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Se alla vigilia della trasferta di Verona, contro il Chievo, in casa Palermo si attendeva un segnale forte dagli uomini di Rossi, ebbene questo è arrivato. Il pareggio, seppur uno 0-0, ha dimostrato che i rosanero, anche in trasferta, possono imporre il proprio gioco. Dando un'occhiata alla giornata di ieri, contrassegnata dai brutti scivoloni di Roma, Lazio e Juventus, si comprende bene quale può essere il rammarico nella formazione siciliana per non aver conseguito un risultato migliore.
Partenza a rilento La partita, nel primo quarto d'ora, ricalca stranamente l'inizio di quella giocata nel giorno dell'Epifania contro la Sampdoria. I rosa, poco reattivi in difesa,(vedi pallone regalato da Bovo a Thereau in piena area di rigore palermitana), e lenti nell'impostare le azioni d'attacco(vedi Ilicic , Pastore e Maccarone dei primi minuti) non sembrano trasmettere vibrazioni positive ai propri tifosi. La nebbia calata sul Bentegodi per la maggior parte del match, nasconde gli errori iniziali commessi dalla squadra di Rossi. Il Chievo, nonostante inquadri benissimo la porta rosanero, trova un Sirigu in versione superman. Passato lo spavento, i rosanero si svegliano. A dare la scossa, guarda caso, è il “duo fantasia” Ilicic-Pastore, orfano di Fabrizio Miccoli seduto in panchina.
Bentornato Javier Il Flaco, rigenerato rispetto a quello deludente, versione ultimi mesi del 2010, nonostante gli acciacchi alla caviglia destra, stringe i denti e distribuisce magie come i vecchi tempi. Sono proprio i palloni che passano da suoi piedi a far gridare al gol, ma né Ilicic né Maccarone approfittano degli assist apparecchiati dall'argentino. Prima dell'intervallo, ci provano anche Bovo e Migliaccio. Il difensore, con una punizione perfetta, fa la barba al palo alla sinistra di Sorrentino. Il centrocampista, invece, va vicino a realizzare un gol simile a quello fatto alla Sampdoria.
Rigore negato Si giunge dunque alla ripresa con la convinzione di poter fare sicuramente meglio della prima frazione. Le poche occasioni, capitate a Miccoli e compagni, convinceranno del contrario. Il secondo tempo rosanero è infatti contraddistinto da un solo specifico episodio. Un fallo in area clivense, ai danni di Pastore, non viene minimamente considerato dall'arbitro Peruzzo. Ingiustizia viene fatta. Per la società di Viale del Fante un girone d'andata, composto da diciannove partite, senza rigori a favore, rappresenta un nuovo record negativo. Le dichiarazioni, a fine partite, di Delio Rossi e di Maurizio Zamparini sono la naturale conseguenza di una situazione ormai giunta ai limite del paradosso.
Domenica prossima si riparte con il girone di ritorno. Si riparte da Cagliari, altra trasferta molto insidiosa. L'obiettivo rimane sempre lo stesso, essere più forti degli errori arbitrali.

