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Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende al termine della 14^ giornata.
Chi sale
Il Palermo è la squadra del momento. Grazie al 3-1 sulla Roma arriva il quarto successo in cinque gare, il terzo consecutivo. Un Miccoli nuovamente in grado di fare la differenza e un Ilicic sempre più sorprendente permettono alla banda Rossi di agganciare il quinto posto, a meno uno dalla terza piazza.
Inter, cinquina di rabbia. Si conclude positivamente la settimana che, secondo i soliti bene informati, avrebbe dovuto portare all'esonero di Benitez. I nerazzurri assaltano la porta del Parma e tornano a vincere in campionato dopo oltre due mesi di inconsueto digiuno. Una domenica decisamente positiva, se si considerano i pari di Milan, Lazio e Juve e la sconfitta del Napoli.
Udinese strappapplausi. I friulani demoliscono un Napoli in giornata no e si riportano in zona Europa League. Di Natale è tornato sui livelli realizzativi dello scorso anno, come dimostrano i sei gol negli ultimi due impegni casalinghi.
Cagliari fuori dal tunnel. L'effetto Donadoni continua a garantire frutti dal sapore dolcissimo: dall'arrivo dell'ex ct della Nazionale nella terra dei Nuraghi, sei punti in due partite per i rossoblù. Adesso i sardi si ritrovano in una tranquilla posizione di metà classifica, per la soddisfazione di patron Cellino. Matri si è definitivamente scrollato la polvere di dosso, tornando ad essere un serio pericolo per le difese avversarie.
Catania vuol dire concretezza. La squadra di Giampaolo, con un tiro e mezzo verso la porta di Muslera, riesce a cogliere un punto importante in chiave salvezza. I rossazzurri si fanno apprezzare per la compattezza che caratterizza il loro modo di schierarsi sul terreno di gioco, da vera provinciale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: diciotto punti in classifica e quarta difesa del torneo. Perforare la porta etnea, insomma, è davvero un'impresa ardua.
Chi scende
Il Milan s'inceppa. I rossoneri non vanno al di là di un modesto 1-1 contro la Sampdoria. A pesare sulla prestazione non certo esaltante di Ibra e compagni, probabilmente, è stata la sfida infrasettimanale di Champions contro l'Auxerre. Il margine sulle avversarie per il titolo, tuttavia, rimane consistente: tra le immediate inseguitrici, infatti, solo l'Inter riesce a fare bottino pieno.
Napoli fuori giri. Gli azzurri vanno in confusione e annaspano sotto i colpi di un'Udinese tanto bella quanto cinica. Hamsik, dopo la straordinaria prova contro il Bologna, incappa in una domenica da incubo, con un rigore sbagliato e un liscio che costa il momentaneo 0-3. A sua parziale discolpa, la rete della bandiera realizzata con una staffilata dalla distanza.
La Roma torna con i piedi per terra. I giallorossi escono con le ossa rotte da Palermo, rimediando un pesante 1-3 che costringe Ranieri ad abbandonare, almeno momentaneamente, qualsiasi velleità di tricolore. In ombra Totti, nonostante il primo gol stagionale su azione in Italia.
Parma, difesa colabrodo. I ducali riescono nell'impresa non certo invidiabile di subire cinque reti dall'Inter nella giornata in cui manca Eto'o, indiscusso capocannoniere dei campioni d'Europa. Il gioco non manca, tuttavia le sbavature difensive e la sterilità dell'attacco, nonostante un ottimo Crespo, rimangono problemi insoluti quando è già andato via un terzo di campionato.
Lecce a picco. I salentini beccano tre gol in meno di mezz'ora e sono costretti a lasciare l'intera posta al Cagliari. Anche in questo caso le topiche della prima linea sono una costante che rischia di pregiudicare la corsa a un posto nella prossima serie A: le ventotto reti al passivo, addirittura, potrebbero indurre i vertici del club a dare il benservito a Gigi De Canio.



