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Palermo: la classe non è acqua, sognare è lecito

L'editoriale


Magnifica domenica per il Palermo che ieri ha battuto il Lecce al "Via del Mare" per 2-4. Ma il primo tempo, a parte la prodezza di Miccoli nei minuti finali della prima frazione, è stato molto negativo per la squadra di Rossi che ha rischiato in più di un'occasione di andare in doppio svantaggio.

Nel secondo tempo invece, tutta un'altra musica con gli ingressi di Hernandez e Ilicic la partita ha aassunto un'altra piega. È vero che il Lecce con Jeda si è portato sul 2-1 nei primi minuti della ripresa, ma poi con il trio delle meraviglie Pastore, Ilicic ed Hernandez il Palermo ha fatto tre gol nel giro di pochi minuti. Nonostante questi giocatori sono ancora molto giovani, hanno una classe immensa e riecono a mettere in crisi le difese avversarie con estrema facilità.

Il Palermo non segnava quattro reti in trasferta dal 2 Settembre 2007, quando i rosanero si imposero a Livorno per 4-1. Con questi gol ora il Palermo è il secondo miglior attacco del campionato, alle spalle dell'Inter che ieri ha rifilato una cinquina alla Roma.

I rosa stanno attraversando uno splendido periodo di forma e se ne è accorto anche il ct della Naziona, Cesare Prandelli, che ieri ha convocato Sirigu, Cassani e Nocerino. Peccato che il mister azzurro non ha notato il vero fenomeno del centrocampo palermitano che è Giulio Migliaccio, ieri rimasto storicamente in campo dopo un leggero infortunio, visto che Rossi aveva già esaurito i cambi.

Il tecnico Delio Rossi è stato molto abile ad effettuare i cambi opportuni che hanno risolto la partita, perché Miccoli, sostituito da un ottimo Hernandez, era a pezzi psicologicamente dopo aver segnato un gol alla sua squadra del cuore e Kasami non era incisivo in avanti quanto poi lo è stato Ilicic.

Possiamo affermare con certezza che la squadra rosanero di questa stagione è la più spettacolare di sempre, con un reparto avanzato da scudetto e un centrocampo solido e di assoluta concretezza. L'unico neo di questa squadra è la difesa che commette troppe ingenuità e disattenzioni ma è normale vista l'età dei due centrali ieri in campo Munoz e Andelkovic che hanno 44 anni in due.


Salvatore Calafiore 07/02/2011
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