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Intervenuto in conferenza stampa, per la presentazione ufficiale al pubblico rosanero, il neo centrocampista del Palermo Joao Pedro Galvao Geraldino Dos Santos, più semplicemente conosciuto come Joao Pedro, esprime la propria soddisfazione per l’approdo in Sicilia, promettendo massimo impegno nei cinque anni che legheranno al club di Zamparini..
Ad aprire la conferenza è stato Giovanni Tedesco, che tesse le lodi del 18enne carioca. “E’ un giocatore giovane sul quale la società punta con fermezza per il futuro. E’ in grado di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo fino alla trequarti. Predilige giocare nella zona nevralgica del campo piuttosto che davanti la difesa, ma come abbiamo visto ai Mondiali Under 17, si adatta con splendidi risultati anche in quel ruolo”.
Questi i punti principali toccati dal diciottenne centrocampista, giunto a Palermo dall’Atletico Mineiro dove a lanciarlo è stato l’ex Commissario Tecnico Brasiliano Luxemburgo
Il paragone: “Kakà è uno dei giocatori più forti al mondo. Il paragone di Zamparini con Kakà può solo farmi piacere però devo lavorare con molta umiltà per raggiungere i livelli dell’asso del Real Madrid”.
Il ruolo e l’idolo: “Preferisco giocare a centrocampo piuttosto che sulla trequarti ma posso adeguarmi tranquillamente nel ruolo di trequartista, ma ripeto, sono un centrocampista puro. Preferisco giocare leggermente più avanti piuttosto che davanti la difesa. Sono dotato di una buona finalizzazione quindi il rapporto gol non manca. Tornando a Kakà è un grandissimo giocatore ma il mio idolo è Ronaldinho.”
La nuova avventura: “ Il calcio italiano è un calcio tanto ambito quanto difficile. Il calcio brasiliano invece è più spettacolare e in quanto tale molto diverso da quello italiano. Ad ogni modo sono pronto per questa avventura”.
La squadra: “Il Palermo è una società molto importante ormai conosciuta ovunque. Spero di giocare prima possibile e che il gol arrivi, conseguentemente, al più presto. Non ho ancora avuto moto di conoscere Rossi ma non mancherà il tempo”.
L’eredità: “ Il numero 7 lasciato da Cavani non mi responsabilizza più di tanto. Attraverso il lavoro si possono raggiungere grandi traguardi. Mi dedicherò con grande spirito di abnegazione a Palermo e al Palermo per ripagare la fiducia che la società sta mostrando in me”.
Il sacrificio: “È normale avere qualche timore nel lasciare la propria Nazione ma per raggiungere un sogno sono sacrifici che bisogna fare. Sono qui con la moglie, che per me sarà di grande aiuto soprattutto nel periodo di ambientamento.
Infine, piccola curiosità, nata sotto suggerimento di Giovanni Tedesco. “A chi sogno di fare il primo gol? Al Catania”.