



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
In sala stampa il giorno successivo alla sconfitta interna contro il Parma, Fabrizio Miccoli ha voluto parlare della situazione in casa rosanero. Ecco i momenti salienti della conferenza:
SFOGO «Capitano o non capitano, fascia o non fascia, penso di essermi preso sempre le mie responsabilità e di aver sempre detto quello che pensavo. Ieri non sono venuto a parlare perché c'è una Società dietro, ci sono delle regole, e se il Presidente decide che parla soltanto il Mister per me va bene così. Se Corini faceva quello che voleva quando il capitano era lui sono problemi suoi. Lui gestiva la situazione a modo suo, io la gestisco a modo mio. Dal prossimo ritiro, chi farà il Capitano lo farà a modo suo, ma io mi sono sempre assunto le mie responsabilità. Questo sfogo nasce da una voce che mi è arrivata. Non è questione che non sarò il Capitano, era soltanto una precisazione che ci tenevo a fare».
MOMENTO SQUADRA «Lo stato d'animo non è buono, ci aspettavamo di essere più tranquilli in questo momento ma dobbiamo per forza di cose cercare di venirne fuori. Sabato possiamo reagire alla grande, vincendo il derby aggiungeremmo punti per la salvezza ma saremmo anche felici per vincere una gara importante. Abbiamo due giorni di tempo per farlo».
GRUPPO «Il problema più che mentale è fisico, perché finché le gambe girano bene riusciamo a mettere in difficoltà i nostri avversari, come nel primo tempo di ieri. Quest'anno abbiamo cambiato tante volte i metodi di lavoro e siamo stati la prima squadra a iniziare, ma tutto ciò non deve essere un alibi. Budan oggi ha chiesto scusa a tutti per il gesto di ieri, uno come Igor che è sempre stato tranquillo e sereno può aver reagito così soltanto perché ci tiene a fare bene. Un po' la tensione, un po' tutto, ma succede ovunque. Il gruppo c'è, lo vivo tutti i giorni e lo posso assicurare».
TURNOVER «Non posso dire se merito di rimanere in campo sempre o no, ho parlato col mister, mi aveva spiegato che, anche in funzione del derby, forse sarei rimasto fuori e accetto la decisione, non c'è nessun problema».
SALVEZZA «Sabato deve essere la nostra ultima spiaggia, ma non penso assolutamente alla salvezza. I fischi? E' normale che arrivassero, ma è giusto andare sotto la curva sia a prendere gli applausi sia a prendere i fischi. Si vince e si perde, ma non bisogna avere paura di salutare i tifosi. Se uno ha la coscienza sporca, magari non viene, ma ieri la maggior parte dei ragazzi ieri era con me».
DERBY «Sarà un derby diverso, loro non hanno nulla da perdere, ma sarà una sfida adatta soltanto per coloro che vogliono scendere in campo».
ZAMPARINI «Il Presidente è preoccupato come noi, vorrebbe rimanere tranquillo, ci ha un po' bacchettati ma poi ci ha incitati a fare bene la partita di sabato».
TIFOSI «E' normale che sabato i tifosi li vogliamo con noi, vedremo come andranno le cose, ma spero che stiano al nostro fianco durante tutta la partita perché possono darci la forza in più, per portare i tre punti sabato. Spero ci stiano vicini, perché sabato come ci giochiamo la vita noi se la giocano loro perché la partita è importante per tutti».
CATANIA «Devo fare i complimenti a loro, hanno fatto benissimo, hanno un grande allenatore. C'è però una cosa che non m'è piaciuta, cioè del fatto che si parli soltanto della loro classifica migliore della nostra. Io non l'ho mai fatto, l'anno scorso noi eravamo a Roma e loro no e non abbiamo mai detto nulla. Un po' mi dispiace».
MODULO «Abbiamo assunto maggiore fiducia col 3-5-2, soprattutto fuori casa, mentre in casa forse col trequartista facciamo meglio. Sono due moduli ottimi che possono fare la differenza. Parliamo spesso col mister, sappiamo cosa dobbiamo fare, questa era soltanto una mia opinione».
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