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Dopo la brutta e inaspettata sconfitta di domenica, il Catania di Vincenzo Montella è subito tornato al lavoro a Torre del Grifo per preparare l’anticipo di sabato pomeriggio contro il Lecce al ‘Via del Mare’. La trasferta in Puglia rappresenta per Gomez e compagni un’occasione per riscattarsi, ma prima ancora un crocevia per il proprio campionato: perdere anche contro i salentini significherebbe non solo compromettere quanto di buono fatto nelle settimane passate, ma anche e soprattutto peggiorare notevolmente la propria situazione in classifica.
Sarà un incrocio sicuramente delicato, per cui non si può immaginare a priori un esito ben definito. Per i rossazzurri potrebbero presentarsi le stesse difficoltà della gara con il Chievo, legate in questa precisa occasione più alla condotta ‘frenata’ contro le compagini di livello pari o inferiore che non alla consistenza dell’avversario. Una partita lunga 95 minuti e passa in cui si intrecceranno dei confronti interessati tra singoli, considerati per ciascun reparto.
DIFESA: NICOLA LEGROTTAGLIE E MASSIMO ODDO
Entrambi detengono un curriculum lungo e denso di avventure importanti. Esperienza e saggezza che non possono che essere utili in due delle difese più perforate del torneo. Dal punto di vista tattico, per ovvi motivi, è più nevralgica la posizione del rossazzurro, ma anche la presenza dell’ex milanista ha la sua utilità, nel contesto di una squadra molto giovane. Entrambi sono arrivati ai grandi palcoscenici dopo un faticoso ma produttivo percorso dal basso: Nicola ha respirato l’aria della serie C prima di emergere nel ‘miracolo’ Chievo; per Massimo ci sono volute due ottime stagioni in B tra Monza e Napoli prima di arrivare in A ed esplodere al Verona.
CENTROCAMPO: GENNARO DELVECCHIO E RODNEY STRASSER
Il primo potrebbe essere un fratello maggiore del secondo, e se si trovassero a condividere la stessa stanza le liti sarebbero all’ordine del giorno. Non si tratta però di teste calde, ma di due mediani con personalità, due giocatori ruvidi ma a tratti essenziali con le loro licenze di ‘tuttofare’. Buona attitudine offensiva, forza fisica e peso nei contrasti fanno il resto di due giocatori molto distanti per storia e provenienza.
ATTACCO: GONZALO BERGESSIO E LUIS MURIEL
Due giocatori che hanno in comune l’intelligenza tattica, arma più volte risultata utile sia all’argentino nei suoi gol in rossazzurro, sia al colombiano classe ’91 nella sua esplosione in patria con il Deportivo Calì. Muriel deve adesso mostrare di che pasta è fatto nella massima serie italiana, in cui ha esordito nella partita contro il Palermo ed è partito titolare per la prima volta nella trasferta di Cesena, rischiando di compromettere il successo dei suoi con l’espulsione. Colombiano agile e tecnicamente ancora acerbo, ‘Lavandina’ atleticamente meno prestante ma più forte fisicamente e più consistente.
ALLENATORI: VINCENZO MONTELLA ED EUSEBIO DI FRANCESCO
Dopo le comunanze riscontrate nei confronti precedenti, ce ne sono altre due anche per i tecnici, la più immediata delle quali è costituita dall’eleganza e dalla pacatezza nel relazionarsi con gli altri, siano addetti ai lavori o giornalisti. Mai una parola fuori posto alle interviste, analisi lucide e assunzioni di responsabilità anche nei momenti più scomodi. La seconda sta nella compresenza nella Roma scudettata con Capello nel 2001, con l’Aeroplanino protagonista e il secondo che da gregario festeggiava il giusto premio per il contributo alla causa giallorossa nei precedenti anni meno brillanti, prima di svernare a Piacenza e a Perugia. In panchina il primo serafico e riflessivo, il secondo verbalmente ed emotivamente più partecipe della partita. Il napoletano cerca di esaltare il dna tecnico della sua compagine imprimendo l’idea di costruire sempre il gioco, il pescarese cerca di fare necessità virtù con una squadra di cui sta plasmando pian piano l’identità.