Analizzando il Palermo...

Diagnosi confermata: problema nell'approccio


Rossi lo aveva detto in conferenza che la gara contro il Lecce sarebbe stata molto più difficile rispetto a quella contro la Juventus. Con le big è facile trovare la giusta concentrazione, le giuste motivazioni e la giusta cattiveria, agonistica si intende, che ti permettono di disputare la partita perfetta. Con le squadre che più comunemente vengono definite “piccole” invece, è ancora più facile sentirsi superiori, snobbando se è il caso, l'avversario che hai di fronte.

A questo punto, l'unica diagnosi che è possibile effettuare racconta di un Palermo che soffre non tanto di amnesie collettive bensì di un problema nell'approccio alla gara. Le qualità della squadra non si discutono. Hernandez, Nocerino, Cassani, Sirigu e Balzaretti sono giocatori invidiati da tutta Italia, per non parlare di quel Pastore sognato e richiesto dalle grandi big europee. E forse il problema della squadra risiede proprio in questo: la mancanza di maliziosità tipica di quelle compagini che “masticano” i campi, europei e non, da diversi anni. L'uomo che dovrebbe guidare il proprio gregge dovrebbe essere Fabio Liverani, in questo momento più croce che delizia per i propri tifosi. Lui, insieme a Miccoli, è l'unico giocatore di effettiva esperienza che il Palermo può vantare nella propria rosa. Ma anche lui, con i clamorosi colpi di “testa” degli ultimi tempi dimostra un'immaturità “degna” di un diciassette alle prime armi, preoccupa e non poco la banda Zamparini.

Ma la partita di ieri non è completamente da buttar via. Come ha ribadito lo stesso Rossi nel dopo partita “poche squadre sarebbero stati capaci di recuperare uno svantaggio simile”. Impossibile dargli torto. Trovare la via del gol per ben due volte contro una squadra chiusa, che difendeva con dieci effettivi, era molto difficile, quasi impossibile oserei dire. Eppure il Palermo alla fine ha anche rischiato di vincere quella partita, creando occasioni su occasioni, ingabbiando il Lecce nella propria metà campo. E se non fosse stato per un vero e proprio harakiri di un racchetta palle, in questo momento staremo a parlare di un grandissimo Palermo, capace di ribaltare una partita praticamente persa.

Con il pareggio agguantato in extremis, la squadra ha messo in mostra cattiveria, grinta e carattere tipiche di una grande. Una prova di forza, quella rosanero, che lascia ben sperare per il futuro, ma bisogna in ogni caso ovviare al problema difensivo che in questo momento preoccupa Presidente e allenatore. Senza Bacinovic e con Liverani in campo si perde in qualità ma si guadagna, e molto, nella fase di non possesso. Giocando con due trequartisti e tre mediani, si corre il rischio di lasciare il centrocampo nelle mani degli avversari ed è proprio in queste situazioni che un “mastino” come lo sloveno torna molto più utile rispetto a Liverani. In difesa chi preoccupa in questo momento è più Bovo che Munoz. Il giovane centrale argentino nelle ultime uscite sta guadagnando sicurezza e consapevolezza nei propri mezzi,e ne sono prova le ultime belle prestazioni sfoderate dall'ex centrale di casa Boca Juniors. Bovo, invece, nonostante il bellissimo gol realizzato contro la Juventus, sta dimostrando di patire la mancanza al proprio fianco di un vero e proprio leader, incarnato lo scorso anno, nella figura di Simon Kjaer.

Capitolo Hernandez. Il giocatore sembra entrato in un tunnel buio dal quale è possibile uscirne trovando quel gol che gli permetterebbe di sbloccarsi una volta e per tutte. La rete gli manca, e si vede. Contro il Lecce ha avuto più di un occasione di battere Rosati, ma causa l'eccessiva frenesia che ne accompagna le prestazioni da qualche settimana, non è riuscito a superare l'estremo difensore pugliese.

Infine un piccolo spazio dedicato alla classe arbitrale. Fare polemica non restituirà al Palermo quei punti lasciati per strada, ma una maggiore accuratezza nelle designazioni non guasterebbe mica. Dopo la prestazione orribile di Romeo in Palermo-Inter di una settimana fa, questo week-end ci hanno pensato gli assistenti di Bergonzi a mettere i bastoni tra le ruote alla formazione rosanero. Un rigore per fallo su Pastore e due fuorigioco inesistenti fischiati ai danni di Pinilla prima ed Hernandez poi, hanno probabilmente mandato su tutte le furie uno Zamparini stranamente taciturno.


Antonino Marino 27/09/2010
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