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Da un lato il ritorno alla vittoria dopo un mese e la quota 50 un po' più vicina, dall'altro una situazione di classifica repentinamente peggioratasi con la zona retrocessione. Nell’inusuale cornice giuliana 90 minuti con in palio tre punti, ma anche la possibilità di incidere in positivo sul rendimento delle rispettive squadre da parte dei singoli. Golsicilia.it individua i duelli immaginari più interessanti per affinità di status in squadra e differenza di caratteristiche in un match che potrebbe dire molto per le sorti di entrambe le squadre.
DIFESA
DAVIDE ASTORI E NICOLA LEGROTTAGLIE
Undici anni di differenza tra due difensori che rappresentano due diverse generazioni di difensori “fatti in casa”, evoluti e maturati lontano dai grandi riflettori. La loro presenza ha lo stesso impatto nei rispettivi reparti, e il 25enne centrale cagliaritano, scuola Milan, si è affermato in silenzio come pilastro imprescindibile per la squadra di Ficcadenti. Classico corazziere lui, più duttile e polivalente Legrottaglie.
Nicola, dopo due ottime stagioni al Chievo, ha ricevuto a 27 anni la chiamata della Juventus; arriverà una grande anche per Davide?
CENTROCAMPO
DANIELE CONTI E FRANCESCO LODI
Due giocatori strappati all’anonimato, scopertisi col passare degli anni detentori di capacità non comuni in ogni squadra. L’uno ha dovuto lottare con la delusione di essere scaricato subito dalla squadra del cuore sua e del padre che lì ha fatto una fortuna, Bruno; l’altro con la lontananza da una serie A appena toccata con l’Udinese di Marino, che lo vide poco o nulla nei propri schemi.
Daniele Conti, dopo aver lasciato la Roma, ha accettato la realtà facendosi le ossa al Cagliari, affrontando quattro anni di serie B ed emergendo in serie A come un centrocampista completo, utile in entrambe le fasi, carismatico e con il fiuto del gol (dalla stagione 2005-2006 almeno 3 gol a campionato, quest’anno a cinque gare dalla fine è a quota 4) e detentore inamovibile della fascia di capitano; Francesco Lodi ha conquistato invece la fiducia del Catania, premiandola poi con la propria sorprendente duttilità tattica e soprattutto con la propria abilità nei calci piazzati che ha portato tanti punti all’Elefante.
ATTACCO
VICTOR IBARBO E ALEJANDRO GOMEZ
Elementi simili, ma non uguali per la posizione ricoperta in campo. Il “Papu”, reduce dalla gratificante serata con l'Atalanta, è più collocabile all’esterno, possibilmente in un tridente offensivo, mentre il colombiano è un centrocampista che può indifferentemente giocare come seconda punta. Hanno tutta una carriera davanti (Gomez 24 anni, Ibarbo 22) e tanto tempo per scoprire i propri limiti ma soprattutto esplorare i propri punti di forza: la rapidità per l’argentino, la velocità di fondo e la reattività per Victor, una delle rivelazioni tra i nuovi arrivi in questa serie A.
Gli ci sono volute alcune settimane di ambientamento in un calcio a primo impatto impossibile per le sue lunghe leve, senza le praterie che setacciava regolarmente in patria nei primi tre anni da professionista all’Atletico Nacional: sorprendente la sua intelligenza tattica negli inserimenti e nei movimenti senza palla.
ALLENATORI
MASSIMO FICCADENTI E VINCENZO MONTELLA
Di radicalmente diverso sembrano avere soltanto la carriera da giocatore, molto meno gloriosa per Ficcadenti, centrocampista, che ha comunque giocato stabilmente in A negli ultimi anni della sua carriera tra Verona e Torino (per lui anche tre anni al Messina dall’’89 al ’92). Praticamente simili per l’equilibrio nelle argomentazioni e la pacatezza davanti ai microfoni, prediligono un calcio tecnico, gradevole, poco banale, mai catenacciaro.
Un modo di concepire il gioco che nobilita la ventata di freschezza portata da Montella, già nel mirino delle grandi alla sua seconda stagione da capo-allenatore tra i professionisti, e che per tanto tempo non è stato messo a frutto al meglio dal tecnico marchigiano, affermatosi con il Verona in B nel 2005, deludente con la Reggina in A nel 2007 e bravo a centrare la salvezza con il Cesena nella massima serie l’anno scorso. È tornato sulla panchina rossoblù poche settimane fa, dopo che il presidente Cellino lo aveva esonerato a novembre nonostante i 13 punti raccolti nelle prime 11 gare. A lui sta però adesso scongiurare il rischio di un secondo esonero, visto che dopo la sconfitta di Parma i punti di margine sulla zona retrocessione sono solo tre.