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Quello di ieri contro il Bologna è stato il primo pari interno del Catania di Giampaolo. Eppure, nonostante il risultato finale, i rossazzurri hanno offerto un'ottima prestazione e avrebbero meritato qualcosina in più. Da considerare, poi, che il Catania aveva sempre ottenuto i tre punti, in questa stagione, tra le mura amiche; sarà anche vero che il campionato è cominciato da poco, ma è risaputo che una squadra come quella etnea di anno in anno costruisce la propria salvezza proprio davanti ai propri tifosi.
Se è vero che all'esordio casalingo contro il Parma erano seguite pesanti critiche ai giocatori per la prestazione offerta, nonostante la vittoria, c'è da dire che già dalla partita successiva Giampaolo ha fatto sì che i suoi cominciassero ad avere un certo tipo di atteggiamento in campo e i risultati non sono mancati: pari a "San Siro" con il Milan, con il Catania a fare la partita, e vittoria in casa contro la "sorpresa" Cesena, che non aveva ancora subito gol. Tutto questo offrendo ottime prestazioni.
Inoltre, in caso di vittoria, i siciliani sarebbero in cima alla classifica con Inter e Lazio con 10 punti conquistati e, per così dire, un quarto di salvezza (la quota ufficiosa è 40 punti) già in tasca dopo sole cinque giornate.
E allora il pari di ieri? Verrebbe da pensare a una partita sbagliata, a un approccio sbagliato, o, più semplicemente, a un passo indietro commesso da tecnico e giocatori. Ma non è così e la conferma si ha soprattutto considerando il secondo tempo della gara di ieri contro il Bologna, in cui il Catania ha letteralmente assediato la difesa emiliana, non riuscendo, però a segnare il gol vittoria.
Soltanto nella prima frazione di gioco il Bologna è stato, per così dire, in partita: nell'unica azione dei rossoblu succede di tutto: Siligardi entra col pallone nell'area etnea e viene ostacolato da Silvestre; l'attaccante del Bologna va giù e l'arbitro, male assistito anche dai guardalinee, concede il penalty. Ma il contrasto del difensore etneo era più o meno pulito, regolare, certamente non da rigore. Inoltre, dalle immagini, si vede chiaramente che l'attaccante felsineo si lascia andare appena si sente toccare.
Sul dischetto si presenta Di Vaio, sul quale Andujar compie un grande intervento. Ma il portiere argentino non riesce a trattenere e l'attaccante insacca sulla ribattuta, facendo 1-0 e capitalizzando l'unica occasione felsinea. Ma sull'azione che segue il gol arriva un altro errore dell'arbitro Gava, ancora a sfavore della squadra di casa.
Maxi Lopez va giù in area, il direttore di gara lascia proseguire per la regola del vantaggio che non si concretizza e a quel punto fischia una punizione dal limite. L'arbitro, in due minuti, ha praticamente sbagliato tutto, cambiando volto alla partita. Addirittura Rubin, intervistato al termine del primo tempo da Sky, ammette: «L'arbitro sta sbagliando tutto, dobbiamo stare attenti dietro perchè potremmo subire qualche rigore».
Nella ripresa Giampaolo richiama in panchina Ledesma, inserendo Ricchiuti e cambiando, così, l'inerzia della gara. Il Bologna sparisce dal campo, il Catania fa la partita, questo il copione della seconda frazione di gioco. I rossazzurri ci provano in tutti i modi, ma si trovano di fronte un grande Viviano, l'unico dei rossoblu con un voto al di sopra della sufficienza.
Il pari arriva soltanto grazie a un autogol di Britos, che batte il suo portiere colpendo malamente di testa un cross di Marchese, ieri in campo al posto di Capuano. Il Catania, però, vuole assolutamente i tre punti e continua a mettere sotto gli emiliani. Al 75' Mascara batte Viviano, ma stavolta a voltare le spalle ai siciliani è la Dea Bendata, che si materializza sotto forma di traversa.
La sofferenza per il Bologna finisce soltanto al 96', quando l'arbitro Gava, il vero protagonista della gara, fischia la fine, consegnando un punto a entrambe le squadre.

