



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
La partita con il Cagliari, che ha paradossalmente regalato il primo punto in campionato al Palermo, ha quanto mai l’amaro retrogusto di una sconfitta. Non sul piano statistico della stagione 2012-2013 ma quanto sul piano psicologico: la squadra non c’è, la squadra non è viva.
Le sconfitte con Napoli e Lazio sapevano di campanello d’allarme divenuto richiesta d’aiuto sabato pomeriggio. Mai un’azione corale, mai un fraseggio degno di una compagine che non deve lottare per la salvezza. Continuando di questo passo ai tanti tifosi rosanero non rimarranno che gli occhi per piangere: se non si cambia rotta lo spauracchio ‘B’ rischia di diventare un’amara realtà.
Inutile ‘giocare’, inutile nascondersi dietro qualche finta verità. Le colpe, sul piano dirigenziale, ci sono e sono anche tante. E sarebbe da stupidi incolpare il buon Sannino, nonostante l'esonero, reo solamente di non esser ancora riuscito a plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza e di ostinarsi a puntare sul 4-4-2. La qualità dei giocatori è quella che è: impossibile chiedergli di più.
Sarebbe stato da pazzi chiedere di più all’ex tecnico del Siena: il valore degli atleti a disposizione è sotto gli occhi di tutti. Sanciti gli addii di Silvestre, Migliaccio e soprattutto Balzaretti non sono arrivati degni sostituti. I vari Garcia, Cetto e Munoz non sembrano pronti per il nostro campionato e una domanda sorge spontanea: c’era bisogno di questa catastrofe in campionato per rendersene conto? Perché dall’alto ci si ostina a valorizzare ragazzi che probabilmente non diventeranno mai dei campioni?
Tornando al problema del modulo. Come si può scegliere un allenatore amante del 4-4-2 e poi non consegnargli giocatori capaci di attuare codesto schema? Giorgi, Bertolo e Ilicic non sono ali. O quanto meno non degni di questa piazza con ben altre aspettative. Ci vuole tanto a capirlo?
Adesso spazio a Gasperini, uno che di calcio ne capisce. Amante del 3-4-3 dovrà dare una scossa psicologica a tutto l'ambiente. E' vero che probabilmente le amnesie difensive saranno all'ordine della domenica ma è pur vero che il calcio spettacolo, votato sistematicamente all'attacco dell'ex allenatore del Genoa, potrà far levare non poche soddisfazioni alle migliaia di tifosi che definire delusi è un eufemismo.
In ogni caso, problemi di modulistica a parte, bisogna rimboccarsi le maniche. Di questo passo non si va da nessuna parte. Se non in Serie B…
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