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Alla scoperta dell'Inter di Stramaccioni

La scheda sui nerazzurri di Milano


Sarebbe forse un azzardo paragonare Mourinho al condottiero Annibale? Beh dopo aver distrutto e conquistato in lungo e in largo l’Italia, questo grande personaggio della storia dovette tornare in patria per dar manforte all’esercito cartaginese attaccato dalle truppe romane: l’ex tecnico nerazzurro, invece, perpetua, dopo aver vinto tutto in Italia e con l’Inter, raggiungendo l’obiettivo della riconquista dell’Europa da altre nazioni.

“Seconda guerra punica” a parte, l’elemento che più li associa lo possiamo trovare in un’antica affermazione che diceva: “Al suo passaggio non cresce più neanche l’erba”. Ebbene sì, dopo il match di Madrid del 22 Maggio 2012 che innalzò l’Inter sul tetto d’Europa decretando la fine dell’impero di Mourinho, qualcosa in seno ai nerazzurri cambiò.

Il presidente Moratti, estasiato dalla memorabile stagione, decise di continuare ad investire sugli stessi uomini cambiando solo il direttore d’orchestra in panca: col senno del poi, non vi fu scelta meno azzeccata. Da quel 2010, oramai remoto, Moratti ha cercato di dare una nuova svolta alla sua Inter non trovando mai la quadratura del cerchio.

In questa stagione, con l’avvento del giovane Stramaccioni in panchina, sembra che qualcosa si stia ricostruendo, grazie anche al fatto che molti dei "senatori", fondamentali nella conquista del “Triplete”, siano stati ceduti a causa anche del calo fisiologico dell’età non più verde.

Qualcosa ancora manca a quest’Inter per tornare a lottare al momento contro la “corazzata” Juventus ma la strada imboccata sembra, vedendo quest’inizio di stagione, quella giusta. Dare spazio a qualche giovane promettente potrà solo far bene a questa squadra che cerca il rilancio gettando le basi per un nuovo e duraturo ciclo che possa portare a qualche altro importante trofeo.

Due giovani su tutti stanno ben impressionando in quest’inizio di campionato: in difesa spicca Juan Jesus che è sì forte fisicamente ma che dovrebbe affinare di molto la qualità tecnica, mentre come centrocampista avanzato sulla trequarti sembra esser finalmente arrivato il momento di Coutinho. Il giocatore brasiliano manca ancora di continuità ma ha in sé giocate spettacolari e tanto dinamismo, soprattutto palla al piede, anche se il fisico troppo minuto, al momento, non gli permette di reggere l’urto del corpo a corpo.

Questa è l'Inter delle giovani promesse, almeno così si dice in giro, ma sicuramente sorretta da grande esperienza: Zanetti, Cambiasso, Samuel, Milito e Stankovic su tutti stanno cercando di integrare i nuovi arrivi amalgamandoli col gruppo. Un vero zoccolo duro nerazzurro che al momento sta dando un grande contributo anche sotto l’aspetto qualitativo a quest’inizio di stagione.

Come non ricordare che appena due domeniche addietro una rete di Samuel decretò la vittoria dell’Inter nella stracittadina milanese, o il contributo di Milito nelle trasferte di Pescara e Torino, per non parlare del rigore realizzato contro la Fiorentina; anche se al momento, la punta argentina, sembra viver una fase calante.

Inter che con Stramaccioni in panchina ha anche cambiato intelligentemente modulo a stagione in corso, passando, in poche settimane, da un iniziale 4-3-3 al 4-4-1-1 di Torino per tornare al 4-4-2 e infine imboccare la strada del 3-5-2: quest’ultima scelta tattica si potrebbe avvicinare anche al 3-4-1-2, dato che nell’ultima uscita contro il Milan, nelle fasi iniziali del match, Coutinho sembrava supportare da vicino Milito e Cassano.

Duttilità tattica dovuta, presumiamo, anche alla condizione fisica: chissà se mister Stramaccioni, infatti, non avesse già pensato di schierare l’Inter a tre dietro da inizio preparazione aspettando solo il momento in cui la condizione dei giocatori poteva sorreggere quest’idea tattica.

Quest’Inter, di certo, non farà paura come gli anni precedenti ma rimane sempre una squadra temibile che darà filo da torcere a chiunque e che cercherà fino alla fine di lottare per l’obiettivo stagionale che sarebbe un posto nell’Europa che conta, dopo la delusione della scorsa stagione.

Quindi, mettiamo un grande cartello “stiamo lavorando per voi” davanti ai nerazzurri e a fine stagione tirando le somme vedremo se realmente ci sono stati dei progressi che possano permetterci di dire che l’Inter è tornata.


Orazio Gaspare Ardizzone 20/10/2012
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