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Bologna 2-0 Lecce
Due minuti di ordinaria follia per portare a casa tre punti d’oro. Due minuti di ordinaria follia per gettare al vento quanto di buono fatto in 85’. Questa la fotografia di Bologna-Lecce, primo anticipo della decima giornata di campionato.
Partita noiosa, senza alcuna emozione. E’ trascorso così il match del “Dall’Ara” con le due squadre letteralmente incapaci di prendere in mano il pallino del gioco per più di qualche minuto. Ti aspetti una partita accesa, ricca di emozioni, con le due squadre pronte a darsi battaglia per guadagnare quei tre punti che in uno scontro diretto valgono doppio. E invece? Catenaccio e contropiede, sia per Malesani sia per De Canio. E partita che scorre inevitabilmente sui binari della noia.
I primi sussulti, se così si possono chiamare, si registrano tra il 36’ e il 37’, quando Piatti e Di Michele impensieriscono (si fa per dire) Viviano con delle conclusioni a dir poco velleitarie. E del Bologna? Nessuna traccia. Rubin e Buscè, i due esterni del 4-4-2 felsineo non superano mai la metà campo, il centrocampo non filtra a dovere, e in avanti Di Vaio è mal assistito anche dal compagno di reparto Meggiorini.
Nella ripresa ti aspetti un’altra gara e invece il match scorre sugli stessi binari, di noia e timore, del primo tempo. Troppa paura di sbilanciarsi, troppa paura di prendere gol. Ma quando tutto lascia presagire ad uno scialbo zero a zero, arriva quel gol che ti cambia la partita e/o forse la stagione. Sempre lui, manco a dirlo, Marco Di Vaio al minuto numero ottantacinque trova il varco giusto per battere Rosati. Il Lecce accusa il colpo e non ha nemmeno il tempo di risistemarsi in campo che incassa il raddoppio di Gimenez. Due folate, due conclusioni, due gol. Questo tutto il Bologna di oggi, tanto cinico quanto timoroso. Quelli che contavano oggi erano i tre punti, per il bel gioco si può attendere. Per il momento Malesani salva il posto sulla panchina emiliana, mentre in quella pugliese comincia a tirar aria di crisi. Lo sa Di Canio, lo sa il presidente, lo sanno i tifosi. E’ ora di tornare a vincere. Certo l’Inter giovedì prossimo non sarà il miglior cliente, ma provarci è d’obbligo.
Inter 1-1 Brescia
Chi lo avrebbe mai detto? La matricola Brescia ferma a domicilio i campioni d’Europa dell’Inter e torna a muovere la classifica dopo cinque sconfitte consecutive. Doveva essere una partita a senso unico, lo è diventata solo negli ultimi trenta minuti. La squadra di Iachini tiene bene testa all’Inter, e a dispetto dei tanti campioni di Benitez, le “rondinelle” si presentano con uno spavaldo 4-3-3, che in fase di non possesso diventa un vero e proprio 4-5-1, soffrendo le incursioni milanesi solo nel finale.
Benitez, che deve fare già a meno di Cambiasso, Stankovic, Motta e Julio Cesar, nel corso dei 90’ perde anche Maicon, Sneijder e Samuel: tutti per infortunio. Sfortuna o errata preparazione fisica? In ogni caso il Brescia regge bene all’onda d’urto nerazzurra, che mette in campo più grinta e buona volontà, piuttosto che idee. E non a caso la squadra ospite si porta in vantaggio al 14’: lancio lungo di Cordova, l’Airone Caracciolo vince un rimpallo con Samuel e deposita facilmente dietro le spalle di Castellazzi. Zero a uno e “San Siro” incredulo. Incredulo non per il vantaggio ospite, ma per la mancanza di lucidità dei giocatori nerazzurri.
Nel corso dell’intervallo il tecnico spagnolo si fa sentire e la musica cambia. L’Inter sale in cattedra e il Brescia riduce progressivamente il proprio raggio d’azione, commettendo l’errore di rinchiudersi nella propria metà campo. Nonostante ciò i pericoli occorsi da Arcari sono pari a zero. Ma quando Eto’o si ricorda di fare l’Eto’o per la squadra di Iachini sono guai: lo stesso attaccante camerunense al 73’ si guadagna un calcio di rigore (dubbio) che poi trasforma. Uno a uno e partita riequilibrata. Obi, Coutinho e ancora Eto’o provano con insistenza il gol vittoria, ma solo nel finale il Brescia rischia grosso: Milito all’ultimo minuto di recupero spreca malamente a tu per tu con Arcari. Termina così con il Brescia che ottiene il primo pareggio stagionale, e con l’Inter che a questo punto è costretta a tifare Roma nel derby capitolino di domani pomeriggio.