



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
Finalmente è finita. Si perché dopo il pareggio esterno di Bari in molti non vedevano l’ora di andare in vacanza. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca a tutti: allenatore, giocatori e tifosi, che possono finalmente tenere a “bada i nervi” fino a giorno 6 gennaio 2011, giorno in cui riparte il campionato di Serie A che per la compagine siciliana coincide con la partita casalinga contro la Sampdoria.
Proviamo a fare un salto indietro, quando lo stato d’animo dei tifosi era diverso da quello di adesso.
Il tecnico Delio Rossi si insedia sulla panchina rosanero il 23 novembre e, dopo la sconfitta esterna contro il Chievo, il mese di dicembre regala tantissime emozioni in sole tre partite, emozioni che fino ad allora non si erano provate per 14 giornate, visto che il Palermo di Zenga non sembrava avere un’identità.
È il 6 dicembre 2009 e Rossi fa il suo esordio al “Barbera” contro il Cagliari di Allegri. Dopo lo svantaggio inizial, la squadra reagisce e ribalta il risultato con un gran gol di Budan, oggi al Cesena, e un colpo di testa del danese Kjaer, ceduto in Germania al Wolfsburg.
L’umore tra i tifosi è alle stelle perché oltre ad arrivare un risultato importante, per la prima volta nell’intera stagione il gioco offerto dalla squadra è divertente e allo stesso tempo molto incisivo. Così, nella settimana seguente, molti tifosi seguono la squadra in trasferta a Milano. La partita da giocare è difficile contro un Milan che vuole conquistare punti utili per la corsa scudetto, ma invece deve vedersela con un Palermo straripante che con un gran Miccoli, e la furbizia di Bresciano, fa bottino pieno e ritorna a casa con i tre punti.
C’è il Siena da affrontare nell’ultima partita del 2009 davanti ai propri tifosi. La squadra di Malesani è in netta ripresa e al “Barbera”, i bianconeri non vengono a fare la comparsa. Partita giocata da entrambe, ma Cavani, ormai uomo dei sogni napoletani, fa esplodere lo stadio con un gran gol.
Insomma momenti passati alla storia che non torneranno più. La cosa che risalta di più e che, fatta eccezione per capitan Miccoli, non vestono più la maglia rosanero i giocatori che decisero quelle partite. Tutti sono andati via alla ricerca di nuove emozioni e motivazioni.
Completamente differente dunque la situazione dello scorso anno da quella attuale. Si perché questo mese di dicembre, che ci ha portato una sola vittoria, un pareggio ed una sconfitta, ha evidenziato una scostante crescita della squadra.
Mostruosa la partita di Napoli, dove dopo avere subito il gioco avversario per più di 90’ la beffa è arrivata con il gol siglato da Maggio a pochissimi secondi dalla fine.
La speranza di vedere il vero Palermo nella partita successiva è valsa qualcosa, visto che dopo l’amara trasferta, i rosanero piegano in casa il Parma con un secondo tempo da grande squadra.
Si sperava che anche con un Bari in crisi, il Palermo potesse ripetersi in una prestazione così esaltante. Ma il leit motiv della partita del “San Nicola” non è molto diverso da quello di Napoli. Persa un’altra occasione per mantenere il passo di chi sta davanti ai rosa.
Termina così l’anno rosanero, tra rimpianti, delusioni e gioie. Natale povero dunque per i tifosi che, abituati alla scorsa stagione, dove sotto l’albero trovarono in dono da parte della squadra un pacchetto di tre vittorie consecutive, si aspettavano di chiudere questo mese di dicembre almeno con due vittorie. L’unica speranza, e l’unica cosa che dà forza a tutto l’ambiente rosanero, è l’auspicio di migliorarsi nel 2011, in fondo le statistiche dicono un punto in più rispetto all’anno scorso...
Palermo, arrivano Sorrentino, Boselli e Formica, serve altro in rosa?