



Il nessun dorma vige a Licata
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Sarà un vero e proprio test match quello che andrà in scena domenica alle ore 15 presso lo stadio “Massimino”. Il Catania ritroverà il mister che la scorsa stagione lo ha guidato verso l’ennesimo record di punti in campionato e che col suo gioco palla al piede gli ha dato una vera e propria identità tattica trasportata fino ad oggi. Catania-Fiorentina è anche una sfida tra due delle squadre che giocano il più bel calcio di Serie A: giocate al limite, contropiedi veloci contornati da pressing alto e gioco offensivo.
La Fiorentina si schiererà come consuetudine col suo 3-5-2, che all’andata ha messo in seria difficoltà gli etnei. Ancora incerta la presenza di Pizarro che sta recuperando da un infortunio e che è il perno tattico dell’intera squadra viola. Squadra di mister Montella che farà della superiorità numerica in mezzo al campo l’arma principale per intimorire i rossazzurri al “Massimino”.
Mister Maran, che schiera la sua squadra col 4-3-3, sarà costretto ad abbassare uno degli esterni offensivi, Gomez o Barrientos, per contenere uno tra Quadrado e Pasqual che spingono molto sulle fasce. Date le assenze di Lodi, Almiron e soprattutto quella di Bergessio, il mister rossazzurro potrebbe schierare il Catania a specchio con l'avversario e cioè col 3-5-2, giocando con un duo offensivo leggero formato dai piccoletti di attacco, inserendo uno tra Bellusci e Rolin al centro insieme a Legrottaglie e Spolli e spostando Marchese a centrocampo.
Fiorentina che in avanti giocherà, quasi sicuramente con l’ariete Toni e Jovetic a supporto: scelta che magari non si sposa appieno con l’idea tattica di Montella che non prevede lanci lunghi o cross dalla trequarti e che predilige il gioco alla “Barca”, con passaggi stretti e giocatori agili e veloci in avanti. Ottimo, quindi, per i rossazzurri, il rientro di Legrottaglie che insieme a Spolli può dare manforte nel gioco aereo in vista del possibile scontro con il campione del mondo azzurro.
Chiave tattica del match che passa, comunque, dall’indisponibilità o meno di Pizarro, metronomo del centrocampo viola che funge da regista basso, ruolo ricoperto da Lodi al Catania. Senza il giocatore cileno, i viola andrebbero a perdere un elemento essenziale e le ultime sconfitte in campionato hanno dimostrato l’utilità di questo giocatore che con il supporto di Aquilani detta le fasi di attacco e difesa della squadra.

