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È un Palermo, che giorno dopo giorno, continua a crescere in maniera esponenziale. Dopo l’avvento di Sannino qualcosa, in meglio, sembra essere cambiato: non viene più anteposta l’importanza del singolo bensì quella della squadra. Il collettivo sembra essere divenuto il contenuto fondamentale di una compagine che non lesina sangue e sudore. E questo sembra essere entrato nella testa dei tifosi visto che i dodici mila presenti contro la Cremonese sono apparsi pure troppi.
Appaiono lontani i tempi in cui ognuno anteponeva il proprio interesse a quello altrui. Adesso il concetto di squadra, reincarnato in compattezza e spirito di sacrificio, è alla base di tutto: non esiste più ‘’ l’uno per tutti’’ bensì il ‘tutti per uno’’. In undici remano nella stessa direzione, in undici son pronti ad aiutarsi nel momento del bisogno. L’attaccamento alla maglia è quello che gli ultras vogliono vedere e visto quanto mostrato nelle prime due uscite, contro Parma e Cremonese, i fischi sembrano essere fantasmi quanto mai lontani.
Vedere un Ilicic, impiegato da prima punta, tornare sistematicamente a centrocampo nel tentativo di recuperare palloni è una gioia per gli occhi. Lo sloveno sembra radicalmente trasformato nella testa e nel cuore e questo non può che essere merito di quel signore che oggi siede sulla panchina rosanero. L’intesa tra lui e Miccoli sembra crescere in maniera smisurata ad ogni partita e vista l’immensa qualità che i due sanno assicurare, il divertimento, nel corso della stagione, non mancherà.
Altra nota positiva, dopo il match di coppa Italia, è senza dubbio Santiago Garcia. Il livello tecnico-tattico dell’argentino, oggettivamente parlando, non sembra pari a quello del suo predecessore Balzaretti ma i miglioramenti sono palesi. Ancora qualche pecca in fase di non possesso c’è ma in fase di spinta il suo mancino è risultato determinante contro la Cremonese. Sono suoi, infatti, i due suggerimenti che hanno permesso a Miccoli e Ilicic di abbattere la resistenza grigiorossa.
Probabilmente rispetto alla tanto rimpianta era Rossi a livello tecnico questa squadra si è indebolita. La storia, però, insegna che con il cuore e lo spirito di abnegazione certi limiti possono essere superati. Bisognerà semplicemente, come detto in precedenza, remare tutti nella stessa direzione. Nessuno escluso. Così facendo la parte sinistra della classifica non sarà utopia ma un dubbio vige ugualmente: uno spogliatoio così giovane capitanato da un solo leader, quanto può resistere alle pressioni che il nostro campionato offre quotidianamente?