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Messina: due sberle da cui ripartire

L’editoriale


Il Messina a Castel Rigone ha rimediato la prima sconfitta in campionato, il primo k.o. dopo 26 risultati utili consecutivi tra la passata stagione e quella in corso. Un 2-0 sul campo della formazione umbra che, seppur non determinante in questa fase della stagione, contribuisce a far suonare un campanello d’allarme in casa giallorossa, alla luce soprattutto di quanto espresso sul campo dalla formazione guidata da Gaetano Catalano.

Perdere non è mai piacevole, tanto più se a fare la partita sono i tuoi avversari e tu non riesci a manovrare come vorresti. Ma della sconfitta l’organico biancoscudato dovrà far tesoro affinchè, a partire dal prossimo impegno di campionato, non si ripetano certe situazioni. L’atteggiamento, come sottolineato qualche giorno fa anche da Bolzan ai nostri microfoni, dopo il pareggio col Tuttocuoio, sembra essere uno degli aspetti principali su cui lavorare ma anche l’idea di gioco va rivista e affinata.

L’organico non si discute. Quella messinese è una delle formazioni meglio attrezzate per la categoria e composta da calciatori di sicuro affidamento. I singoli sono elementi di valore: a partire da quel Lagomarsini che anche sabato ha dimostrato con le sue parate, evitando un passivo più pesante, di essere un portiere di grande affidamento, in difesa non mancano certo l’esperienza con Ignoffo ed i centimetri con De Bode, Silvestri in quel ruolo si è disimpegnato bene e la sua duttilità ne permette l’impiego anche nel ruolo di terzino. Sull’altra fascia, Bolzan è una garanzia. Il centrocampo è muscolare: i vari Bucolo, Maiorano, Simonetti e Guerriera (quest’ultimo impiegato anche come esterno) hanno grinta da vendere. Sugli esterni le alternative non mancano: Quintoni, Parachì, Costa Ferreira e Gherardi danno a Catalano la possibilità di schierare di volta in volta chi sta meglio ed in attacco Chiaria e Corona non li scopriamo certo oggi. Il ventaglio di scelte tra le possibili alternative, poi, è ampio: Iuliano, Caiazzo, Cucinotta, Siciliano, Lasagna, Buongiorno.

Quali sono allora i possibili punti deboli di questa squadra? Intanto l’insostituibilità di Guadalupi, non citato volutamente nel precedente sciorinamento di nomi per dedicare al trequartista ex Cosenza una riflessione a parte: acquistato in estate per essere posizionato prevalentemente alle spalle dell'unica punta, ha subito un infortunio che lo terrà fuori per circa un mese. A questo punto il tecnico messinese non potendo disporre di un’alternativa di pari valore ha deciso di cambiare modulo adottando prima un 4-4-2 nella sofferta vittoria casalinga con l’Arzanese ed un 4-3-3 nell’ultima, negativa, trasferta umbra. Quello del trequartista e la necessità di dover cambiare modulo in sua assenza (d’altronde il 4-2-3-1 è stato il modulo più adottato nel corso del precampionato) può rappresentare un primo problema.

Il secondo, forse più rilevante problema, è quello che in questa squadra, come abbiamo avuto modo di vedere in queste prime quattro giornate, manca un playmaker, un vero regista in grado di far partire la manovra e che possa fare da collante tra i reparti, apparsi, in questo avvio di stagione slegati tra loro. Il terzo aspetto su cui bisognerà lavorare, come accennavamo all’inizio, è quello della mentalità, dell’atteggiamento della squadra, apparsa troppo molle e rinunciataria in più di un’occasione.

La situazione, così come descritta, potrebbe apparire quasi tragica. In realtà non sono i risultati a preoccupare, tanto il gioco espresso dal Messina in questo primo scorcio di stagione. La certezza è che questa squadra è composta da ottime personalità prima ancora che da buoni giocatori. La coesione del gruppo non è mai stata messa in discussione e più volte è stato sottolineato dall’ambiente giallorosso come non appena questo gruppo diventerà squadra e l’affiatamento verrà trasferito sul campo arriveranno i risultati ed anche, o soprattutto, le prestazioni collettive. La forma in questo momento non è al top ma sembra destinata a crescere con il tempo in maniera tale da consentire alla squadra, magari non di effettuare un avvio sprint, ma di poter contare su una condizione adeguata per il maggior numero di gare possibile in un campionato lungo e, come abbiamo avuto modo di vedere, complesso.

Non abbiamo la presunzione di aver individuato con certezza i problemi che si sono manifestati in questo avvio di stagione né di avere l’antidoto o la formula magica per far si che questo organico possa vincere il campionato in scioltezza ma siamo certi che la società è consapevole di quali siano gli aspetti da migliorare e su cosa bisognerà ancora lavorare. I primi cambiamenti si potranno notare già a partire dalla gara di domenica prossima, quando i giallorossi affronteranno l’Aprilia e con ogni probabilità vedremo un Messina diverso, una squadra con un mordente ed un atteggiamento più propositivo e meno rinunciatario. Questo è ciò che si augurano anche i suoi sostenitori.


Vincenzo Martines 23/09/2013
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