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Rossi: «Grande pubblico ci dà motivazioni»

Dalla sala stampa


Protagonista dell'odierna conferenza stampa prepartita, il tecnico del Palermo, Delio Rossi, ha affrontato vari argomenti, tra i quali la partita di domani, la crescita della squadra, la decisione di Zamparini, il proprio contratto e la sfida tutta talento tra Pastore e Menez.

PALERMO - ROMA «Sfida d'alta classifica? Loro sono abituati a questo tipo di gare, per noi potrebbe diventare un'abitudine se riusciremo a crescere. La Roma? Ha cambiato poco rispetto all'anno scorso e hanno lottato fino alla fine per lo scudetto. La gara di domani non è il mio derby, è quello col Catania. Io sono il tecnico del Palermo, non l'ex tecnico della Lazio. Fortunatamente stiamo recuperando i pezzi che ci mancavano, Pinilla sarà a disposizione, Liverani è al top e a breve penso di avere anche Hernandez. Miccoli? Quella di oggi non è una botta; le botte, quelle vere, si prenderanno domani».

CRESCITA DELLA SQUADRA «Il Palermo si deve ancora strutturare, rispetto alla Roma. Non dobbiamo mai sederci sugli allori, dobbiamo cercare di crescere sempre, senza pensare di essere bravi per due successi consecutivi. Cosa cambierebbe con una vittoria? Assolutamente nulla, gli obiettivi restano gli stessi».

PUBBLICO DELLE GRANDI OCCASIONI «Domani ci saranno circa 30mila persone, tra cui anche tifosi della Roma, ma la maggior parte del pubblico verrà allo stadio per sostenere noi. Un pubblico del genere ci dà delle motivazioni importanti per giocare una grande partita contro una squadra più blasonata della nostra».

DIETROFRONT ZAMPARINI «Pensavo che Zamparini sarebbe rimasto, i presidenti tengono troppo al loro "giocattolo" per mollarlo così, non avrebbero cosa fare la domenica. Si tratta indubbiamente di una buona notizia che farà felici anche i tifosi. Se Zamparini afferma che il nostro attacco vale più di quello giallorosso non posso far altro che essere d'accordo con il presidente, anche se loro, complessivamente, sono meglio di noi».

SFIDA TRA TALENTI «Pastore-Menez? Ranieri ha detto di preferire il francese, io mi tengo stretto l'argentino. Menez ha due anni in più, cosa molto importante per l'esperienza di un ragazzo. Non farei mai un cambio del genere, Pastore, in prospettiva, è uno dei calciatori più forti del mondo».

CONTRATTO «Il contratto? Per ora non ci penso, è l'ultimo dei miei problemi. Non sarà un pezzo di carta a trattenermi, ma la voglia, le ambizioni e il rispetto».

TOTTI «Se Totti gioca ancora vuol dire che può ancora fare la differenza. Se io lo avessi a disposizione lo metterei in campo, se lui confermasse gli alti livelli a cui è abituato. Totti a Roma è un'icona, ma se gioca ancora vuol dire che lo fa da campione».


Luca Di Noto 27/11/2010
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