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Dominio rosanero, Sampdoria domata

Miccoli, Migliaccio e Maccarone decidono il match


Era stata annunciata come la sfida-rivincita dello scorso 9 maggio, così è stata. Un Palermo versione Champions asfalta quella squadra, la Sampdoria, che aveva turbato, otto mesi prima, i sogni europei del popolo rosanero. La prima vittoria, targata 2011, porta in dote una prestazione maiuscola da parte di tutto il collettivo guidato da Rossi.

I primi minuti della gara sono in completa distonia con il resto del match. La Sampdoria attacca, e con la coppia Pazzini-Marilungo mette in apprensione la difesa palermitana. Un paio di svarioni di Bovo e Goian, infatti, non sembrano preannunciare una gara tranquilla per le coronarie dei tifosi. A rallentare i ritmi del cuore, però, ci pensa il solito trio fantasia. Miccoli, Pastore e Ilicic iniziano a folleggiare con le loro giocate, la Samp improvvisamente sparisce dal campo. Il momento esatto per fare esultare gli spettatori, presenti allo stadio e non, lo stabilisce il capitano. Uno scambio con Pastore, a velocità stratosferica, e la palla è nel sacco. Il modo in cui il Romario del Salento mantiene l'equilibrio, per punire l'incredulo Curci, è da vero acrobata, roba che nemmeno al circo Orfei.

 Trovato il vantaggio, allo scadere della prima frazione, la gara sembra mettersi sui binari giusti. La ripresa ne da conferma. L'intercity Balzaretti, innescato neanche a dirlo dal solito Miccoli, calibra un delizioso cross in area che Migliaccio trasforma in oro. Il granitico mediano, eccelsa la sua prova, realizza il raddoppio con la sua specialità, l'inzuccata di testa. Il suo volo d'angelo, carico di forza e rabbia, scaccia tutti i cattivi ricordi relativi allo spareggio Champions della passata stagione. Gli avversari, dopo l'avvio veemente dei rosanero, si scuotono. La maggior parte della seconda frazione si gioca, difatti, nella metà campo del Palermo. Ma non si soffre, anzi, è l'occasione buona per vedere all'opera la retroguardia di Rossi. Sirigu, Goian e Bovo, non tralasciando Cassani e Balzaretti, innalzano un muro invalicabile. Per Pazzini e compagni non è giornata.

 Il sigillo alla gara lo mette l'uomo più atteso, Massimo Maccarone. Big Mac, protagonista in settimana di numerose voci di mercato, subentrato dalla panchina, al posto di uno sfinito Miccoli, ci mette poco a far gridare di gioia per la terza volta. Ilicic, stavolta lui in versione assist man, ispira il diagonale vincente dell'ex Siena. È l'apoteosi. Il giocatore, con la valigia già pronta a fine 2010, dopo gli infortuni occorsi a Pinilla e Hernandez, diventa l'attaccante indispensabile nel 2011.

Nella prossima sfida, domenica a Verona contro il Chievo, servirà proprio l'apporto di quest'ultimo. L'attaccante, giunto a quota 98 gol da professionista, potrebbe rivelarsi il vero acquisto di gennaio. Se lo augurano i tifosi e in special modo Delio Rossi e Maurizio Zamparini, convinti, adesso più che mai, d'aver fatto bene a trattenerlo in Sicilia.


Salvatore Peri 07/01/2011
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