



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
Catania-Palermo 4-0. No, non è la replica di quella sciagurata partita andata in scena il 1° marzo del 2009, quando i rosanero persero al "Barbera" contro i rossazzurri di Zenga. La partita di domenica scorsa ha in comune con quella di due anni fa soltanto il rotondo risultato, tutto il resto è cambiato: diverso lo stadio, diversi gli allenatori, diversi gli attori protagonisti... Diverso anche lo strascico mediatico, da parte dei rosanero, che la sconfitta ha provocato.
Ciò che è certo è che, dopo il triplice fischio finale, Zamparini non considerava più Serse Cosmi un suo dipendente. O meglio, il tecnico perugino continuerà a pesare sulle tasche del patron rosanero fino al termine del campionato, ma non è più alla guida tecnica della squadra. Al suo posto è stato richiamato in panchina l'amatissimo Delio Rossi, esonerato dopo il pesante 0-7 incassato al "Barbera" contro l'Udinese.
Zamparini e Cosmi non si sono lasciati bene, inutile negarlo. A rincarare la dose sono arrivate le dichiarazioni rilasciate dal tecnico a "La Gazzetta dello Sport": «La domenica mattina Zamparini mi chiese la formazione del derby, gli dico che Miccoli gioca e che Pastore sta in panchina. Si infuria sia per l’esclusione dell’argentino ma soprattutto per la presenza del capitano. Prima della partita Fabrizio venne a parlarmi dicendomi ‘Mister mi lasci fuori, so tutto’. Lui è un vero amico, nessuno ci potrà mettere contro, mi parlò sconvolto e con gli occhi lucidi, come potevo mandarlo in campo?».
Il nocciolo della questione, dunque, oltre al mancato utilizzo di Pastore, sembra essere proprio il veto opposto dal presidente all'utilizzo di Miccoli. Il capitano, 113 presenze e 52 gol in rosanero, non si è presentato con il resto della squadra, dopo la disfatta di Catania, allo stadio "Barbera", dove è andata in scena una pesante contestazione da parte dei tifosi. Il "Romario del Salento" non ha ancora parlato per chiarire la sua posizione, ciò che è certo è che il derby lo ha vissuto interamente dalla panchina.
Chi invece non ha tardato a rispondere a quanto dichiarato da Cosmi è stato proprio Maurizio Zamparini. Il presidente non ha mandato giù lo sfogo dell'ex tecnico dichiarando di non aver mai "imposto la formazione a nessuno". «Non ho mai detto che Miccoli non deve giocare: Fabrizio e' il mio capitano, e' la bandiera del Palermo ed e' il giocatore al quale voglio piu' bene. Ho detto che non poteva non giocare Pastore, che e' una cosa diversa. Forse non tutti ricordano che sono stato io a volere fortemente Fabrizio Miccoli al Palermo e poi sono stato ancora io a volere che ne diventasse il capitano e poi io credo che Miccoli sia ancora un valore aggiunto per la squadra e, quindi, mai e poi mai potevo desiderare che non giocasse». Così il patron rosanero ha smentito categoricamente le dichiarazioni dell'ex tecnico del Palermo, che ha parlato inoltre di "piccola ripicca di Cosmi dopo l'esonero, uno sfogo comprensibile".
La situazione in casa rosanero resta tesa, con ancora molti punti oscuri da chiarire. Come mai il numero 10 rosanero non gioca titolare da un pezzo? Come mai il folletto di Nardò non si è presentato alla contestazione? E le sue lacrime a Catania sarebbero dovute a uno scontro con Cosmi o alla decisione di Zamparini di non mandarlo in campo? Miccoli ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia, rifiutando, la scorsa estate, un'offerta plurimilionaria del Birmingham. Ma ora, se Cosmi dicesse la verità, il rapporto Miccoli-Zamparini sarebbe in profonda crisi, con un addio a fine stagione che, più che sembrare fantacalcio, si profila come sempre più probabile. Il Palermo rischia seriamente di perdere, e non sarebbe la prima volta, il proprio capitano a causa di un incrinarsi dei rapporti con Zamparini.
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