



Palermo: a Siena quarto risultato utile consecutivo, con Iachini trovata la 'retta via'?
LICATA: STOP NELLA TRATTATIVA PER CEDERE IL CLUB, FALLIMENTO DI NUOVO AD UN PASSO
Eccellenza B: ''Top&Flop'' della 7^ giornata
Serie D: ''Top&Flop'' dell’8^ giornata
Il tecnico del Catania, Diego Simeone, ha parlato questo pomeriggio in conferenza stampa della partita che gli etnei dovranno affrontare domenica contro la Fiorentina, ma non solo. Queste le sue dichiarazioni.
FIORENTINA «Prepariamo la sfida con tranquillità visti i tre punti raccolti contro il Genoa, ma non per questo siamo sazi. Vogliamo raccogliere punti anche fuori casa per superare questo tabù e raggiungere il prima possibile il nostro obiettivo».
CATANIA AGGUERRITO «La Fiorentina è agguerrita? Sì, ma anche noi lo siamo. Non stanno attraversando un momento facile e hanno assoluto bisogno di punti. Ma ripeto, noi non siamo disposti a regalare niente».
MIHAJLOVIC «Come allenatore non lo conosco bene, ma so che qui ha fatto grandi cose. La gente parla ancora molto bene di lui, ha lasciato un ottimo ricordo. È un grande uomo e ho un bel rapporto con lui. Un aneddoto? Quando giocavamo insieme alla Lazio, all’inizio non riuscivo mai a prendere i suoi palloni perché calciava troppo forte. Pian piano ho cominciato a fare i movimenti che mi diceva e abbiamo cominciato a capirci. Chi era più allenatore tra me e Sinisa? Almeyda».
LOPEZ-BERGESSIO «Gonzalo e Maxi possono far bene anche da soli, ma insieme come avete visto hanno fatto grandi cose. Dopo il gol Maxi si è liberato e si è espresso molto meglio, mostrando grande intesa con il suo compagno. Staremo a vedere».
ANDUJAR «Mariano criticato dai tifosi? È troppo forte, fortissimo. È un giocatore che merita la nazionale argentina e lo ha dimostrato con il rigore parato al Genoa».
MAXI «Dove può arrivare Maxi? In un anno a Catania ha segnato 20 gol, ma deve continuare a lavorare per fare bene perché nel calcio, come nella vita ci vuole tanto lavoro per riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci si prefissa. Ha solo 26 anni, ma se continua a mettere grinta e cuore può arrivare molto in alto».
EQUILIBRIO «Quanto è importante l’equilibrio per me? Non è importante il numero di attaccanti con cui giochi. A calcio è importante giocar bene: se giochi male, tutto diventa più difficile».

