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''La lavagna di...'' Fiorentina-Catania

La previsione tattica del match


Il conto alla rovescia per l’esordio in campionato del Catania si assottiglia e Golsicilia.it propone, a partire da oggi, il rituale focus settimanale sulla gara in programma. Come nella passata stagione, per la sfida di lunedì sera contro la Fiorentina al “Franchi”, il primo appuntamento è l’analisi delle possibili chiavi e dinamiche della contesa dal punto di vista tattico.

La gara che andrà a chiudere il palinsesto della prima giornata metterà di fronte due formazioni che, con proporzioni e motivi diversi, hanno impressionato in positivo gli addetti ai lavori e regalato un’annata soddisfacente alla propria piazza. Rimasti i rispettivi tecnici la loro vocazione, in consonanza con le caratteristiche del parco giocatori, è sempre la stessa: il palleggio.

La condizione atletica non è ancora su livelli ottimali, sicuramente da verificare per il Catania che, escludendo la sera del 10 agosto con il Cagliari ad Olbia, nel precampionato non si è misurato contro avversari di livello per la propria categoria. Una situazione caricata di insicurezze dall’emergenza che sembra profilarsi a centrocampo: fino a ieri Almiron e Freire hanno lavorato a parte, quindi Izco, Tachtsidis e Biagianti, tra l’altro sul piede di partenza, potrebbero essere i soli mediani a disposizione di Maran per la trasferta gigliata.

Evidente che la fase di non possesso rivestirà un’importanza maggiore nei primi impegni stagionali, soprattutto in questa occasione, dove il fulcro della contesa starà nei rapporti di forza tra le due mediane a tre (3-5-2 contro 4-3-3) e nel traffico sugli esterni, con Cuadrado cercherà il continuo sfondamento per rifornire di palloni alti l’ariete Gomez, atteso al gol alla sua “prima” nel nostro campionato. Lo stesso colombiano, insieme ad altri, almeno nelle fasi iniziali non avrà un’esplosività atletica impossibile da controllare: da qui si accentua l’importanza data ai meccanismi collettivi, da evitare in assoluto le situazioni di inferiorità numerica sulla fascia. E’ evidente che un indice dello stato di salute della Fiorentina sarà la gara di stasera del playoff eliminatorio di Europa League, con il Grasshoppers in Svizzera.

Con l’indisponibilità di Pizarro, Montella affiderà le chiavi della regia viola ad Aquilani piuttosto che al giovane Bakic, designato come potenziale vice del cileno, Borja Valero svilupperà gioco sulla mediana mentre Ilicic farà da collante con Gomez e Ljajic per il dialogo sulla trequarti avversaria. Oltre allo smistamento dei palloni recuperati, Tachtsidis sarà deputato al lavoro di interdizione e all’intercetto delle verticalizzazioni avversarie, ma la sua prestanza atletica gli chiederà un ruolo deciso anche nel sostegno alla manovra offensiva in contropiede.

La Fiorentina cercherà di creare gli spazi per colpire basandosi sul possesso palla, la gara di quasi un anno fa a Firenze ha fatto rendere conto di come provare a spezzare il loro fraseggio possa essere pericoloso e oltremodo logorante: con Montella i viola hanno consolidato una velocità nel giro palla difficile da gestire, le due mezzali dovranno intervenire molto in pressing per spezzare sul nascere le trame di gioco tra le linee di difesa e centrocampo. Altra considerazione importante suggerita da quella che fu la prima delle poche giornate buie della scorsa stagione è la necessità di maggiore decisione e dinamismo da parte degli esterni offensivi, che dovranno giostrare il più possibile lungo la porzione della trequarti evitando l’anticipo e la marcatura a uomo dei due centrali laterali.

In conclusione, il primo impegno di campionato per gli uomini di Maran, nettamente sfavoriti al cospetto di una potenziale corazzata in lotta per la Champions se non per dire la propria anche in ottica scudetto, richiederà di sfruttare sin dall’inizio le armi apportate dai nuovi arrivati: il riferimento è a Monzon, elemento in prima battuta per la corsia mancina di difesa diretto a raggiungere il top della condizione, la cui tecnica di calcio può risultare preziosa nelle palle inattive, tanto nelle zone cross, per gli inserimenti dei centrali difensivi, quanto da quelle per la soluzione in porta. Per cominciare a scacciare i timori sulla perdita del tesoretto di punti tra punizioni e rigori che Francesco Lodi, ormai non più rossazzurro, ha garantito nelle scorse due stagioni. 


Michele Patanè 22/08/2013
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