raffaele Novelli.

MARCATORI: 16’ pt Rapisarda, 21’ e 41’ pt Zampaglione, 8’ st Ferreira, 10’ st Scarsella

ARBITRO: Antonello Balice di Termoli

ASSISTENTI: Orlando Pagnotta e Antonello Orlando Ferraioli di Nocera Inferiore

Recupero: primo tempo 1’; secondo tempo 3’.

Ammoniti: al 23’pt  De Bode, al 38’pt  Romano, al 46’ pt.  e 9’ st Cucinotta, al 6’ st Rapisarda, al 42’ st Guerriera

Espulsi: al 9’ st Cucinotta

Calci d’angolo:

Spettatori: circa 800

Note: 11 angolo Messina, 1 V. Lamezia


Davide Mangiapane 01/12/2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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