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Catania ancora regina della Sicilia

L'editoriale


I sogni, qualche volta, diventano realtà. È successo ieri al Catania che, dopo la vittoria nel derby con il Palermo (la quinta in casa nelle ultime cinque stagioni) ha superato in classifica i cugini, ottenendo, di fatto, la consegna della leadership del calcio siciliano. Una superiorità dimostrata, con i fatti, attraverso una vera e propria lezione di calcio inflitta a Mangia e ai suoi uomini, rintanati in difesa per oltre settanta minuti e incapaci di andare al tiro anche solo una volta.

La partita del Massimino, a dir la verità, è stata priva di grandi contenuti tecnici, come dimostrano i due gol segnati su calcio piazzato, il pomeriggio passato a braccia conserte da Andújar e l'unica parata di Benussi, su una conclusione di Almirón arrivata ormai a giochi fatti. Quello di ieri è stato un derby vinto soprattutto attraverso tattica e determinazione. Montella, infatti, ha indovinato sia il modulo tattico, sia gli uomini da far scendere in campo, dimostrandosi l'architetto ideale per costruire un campionato di vertice. La scelta di rispolverare il 4-3-3, modulo che in passato aveva dato ampie garanzie al Catania, ha spiazzato gli uomini di Mangia che, come ammesso dallo stesso tecnico in sala stampa nel post gara, non si aspettavano una mossa di questo genere.

I centrali difensivi, Legrottaglie e Bellusci, hanno dimostrato di essere due rocce invalicabili. Il primo ha amministrato con la solita tranquillità la retroguardia, unendo alla quantità necessaria, la qualità che ha reso superlativa la sua prestazione. Il secondo, spesso in difficoltà con la difesa a tre, ha dimostrato di dare ampie garanzie con una linea formata da quattro uomini. Álvarez e Marchese, i due terzini, hanno svolto un ottimo lavoro, soprattutto in chiave difensiva, un po' meno in fase di proposizione. A centrocampo ottime le prestazioni dello stakanovista Almirón, del playmaker Lodi, autore anche di un gol da cineteca su calcio di punizione, e del grintoso Delvecchio. In avanti il dinamismo di Gómez, ma soprattutto quello di Barrientos ha creato seri problemi alla difesa rosa: da un fallo sul numero 28, infatti, è nata la punizione da cui è scaturito il vantaggio etneo. Maxi López, forse all'ultimo match al Massimino in maglia rossazzurra, come testimoniano le lacrime di commozione versate al termine dell'incontro, ha dimostrato ancora una volta di essere in un momento di forma crescente. Il duello con Silvestre, da lui vinto a pieni voti, è stato uno dei più avvincenti e combattuti della stagione. Utile anche l'apporto di Bergessio che, con tanta umiltà, ha giocato venti minuti di sacrificio, aiutando la difesa e, nelle ripartenze, ha fatto rifiatare i suoi. Un plauso, però, va soprattutto all'allenatore, Vincenzo Montella, che sta dimostrando settimana dopo settimana di essere un tecnico di grande personalità e qualità, compiendo scelte vincenti che, più di una volta, hanno lasciato impreparati i colleghi delle squadre avversarie. Il Catania, adesso, può sognare in grande, ma l'elemento necessario per non smarrirsi per strada è quello di mantenere il profilo basso e l'umiltà che hanno contraddistinto squadra e società finora.


Andrea Motta 19/12/2011
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