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Miccichè: «Sarà Cavani l'uomo da temere»

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Raggiunto in esclusiva dai microfoni di Golsicilia.it, il vicepresidente del Palermo Guglielmo Miccichè si proietta al match di lunedì sera che vedrà il Palermo di scena a Napoli, ma nonostante ciò torna con rammarico sull'eliminazione dei rosa dall'Europa League e analizza con crudo realismo la situazione di un calcio italiano in caduta libera.

Questi i punti principali toccati dal vicepresidente del Palermo:

L'ELIMINAZIONE: «Quella di giovedì è stata una partita sfortunata. Rimanere in dieci per un tempo è una vera e propria condanna. Se fossimo rimasti in undici la partita l’avremmo vinta ma non è la prima gara che chiudiamo in inferiorità numerica. E’ la quarta espulsione in cinque partite, peggio di così non potevamo fare. Quest’anno è andata in questa maniera e non possiamo farci nulla. Mi auguro solo che ciò sia propedeutico per il futuro, in Europa e non».

PASTORE: «Dopo la partita non ho parlato con il giocatore ma prima c’eravamo detti di stare molto attenti perché gli arbitraggi in Europa sono molto più severi che in Italia. Gli arbitri europei sono molto meno transigenti e non vogliono nessun genere di contatto con i giocatori. Quello di Pastore è un errore stupido dovuto al nervosismo e alla giovane età e ciò gli servirà d’esperienza per il futuro. Ne sono sicuro».

IL RITORNO: «Giovedì ho visto un Liverani in netta ripresa e sono contento. Il giocatore non giocava da due mesi ma ha fatto la sua parte giocando bene per ottanta minuti. Deve ritrovare il ritmo partita e la condizione ma ciò può avvenire solamente mettendo minuti sulle gambe».

CAVANI: «Sapevamo che l’uruguaiano fosse un buon giocatore ma detto sinceramente non mi aspettavo un exploit del genere soprattutto in fase realizzativa. E’ un giocatore in grandissima condizione e sarà sicuramente lui il pericolo numero uno».

LO SCIOPERO: «In realtà non condivido questa protesta perché non reputo sufficienti le motivazioni per indurre uno sciopero. I punti dolenti sono due tra la Lega e l’Associazione dei Calciatori e non mi sembrano dei punti così distanti. Mi auguro che il tutto sia revocato perché, ribadisco per l’ennesima volta, non reputo questi motivi validi per fermare il calcio soprattutto in un momento così delicato per il nostro paese».

LA DEBACLE: «Non mi aspettavo un tonfo del genere da parte delle squadre italiane, come non me lo aspettavo dal Palermo. Tutto sommato i gironi erano abbastanza abbordabili per tutte ma la cosa che mi sorprende maggiormente è che l’unica squadra ancora in lotta per i sedicesimi di finale di Europa League sia il Napoli, il quale non ha vinto nemmeno una partita e invece c’è chi come noi, che nonostante una vittoria, è già fuori con una giornata d’anticipo. Pensavo che le italiane andassero più avanti ma la verità è che ormai il gap che divideva il campionato italiano e gli altri campionati si è assottigliato e quindi non mi sorprende che la Juve sia uscita per mano di una squadra polacca o che la Samp sia uscita per mano di una squadra olandese».


Pasquale Ponente 04/12/2010
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