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Christian Terlizzi, attuale difensore del Varese nonchè ex Catania e Palermo, ci racconta il 'suo' derby senza celare una certa nostalgia per le esperienze vissute in terra siciliana. Ma non solo. Ancora scottato dallo screzio avuto con la dirigenza etnea la scorsa stagione, coglie l'occasione per mandare più di una frecciatina ad Antonino Pulvirenti e Pietro Lo Monaco. Questa l'intervista completa:
Christian, hai vissuto da protagonista il derby con la maglia del Catania mentre con quella rosanero non sei riuscito a giocarlo. Cosa si prova a disputare partite del genere?
«Sono gare bellissime, per non dire uniche. Le emozioni che ti trasmette un derby probabilmente non te le trasmette nessun’altra partita. Si tratta di sfide ad altissima intensità che possono essere decise da pochi dettagli. Porto dentro di me ricordi importanti».
I rossazzurri sono reduci da tre sconfitte interne consecutive mentre fuori casa la squadra sembra esprimersi meglio. Perché questa differenza?
«Quest’anno la squadra di Montella ha cambiato radicalmente modulo quindi alcune difficoltà erano preventivabili. Credo che questa differenza sia dettata dal fatto che giocando con la difesa a cinque è difficile tenere il possesso della palla. Viceversa, in contropiede è più semplice far male. In casa gli spazi da attaccare sono pochi, al contrario di quel che accade in trasferta».
Da difensore centrale credi che l’assenza di Spolli, squalificato, possa risultare decisiva?
«Nel calcio, eccezion fatta per fuoriclasse del calibro di Ronaldo o Messi, il singolo non è mai decisivo. Credo che Spolli non sia insostituibile anche perché le cosiddette seconde linee rossazzurre non sono da meno».
Lo scorso anno hai avuto più di qualche screzio con la dirigenza catanese. Per qualche mese, addirittura, sei finito fuori rosa. Come commenti quanto accaduto nella passata stagione?
«Innanzitutto voglio chiarire che la scelta di andare fuori rosa è stata mia e non della dirigenza. Loro hanno accettato la mia decisione perché non avevo completamente voglia di continuare quel rapporto. Ho avuto qualche divergenza con Pulvirenti e Lo Monaco che poi è sfociata in un vero e proprio scontro. Di conseguenza le nostre strade si sono allontanate ma ricordo alcune dichiarazioni del presidente che, poco tempo dopo, si dimostrarono prive di coerenza: prima disse che non avrei più dovuto indossare quella maglia e dopo un mese ero in campo. Dovrebbe imparare a pensare due volte prima di parlare».
Dove credi possano arrivare le due squadre al termine della stagione?
«Mi auguro che ambo le formazioni arrivino il più lontano possibile. Sia a Palermo che a Catania ho vissuto anni bellissimi che mai dimenticherò. I rosa hanno tanta qualità e se riusciranno ad ingranare potranno arrivare veramente lontano. Per quanto riguarda gli etnei, invece, credo debbano pensare prima alla salvezza, che reputo ampiamente alla loro portata, e poi eventualmente sognare altro. Le divergenze emerse nei rapporti con Lo Monaco e Pulvirenti non mi interessano, perché vanno al di là del calcio: i tifosi mi hanno dato tanto e a loro sarò sempre grato. La società, invece, meriterebbe ben poco».
Qual è il ricordo più bello che ti lega al derby Catania-Palermo?
«Di ricordi belli ne ho tanti, ma il più importante è legato al mio gol al "Barbera". Non me ne vogliano i tifosi del Palermo, spero ricordino la mia scelta di non esultare per rispetto nei loro confronti. Per me la maglia del Catania ha rappresentato tanto ma anche in rosanero ho ricordi che porterò per sempre con me».
Un pronostico sulla gara del ‘Massimino’?
«Dire come finirà è difficile, anche se alcuni vedono il Catania favorito. Ad ogni modo spero sia una grande partita perché le due piazze meritano veramente tanto. Mi auguro di assistere a un pareggio a suon di gol».
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