



Juventus-Catania 4-0: le pagelle
Il Catania cade a Torino, finisce 4-0 per la Juventus
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' dell'11^ giornata
Serie D: la Top 11 del 9° turno di campionato
La Lnd nazionale nello scorso maggio ha pubblicato una graduatoria dei migliori protagonisti di serie D per ogni ruolo compreso quello dell’allenatore. Titolo di miglior difensore vinto dal messinese Ignoffo, mentre nella rosa dei candidati al miglior allenatore c’era Pippo Strano. L’ex tecnico del Paternò, pur non avendo vinto il trofeo, era comunque l’unico della rosa dei cinque a non aver vinto il campionato d’appartenenza. Abbiamo intercettato il tecnico, queste le sue dichiarazioni in esclusiva a Golsicilia.it.
Mister, estate trascorsa alla finestra, progetti validi pochi?
«Probabilmente nel nostro panorama non sono stato in pole position. Ho ricevuto qualche contatto e qualche offerta, ma non mi garbavano quindi ho preferito declinare»
Molti suoi colleghi sostengono che la meritocrazia nel mondo del calcio conta poco…
«Sarà un attimino immodesto (ride, ndr), ma purtroppo i fatti stanno a testimoniare questo. Dopo tanti anni, soprattutto dopo l’ultimo a Paternò in cui abbiamo sfiorato i play off pur con tutti i problemi ormai più che noti, mi aspettavo un futuro diciamo diverso. Purtroppo qua funziona così, la meritocrazia non è il primo aspetto da seguire».
Qualche mese fa è stato inserito dalla Lnd nazionale nella rosa dei cinque migliori allenatori di serie D in tutta Italia. Aggiungo che è l’unico a non avere vinto il girone d’appartenenza. La inorgoglisce questa cosa?
«Non mi ha solo inorgoglito, ma mi ha dato una grande iniezione di adrenalina e di iper gratificazione. Senza vincere il campionato, essere inserito tra i primi cinque a livello nazionale, credo proprio non sia roba da poco. Mi ha fatto tanto piacere quanto il risultato ottenuto l’anno scorso con il Paternò».
Parecchi tifosi del Ragusa hanno chiesto alla società di avere lei in panchina. C’è stato qualche contatto?
«No, non c’è stato nessun contatto. Però c’è da dire che quando vengo accostato a piazze di questo calibro, specialmente se da tifosi che sono la vera essenza del calcio, fa enorme piacere. Forse in questa intervista sto apparendo davvero troppo presuntuoso (ride, ndr), ma credo che per il mio recente passato almeno ad una panchina di serie D credo di potere aspirare».
Da uomo di calcio, come vede le siciliane del torneo di serie D?
«Per quanto riguarda organico, conduzione tecnica e città, l’Akragas del mio amico Pino Rigoli è una spanna sopra tutti gli altri».
E in Eccellenza, girone orientale, secondo lei chi parte favorito?
«Nel S. Pio X c’è praticamente il mio gruppo di giocatori, ma anche nel Siracusa ci sono parecchi giocatori che ho avuto oltre al direttore generale Finocchiaro. Sarà una corsa a due ma io sarò neutrale per i motivi che ho citato prima».