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I tifosi del Catania non erano più abituati a un inizio di questo tipo. Da quattro anni, infatti, i rossazzurri non perdevano le prime due gare stagionali. È presto per gli allarmismi, considerando che mancano ancora trentasei giornate. Tuttavia, la sfida di ieri sera ha dato prova del pessimo momento di forma della squadra di Rolando Maran, sconfitta 3-0 dall'Inter.
Molti giocatori hanno ancora le gambe pesanti e non corrono. Tachtsidis fatica a prendere per mano la squadra e la fantasia latita. Monzon è lontano anni luce dall’ambientamento nel calcio italiano. Leto deve riuscire a sfruttare al meglio i cinquanta-sessanta minuti di autonomia che gli consentono le sue gambe. L’ex Panathinaikos, infatti, nello stretto può essere fatale. Poi, però, a metà ripresa deve sempre abdicare per un compagno. Castro, infine, è il dinamismo in persona. Svaria da un lato all'altro del campo, ma non riesce mai a pungere. È disordinato e poco concreto. Questo gioco andava bene l’anno scorso quando entrava quasi sempre a gara in corso. Adesso, invece, deve riuscire a maturare e a trovare la sua identità.
Maran, comunque, non sta vivendo un momento fortunato: gli è stato strappato Barrientos a poche ore dall’inizio della gara, in virtù del suo imminente passaggio all’Al-Jaish. Stessa sorte per Bellusci, fuori causa last minute per infortunio. A gara in corso, poi, i rossazzurri hanno perso la corsa di Izco e la grinta di Álvarez. Nel finale, così, con Leto stremato, al tecnico trentino non è rimasto altro che schierare Doukara per mancanza di alternative valide.
Stasera, alle 23:00, chiude il mercato. Il Catania si muoverà ancora: dopo Guarente, in arrivo anche Plasil e Biraghi. Potrebbe partire, però, l’ennesimo tassello: Gonzalo Bergessio, inseguito dalla Roma.

