Messina: contro il Cosenza un pari che vale una vittoria

Finisce 0-0 davanti a più di 10.000 spettatori


Tanta gente sugli spalti del S. Filippo non si vedeva dai tempi della serie A e, mai come questa volta, sarebbe stata necessaria la disponibilità dell’intero stadio, per accogliere con un po’ più di comodità, la passione giallorossa, rinata dopo tanti anni e sollecitata dalla possibilità di festeggiare la prima promozione dell’impianto messinese, ultimato nel 2004, teatro delle gesta biancoscudate nel primo anno nella massima divisione, ma poi diventato scenario di una caduta precipitosa negli inferi della D, le cui cause non dovranno essere mai dimenticate dai tifosi messinesi se si vuole davvero ritornare nelle categorie consone alla tradizione calcistica in riva allo Stretto.

Pioggia battente all’inizio della gara che rende il campo viscido ed insidioso.

Le due squadre cercano di non scoprirsi, anche se il Messina sembra avere l’approccio giusto alla partita, mentre il Cosenza, che dovrebbe fare la partita, avendo solo la vittoria come risultato possibile per riaprire il campionato, bada più a contenere le fonti di gioco giallorosse, piuttosto che tentare di offendere.

La prima occasione è per i padroni di casa con Corona che, al 7’,  prima si destreggia in mezzo agli avversari a centrocampo e poi serve Bucolo che tira dai venti metri impegnando Cutrupi ad una parata in pessimo stile ma efficace, perfezionata da Parisi in corner.

Gli uomini di Catalano continuano a premere ma sempre con giudizio, senza prestare mai il fianco alle controffensive calabresi. I silani ci provano al 19’ con Pesce di testa che manda alto da ottima posizione.

Ancora Pesce al 28’ prende in controtempo Caiazzo, entra in area, ma sulla sua conclusione è bravo Lagomarsini a mettere in angolo. Sul ribaltamento di fronte seguito al corner, c’è una ripartenza giocata benissimo dai giallorossi con la sfera che, da Corona, arriva a Ferreira, solo al centro dell’area avversaria, ma il portoghese manda alto il tiro di controbalzo.

Il pubblico continua incessantemente a spingere i propri beniamini e, al 33’, sembra fatta per il gol che potrebbe dare la promozione matematica al Messina. Corona raccoglie un cross dalla tre quarti stoppa la palla e scaglia un sinistro che gonfia la rete di Cutrupi, ma l’assistente numero 1 D’Alberto di Teramo, dopo qualche secondo, prima alza, poi abbassa, poi alza nuovamente la bandierina, inducendo Bichisecchi ad annullare il gol.

Il Messina continua a controllare la gara ed a provare a pungere in contropiede, come al 39’ con Corona, che, lanciato da Ignoffo, scatta da solo verso Cutrupi, ma si allunga troppo la palla di testa e il portiere rossoblu lo anticipa.

Ancora il Messina si rende pericoloso al 44’ con Guerriera, il quale, servito da una spizzata di testa di Chiaria, entra in area prepotentemente, ma, giunto quasi sul fondo, non riesce né a tirare né a servire Corona, appostato a due metri dalla linea di porta.

All’ultimo minuto di recupero, Maiorano conquista un calcio di punizione dai 25 metri in posizione centrale, ma il tiro di Ferreira è centrale, Cutrupi para e l’arbitro fischia la fine del tempo.

La ripresa inizia con gli stessi ritmi del primo tempo, con il Cosenza, orfano anche del bomber Mòsciaro, che non si fa mai vedere alla conclusione. Gli uomini di Catalano vorrebbero regalare ai propri tifosi la vittoria-promozione e, al 14’, Ferreira entra in area, tira una botta di sinistro, deviata da Sicignano, che finisce sul palo con Guerriera che, incredibilmente, manda fuori il pallone a un paio di metri dalla porta vuota.

Un minuto dopo, ancora il portoghese va via in progressione e, giunto al limite dell’area, libera il sinistro radente, ma Cutrupi è bravo a deviare in angolo tuffandosi sulla sua sinistra.

A questo punto le due squadre sono abbastanza stanche ed il Messina non ha nessun interesse a forzare i tempi, mentre il Cosenza non prova neanche minimamente a spostare il baricentro più in avanti, accontentandosi, quasi, dell’onore delle armi. L’ultimo sussulto è al 29’ con Corona che, lanciato da Bucolo, stoppa benissimo la palla e prova un sinistro sul quale Cutrupi riesce a salvare in due tempi.

La girandola finale delle sostituzioni e qualche scontro abbastanza rude in campo porta ai cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro, al termine dei quali, iniziano i festeggiamenti per la vittoria, ormai pressoché certa, del torneo. I tifosi sfondano i cancelli della Curva Sud ed entrano in campo, per portare in trionfo i propri beniamini, in una festa che appare quasi riservata a coloro i quali hanno sempre creduto e sostenuto di poter raggiungere l’obiettivo: la società, il gruppo dei calciatori, il tecnico e lo “zoccolo duro” dei tremila “malati” che non hanno mai abbandonato la loro squadra in questi ultimi, lunghissimi, 5 anni in serie D. Gli altri settemila, o forse più, che oggi hanno ritrovato la voglia, la passione e il piacere di tornare al S. Filippo dopo qualche anno, probabilmente saranno anche delusi del mancato trionfo, ma potranno ritornare allo stadio tra 15 giorni: con la Nissa, la festa sarà assicurata.

SALA STAMPA

Il tecnico del Cosenza Gianluca Gagliardi si presenta in una sala stampa del S. Filippo che, di lì a poco, diventerà teatro della festa giallorossa: “Devo riconoscere che il Messina ha meritato al 100% di vincere il campionato, perché, rispetto a noi, ha una struttura societaria e disponibilità finanziarie nettamente superiori. Siamo stati bravi noi a tenere vivo il torneo fino a due giornate dalla fine, e, di questo, devo ringraziare una vera squadra come la mia, che non ha mai mollato ed ha dimostrato di possedere le qualità tecniche, morali e umane per meritare di vincere. Noi, però, abbiamo fatto la guerra con le pistole ad acqua. Alla fine ha avuto la meglio il Messina e, aldilà delle polemiche a distanza sulle quali preferisco non tornare proprio oggi, la prima cosa che ho fatto al fischio finale è stata cercare Catalano per complimentarmi con lui. La sfida odierna ci ha visti, comunque, tenere testa ai nostri avversari e rischiare di perdere solo in due occasioni, mentre noi siamo riusciti a creare un paio di situazioni molto pericolose. Il pareggio è un risultato equo e ci consente di uscire a testa alta davanti a un pubblico che, così come a Cosenza, meriterebbe almeno la serie B. Ma se ci si trova a battagliare in queste categorie, evidentemente, qualcosa di sbagliato è successo in passato, sia qui che a Cosenza.”

L’allenatore del Messina Gaetano Catalano finalmente sembra abbandonare il solito aplomb che lo contraddistingue da inizio stagione, anche se non va mai sopra le righe: “Il merito della vittoria di questo campionato è di un gruppo creato e cementato in ritiro e poi coltivato e rafforzato durante l’anno, superando mille difficoltà senza mai cedere ed avendo sempre, come unico obiettivo, quello di arrivare primi.  Tutta questa gente tornata oggi allo stadio dopo tanti anni, significa che abbiamo fatto un campionato strepitoso e l’unico rammarico è stato non essere riusciti a regalare loro una vittoria. Vedere il loro entusiasmo ci ripaga di tutti gli sforzi e dell’impegno di una intera stagione.” A questo punto, irrompono in sala stampa una quindicina di calciatori del Messina in mutande e, praticamente, finisce la possibilità di eseguire interviste. I cori all’indirizzo del proprio tecnico coprono tutte le voci e l’entusiasmo travolge tutto e tutti. Scene così, non si vedevano da 9 anni da queste parti. Da quel 5 giugno 2004 che sancì il ritorno del Messina in A. Una promozione, in qualunque categoria, è sempre una festa.

IL TABELLINO

MESSINA- NUOVA COSENZA 0-0

MESSINA: Lagomarsini ('93), Caiazzo ('94), Caldore (93), Bucolo, Cucinotta, Ignoffo, Guerriera (92) (dal 69’ Parachì – 92-), Maiorano, Corona, Chiaria (dal 75’ Cocuzza), Ferreira (dal 79’ Savanarola). In panchina: Cuda ('93), Cicatiello ('94), Leo ('94), Quintoni. Allenatore: Gaetano Catalano.

NUOVA COSENZA: Cutrupi (93), Cavallaro (93) (dal 70’ Gassama – 93-), Sicignano, Benincasa, Parisi, Liotti (94), Paonessa (dall’87’ Parenti), Fiore, Foderaro (dal 15’ Marano), Guadalupi, Pesce (93). In panchina: Perri ('93),  Filidoro (94), Salvino (93), Piromallo (93). Allenatore: Gianluca Gagliardi. 

Arbitro: Gianni Bichisecchi di Livorno

Assistenti: Alberto D’Alberto di Teramo e Luca Solazzi di Avezzano

Recupero: primo tempo 3’ – secondo tempo 5’

Ammoniti: 30’ Ferreira, 37’ Corona, 67’ Parisi, 67’ Ignoffo, 78’ Paonessa

Calci d’angolo: 6-4 per il Messina

Spettatori: circa 10.000


Davide Mangiapane 21/04/2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti Articoli correlati
Crotone e Trapani, domenica sera si giocano una bella fetta di play off. Chi avrà la meglio?
Vincerà il Crotone
Vincerà il Trapani
Finirà in parità

VOTA! Guarda i risultati del sondaggio
Golsicilia.it © 2014 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Dario Li Vigni  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846
Ricambi per moto e abbigliamento per bikers low costStampa digitale grande formato, banner, insegne, cartelloni, gonfaloni e tanto altro