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La locuzione “ultima spiaggia” alla quarta giornata è un po’ un controsenso, ma per il Catania di Rolando Maran le certezze ad oggi servono come il pane e la gara di domenica al “Massimino” contro il Parma è attesa non solo per lo schiodamento dallo “0” in classifica, ma anche per indicazioni positive nell’amalgama e nella costruzione dei meccanismi di un gruppo più forte a livello di individualità, ma ancora fragile nella sua struttura e nel suo azionarsi in campo.
Evidente che l’approccio mentale giusto sia nella preparazione settimanale che in partita sarà un passo necessario, immediato richiamare la tanto cara immagine della “partita della vita” ma per il Catania le capacità di graffiare il Parma e imporre il proprio gioco tra le mura amiche dipenderanno molto da questa settimana di lavoro a Torre del Grifo.
Alla luce dello stato di forma e di affiatamento dei rispettivi gruppi, pur tenendo conto della consolidata tradizione di grande autorevolezza al “Massimino”, non è scontato che i rossazzurri faranno la partita. O quantomeno non si hanno al momento le sicurezze tali da prevedere un andamento simile e la priorità più sentita, inutile nasconderlo, sono i tre punti.
In casa Catania è caldissima l'ipotesi di un cambio di uomini e di modulo. Nella partitella di ieri disputata contro la Primavera, davanti al pubblico accorso per approfittare delle porte aperte, mister Maran ha rispolverato il 3-5-2, provando in mediana Almiron regista con Plasil e Barrientos interni e Monzon e Alvarez sugli esterni, con Leto a supporto di Bergessio nel tandem offensivo.
Tachtsidis, uno degli elementi più “bersagliati” dopo l’inizio da vacche magre, partirà probabilmente dalla panchina. Il greco non ha ancora preso in mano il controllo del centrocampo e non sta brillando per personalità e precisione, ma proseguire il percorso tattico avviato in estate appare per adesso la soluzione più logica: per l'immediato futuro gli si darà ancora fiducia. Anche domenica, come in molte altre gare quest’anno, Barrientos sarà l’osservato speciale della mediana avversaria: dovranno essere costanti i movimenti della mezzala di supporto e dell’altro esterno offensivo per capitalizzare il suo lavoro in regia avanzata, raccogliendo gli appoggi del “Pitu”, o quantomeno sfruttare gli spazi lasciati liberi per i raddoppi su di lui sollecitando lo scacchiere difensivo avversario.
Il Parma sarà tutt’altro che catenacciaro, fino alla mediana le qualità dei ducali sono sulla carta inferiori ma i meccanismi e la disciplina tattica più consolidata saranno armi in più. A centrocampo Gargano sarà il tappabuchi, Valdes il playmaker, Parolo l’incursore; i difensori etnei di più lungo corso sanno come arrangiarsi di fronte al ritmo non elevatissimo dell’indiscutibile fantasia di Cassano, pericolo principale ma non unico sulla trequarti, da dove si attende che l’esplosività di Biabiany e la generosità di Gobbi partoriscano cross calibrati per la testa di Amauri, meno brillante a livello atletico con l’andare degli anni ma sempre letale sulle palle alte.