Lazio, nelle mani del Profeta

Analizziamo la capolista


Doveva essere un campionato come tanti altri per la squadra capitolina. Invece, dopo sei giornate di campionato, la Lazio si ritrova sorprendentemente al primo posto in classifica, con all'attivo una sconfitta (all'esordio), quattro vittorie e un pareggio. Un ruolino di marcia niente male per chi, secondo le previsioni dei media, avrebbe dovuto disputare un campionato tranquillo, anonimo diciamo.

Nelle ultime stagioni i supporter biancocelesti hanno riempito di insulti, e inviti ad andar via, Lotito&Co. Causa principale dei malumori la politica societaria attuata dall'attuale Presidente laziale, che come tutti ricorderete, prese la Lazio in piena crisi economica portandola, col tempo, ad avere una stabilità finanziaria non indifferente.

Nell'ultima sessione di mercato Reja ha dovuto dire addio forse al prezzo più pregiato della rosa: quell'Alexander Kolarov che adesso veste la maglia del Manchester City, trovandosi però un “Profeta” in squadra. Il suo nome è Anderson Hernanes de Carvalho Andrade Lima, più semplicemente Hernanes. Centrocampista classe ’85, è costato alla società di Lotito la bellezza di 14 milioni di euro. Una cifra di tutto rispetto visti i tempi che corrono, dove le uniche società che possono spendere sono le big d’Europa (e non d’Italia).

Utilizzato come supporto all’unica punta (quest’anno Reja si sta affidando ad un coperto 4-4-1-1), nelle prime sei uscite ha incantato tifosi e addetti ai lavoro. Tecnica, dribbling, fantasia, tecnica di calcio e velocità le sue doti principali. Un giocatore completo dunque, che in questo avvio di stagione insieme a Mauri, sta facendo le fortune dell’ex allenatore del Napoli.

Il nuovo numero 8 laziale, muove i primi passi da calciatore nel San Paolo dove rimane nelle giovanili per ben cinque anni fino a giungere, nel 2005, all’esordio ufficiale con la maglia della squadra paulista. Nella prima stagione disputa sedici presenze siglando tre reti, ma nonostante ciò viene ritenuto un po’ acerbo perla categoria e viene mandato a “farsi le ossa” nel Santo Andrè. Qui Hernanes gioca con frequenza, sfornando prestazioni di altissimo livello, convincendo Ramalho a “reintegrarlo” nella Tricolor. Da questo momento in poi diventa l’anima della squadra collezionando, in tre stagioni, 99 presenze e 15 reti. Nel 2008 esordisce con la maglia delle Selecao contro la Svezia, ma a causa di qualche infortunio di troppo non riesce mai ad entrare in pianta stabile nel giro della Nazionale Brasiliana. Il suo personale palmares, nonostante la giovane età, racconta di due campionati brasiliani vinti con il San Paolo e una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. A livello personale invece, ha vinto due “Bola de Prata” (corrispondente del nostro Pallone d’Oro) e il titolo di miglior giocatore del campionato brasiliano (stagione 2007-2008). 

Ma le fortune di Reja non si reincarnano solo nella sua figura. Muslera ha confermato quanto di buono fatto vedere alla fine dello scorso campionato, confermandosi un portiere di sicuro affidamento. In difesa De Silvestri, Biava, Dias e Radu hanno trovato col tempo la giusta amalgama, innalzando un vero e proprio muro davanti al portiere uruguaiano. A centrocampo c’è quantità e qualità: Ledesma, Mauri e Brocchi sono in grado di interpretare ottimamente sia la fase difensiva che quella offensiva. In avanti, oltre al già citato Hernanes, ci sono Zarate e Floccari. Due elementi che non hanno bisogno di presentazioni.

Alla lunga l’unico problema per Reja potrebbe riguardare la gestione dello spogliatoio. In panchina, per il momento, si sono accomodati Bresciano, Foggia, Rocchi, Matuzalem e Lichtsteiner. Tutta gente di altissimo livello, che a fare la panchina non ci sta e che alla lunga potrebbe creare non pochi problemi a Lotito: ma come la storia ci insegna “vincere” contro il buon Claudio è una missione più unica che rara. Caso Ledesma insegna. 


Antonino Marino 09/10/2010
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