Bologna-Catania, i confronti

Elementi di ogni reparto e guide tecniche a confronto


Sono finite da tempo le vacanze ed è finito anche il ritiro invernale a Malta per il Catania di Vincenzo Montella, partito ieri sera dall’isola mediterranea. I rossazzurri proseguiranno i lavori a Torre del Grifo a partire da oggi, con una doppia seduta in programma e in agenda la ripresa del campionato, fissata per domenica alle 15 contro il Bologna di Pioli al “Dall’Ara”. Tornano quindi gli impegni ufficiali per la massima serie e tornano anche le nostre consuete analisi a ridosso del weekend, a cominciare da quella sui confronti tra due giocatori per reparto per entrambe le squadre.

DIFESA

DANIELE PORTANOVA E NICOLAS SPOLLI

Compatto e roccioso il primo, longilineo e più predisposto a fronteggiare il gioco palla a terra il secondo. Entrambi sono accomunati dalla gavetta più o meno lunga che hanno dovuto sostenere prima di approdare alla serie A: il rossazzurro si fa le ossa e gioca per 4 anni in prima squadra al Newell’s Old Boys prima di essere ‘adocchiato’ da Lo Monaco nell’estate 2009; Portanova parte da meno lontano ma molto più dal basso, debuttando tra i professionisti nel ’97-’98 con la Fermana in C1 e inanellando una serie di ottime stagioni in cadetteria tra Messina e Napoli prima di guadagnarsi la grande opportunità con il Siena, dove gioca per cinque stagioni contribuendo in maniera sostanziale a cinque salvezze di fila e conquistando un posto nel cuore della tifoseria bianconera. Spolli è meglio ferrato negli anticipi palla a terra, mentre il difensore romano è abilissimo nel gioco aereo: lo testimoniano anche i 12 gol in otto stagioni nella massima serie.

CENTROCAMPO

DIEGO PEREZ E SERGIO ALMIRON

Due lottatori del centrocampo, che condividono il continente di provenienza e l’esperienza accumulata. Mediano di contenimento il primo, mezz’ala con attitudine ad impostare il secondo, entrambi possiedono un’importante dose di forza fisica. Almiron conosce ormai il calcio italiano come le sue tasche, essendo approdato nel Bel Paese oltre dieci anni fa; diverso il percorso di Perez, più giovane di un paio d’anni e affermatosi a livelli medio-alti con il Monaco e con la nazionale uruguagia, che con la sua presenza fissa in mezzo al campo sta vivendo un periodo di seconda gloria dopo l’impareggiabile epopea tra gli anni Trenta e Cinquanta.

ATTACCANTI

MARCO DI VAIO E MAXI LOPEZ

Semplicemente i due giocatori con maggiore qualità tecnica e lustro nelle rispettive compagini. Attaccante completo il felsineo, cresciuto nella Lazio ed affermatosi in serie A con la Salernitana, prima di onorare sempre le opportunità avute tra Parma e Juventus prima delle insignificanti esperienze tra Valencia (dopo una buona prima stagione) e Genoa: quest’anno sta segnando con una frequenza inferiore rispetto alle precedenti, ma nei momenti importanti non ha fatto mancare il suo supporto anche grazie alla sua invidiabile prestanza fisica, decisamente insolita per un giocatore di 35 anni molto dedito al movimento in partita. A Bologna Marco ha ritrovato la dimensione ideale, che cerca invece ancora Maxi, mai capace di replicare il ritmo realizzativo dei primi sei mesi in rossazzurro anche a causa della sua scarsa vocazione come prima punta. Mai come in questo periodo le sirene di mercato lo coinvolgono e continueranno a coinvolgerlo finchè non farà le valigie.

ALLENATORI

STEFANO PIOLI E VINCENZO MONTELLA

Otto anni di differenza anche tra i due timonieri, accomunati dalla pacatezza e dalla priorità al palleggio e alla fantasia in campo. I diversi campionati disputati tra serie B e A, non senza qualche delusione, hanno meglio temprato l’allenatore parmigiano, ormai in fase ascendente dopo la buona annata al Sassuolo nel ’09-’10 in serie cadetta: rimane una macchia non indifferente aver ‘convinto’ Zamparini della necessità di allontanarlo dal Palermo ancor prima dell’inizio di questo campionato, non avendo saputo preparare a sufficienza i rosanero almeno dal punto di vista tattico. L’“aeroplanino” è invece alla sua prima stagione intera da allenatore tra i professionisti, con l’entusiasmo e soprattutto la lucidità di chi è agli inizi e ha tanto da imparare ma al contempo non è certo meno valido della massa: più che indicativa in tal senso la classifica attuale ma soprattutto la condotta e la qualità del gioco.


Michele Patanè 04/01/2012
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