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Domenica scorsa Trapani si è svegliata in maniera diversa. E’ ormai tangibile che i tempi in cui si andava allo stadio soltanto a festeggiare, siano lontani, come è giusto che sia. La categoria adesso si chiama serie B e bisogna lottare e sudare, in primis con il cuore, come fa ogni sabato chi questo palcoscenico se lo è conquistato con il sudore e oggi finalmente quella maglia la può indossare con orgoglio. Parlare di crisi sembra assurdo, il calcio offerto dai granata è di ottimo livello e chiedere di concretizzare ogni palla-gol equivale, a nostro avviso, a chiedere di avere una squadra di fenomeni.
Se gli 11 punti attuali fossero frutto di tutta una serie di altri risultati, probabilmente oggi parleremo d’altro. Probabilmente in molti avevano interpretato le prime quattro giornate di campionato come un “tentativo di scalata”, ma pensiamo invece che gli obiettivi siano ben altri, almeno per il momento, come ha già dichiarato il nostro “Comandante in Capo”. Esistono tuttavia altri accadimenti, che ledono l’orgoglio di una città con una storia importante e strettamente legata al colore granata. Accadimenti che ti fanno capire il valore che le persone dànno alla causa che sposano.
“Donare” un indumento che porta dentro la nostra storia, ad una tifoseria avversaria come quella spezzina, svuota di ogni significato il valore che una persona attribuisce a questi colori, tranne se a tutto ciò ci sia una spiegazione. Perchè esistono “uomini” come Giovanni Abate che a quel colore ha regalato le sue lacrime, di rabbia prima e di gioia dopo, oppure come Nino Daì che quel colore lo tiene sulle spalle con sudore e passione da anni ormai, oppure capitan Pagliarulo e mi fermo qui, anche se di esempi ne esistono davvero tanti, per fortuna.
Ma nello stesso tempo in cui sottolineo il gesto non certo bello di Terlizzi (l’aver donato i pantaloncini alla tifoseria ligure) a fine gara contro lo Spezia, mi domando: perché? A tutto c’è una spiegazione, perché, se così non fosse, il fatto sarebbe ancora più grave, semplicemente giustificato dalla leggerezza con la quale si indossa quel colore. Puntuale è arrivata la risposta della società (ma di questo non avevamo alcun dubbio) nella persona del suo Ds Daniele Faggiano che si è sempre dimostrato in grado di dare il giusto peso anche al valore simbolico delle cose.
Alla prima occasione ufficiale (la conferenza stampa del martedì), si è presentato assieme a Christian Terlizzi in sala stampa per chiarire cosa fosse accaduto dopo la partita Trapani-Spezia. E' stato il direttore sportivo Faggiano ad esordire: «Dopo la partita c'era tensione, da parte di tutti, anche da parte mia e talvolta la tensione porta ad azioni e reazioni che nessuno vorrebbe fare e vedere. Sono cose che succedono, ma che vanno superate. Da parte mia, vi dico che sono contento che Christian Terlizzi sia un giocatore del Trapani ed oggi è qui per chiarire direttamente lui cosa è successo».
Il difensore granata, che nella giornata di lunedì (alla ripresa degli allenamenti) aveva già parlato con un gruppo di tifosi, esordisce: «Chiedo scusa ai miei tifosi, per un gesto che ho fatto in buona fede, ma che per loro è stata un'offesa e di questo mi dispiace perché non era nelle mie intenzioni. Io - ha continuato Terlizzi - sono un giocatore del Trapani e, come ho detto fin dal momento in cui sono arrivato, voglio dare tutto per questa maglia e per i nostri tifosi. Sono venuto qui per fare il giocatore del Trapani e per dare tutto ai nostri colori. Credo di farlo sia dentro sia fuori dal campo. Sono una persona che si assume le proprie responsabilità e per questo oggi sono qui, perché mi dispiace, davvero, tutto quello che è successo».
«Non pensavo si potesse scatenare questo putiferio per un gesto che sicuramente è stato sbagliato, ma non era nelle mie intenzioni ferire nessuno e non rispettare la mia squadra, la mia società, i miei tifosi. Da un anno e mezzo - ha spiegato Terlizzi- i tifosi dello Spezia mi "massacrano", per altre questioni, in tutti gli stadi. Sono andato a parlare con loro, anche durante il riscaldamento ed a fine partita. Tra di loro c'era una persona che conoscevo, l'unica, che mi ha chiesto una cortesia e gliel'ho fatta. E' stato un gesto fatto in buona fede. Mi dispiace e chiedo scusa».
Poche parole, ma piene di significato da parte di un professionista che ha lasciato il segno in ogni squadra in cui ha militato. L’umiltà con cui Christian Terlizzi è intervenuto in conferenza stampa, ci ha fatto conoscere un giocatore dalla forte personalità che sa cosa vuole. L’esperienza maturata in tanti anni di serie A, da parte del giocatore romano, è un bene prezioso per l’undici di Boscaglia che deve custodire e farne tesoro per tutto il campionato. Superato l’episodio di sabato scorso, teniamocelo stretto un giocatore come Terlizzi, sarà la chioccia per i suoi compagni, perché ancora vuole dare tanto al calcio, ma soprattutto a quella maglia che si tinge di colore granata.
Salvatore Puccio