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Il Borsino della Serie A

Chi sale e chi scende


Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende dopo la dodicesima di campionato.

Chi sale

Milan inarrestabile. I rossoneri, nonostante una prova non proprio esaltante, si aggiudicano il derby e mantengono la testa della classifica. Ibra, autore della rete che ha deciso il confronto tra le due sponde del Naviglio, consuma la propria vendetta ai danni dell'Inter.

Periodo di stand-by concluso in casa Lazio. I biancocelesti rintuzzano le velleità da primissimi posti del Napoli di Mazzarri e rilanciano la loro candidatura al platonico titolo di campioni d'inverno. Zarate sembra essere tornato ai livelli della prima stagione, per la felicità di allenatore e tifosi.

Il Palermo spezza l'incantesimo. I rosanero, infatti, tornano ad aggiudicarsi il derby di Sicilia a oltre due anni e mezzo di distanza dall'ultima volta. Pastore, meno spettacolare e più concreto del solito, regala una gioia al presidente Zamparini, sempre più intenzionato a passare la mano.

Ballardini rilancia il Genoa. Messe da parte geometrie di gioco belle a vedersi ma poco fruttuose in termini di risultato, il Grifone orfano di Gasperini si è riavvicinato a zone di classifica più consone al suo blasone e, soprattutto, alla campagna acquisti portata avanti in estate da Preziosi.

Udinese, patria di...napoletani. I friulani affondano il Lecce grazie al tris di Totò Di Natale e al sigillo finale di Floro Flores, entrambi partenopei doc. Guidolin sembra aver definitivamente trovato la quadratura del cerchio, raggiungere l'Europa non è più una missione impossibile.

Chi scende

Il re rischia di perdere lo scettro. Parliamo dell'Inter, sempre più in crisi di risultati e di gioco. I nerazzurri alzano bandiera bianca nel derby, andato perduto senza mai dare l'impressione di poter semplicemente impensierire un Milan non certo irresistibile. Moratti continua a sostenere Benitez, ma in caso di magra figura al Mondiale per club la situazione potrebbe radicalmente mutare.

La Sampdoria non sa più segnare. La compagine di Mimmo Di Carlo sembra aver smarrito la via del gol, complice il più che giustificabile ostracismo imposto da Garrone a Cassano. Puntare a grandi traguardi, in queste condizioni, è impresa alquanto ardua.

Troppo brutto per essere il Cagliari. I sardi continuano a faticare, complice una preoccupante involuzione sul piano del gioco che, inevitabilmente, influisce sulla classifica. Bisoli è di settimana in settimana sempre più in bilico, a maggior ragione con un patron dall'esonero facile qual è Massimo Cellino.

Pugliesi a picco. La domenica di campionato lascia in eredità un cappotto autunnale al Lecce, 0-4 sul campo dell'Udinese, e la piazza meno onorata della graduatoria al Bari. La situazione delle due compagini del tacco d'Italia è, però, diametralmente opposta. Quanto accaduto ai salentini in terra friulana, infatti, è da archiviare alla voce "episodi negativi". D'altronde la formazione di De Canio era reduce dall'ottimo pari contro i tricampioni dell'Inter. Nel caso dei galletti, invece, la situazione è delicata: tutto sembra girare per il verso sbagliato, Ventura non sa più a quale santo votarsi e i risultati continuano a essere deludenti.


Gianluca Rubino 15/11/2010
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