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Gianluca Berti, protagonista della promozione in A del Palermo, ci ha concesso un'intervista in esclusiva:
Che ne pensi del Palermo di quest’anno?
«Ha alternato grandi prestazioni a crolli assurdi. Ha giocatori molto importanti e penso possa raggiungere gli obiettivi posti a inizio stagione».
Domenica hai visto il derby?
«Sì, l’ho vista e sono contento per i tifosi rosa sia finito così. È stata una partita combattuta, come ogni derby che si rispetti. La differenza l’ha fatta Pastore che, anche se giovane, è davvero un fenomeno».
La prossima giornata i rosa affrontano il Cesena e tu sei un doppio ex. Come pensi possa andare la partita?
«Ho visto il Cesena sabato (a Firenze, NDR) ed è un’ottima squadra, ma hanno difficoltà a segnare. Per il Palermo sarà dura, ma possono arrivare i tre punti».
Che ricordo hai dell’esperienza a Cesena?
«Tribolata! Costellata da tanti infortuni e qualche problema societario, la società stava passando da Lugaresi a Campedelli. Sono stati sei mesi difficili e giocavo anche se ero infortunato. Considera che ero stirato e, giocando, mi sono strappato. Però avevo capito le difficoltà del momento e ho sempre stretto i denti dando la massima disponibilità. In molti dicevano che Berti era finito, però non sapevano che scendevo in campo, anche se non ero in condizione».
Ci racconti il ricordo più bello dell'esperienza a Palermo?
«Sono tanti i bei ricordi in Sicilia. Il ricordo più bello che ho dell’esperienza a Palermo è sicuramente la partita della promozione in A. Quel Palermo – Triestina del 29 maggio 2004, lo stadio pieno, la gente euforica. Un’emozione unica in carriera».
Sei rimasto in contatto con qualche tuo ex compagno del Palermo?
«Beh con tanti. Sento spesso Santoni, Toni, Grosso, Vasari per citarne qualcuno. Inoltre ho tanti amici a Palermo.»
Un paio d’anni fa avevi dichiarato che appese le scarpe al chiodo avresti fatto il procuratore. Hai mantenuto quest’idea?
«Sì, faccio il procuratore. Gioco ogni tanto con gli amici, ma quando posso e sono libero e soprattutto per divertirmi».
Che ne pensi di Sirigu?
«Quando la scorsa stagione, dopo l’esonero di Zenga, venne chiamato Rossi, ero a Palermo e andai a cena con Sirigu che aveva già giocato un paio di partite. Mi disse che cambiando l’allenatore aveva paura di non giocare più, ma io gli risposi di stare tranquillo perché era in gamba e sarebbe stato confermato. Così è stato e adesso è uno dei migliori portieri italiani e merita la Nazionale».
A proposito di maglia azzurra: Viviano, Sirigu o Mirante?
«Adesso Viviano è avvantaggiato e pare avere la fiducia di Prandelli. Sirigu è stato colpevolizzato eccessivamente per quel mezzo errore e sottolineo mezzo, fatto all’esordio. Secondo me sono tutti e tre sullo stesso livello».
Zamparini ha dichiarato di voler cedere il Palermo. Come la vedi?
«Secondo me è una provocazione. E spero per il Palermo e i tifosi che non sia vero che voglia lasciare. Io avevo un ottimo rapporto con il presidente».