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Catania, da San Siro a testa alta

L'editoriale


Dopo il pareggio di ieri sera, per Vincenzo Montella il bicchiere è mezzo vuoto. L'allenatore rossazzurro, bestia nera dell'Inter da calciatore e, a questo punto, anche da tecnico, ha definito "un'occasione sprecata" il 2-2 maturato al 'Giuseppe Meazza'. Per l'ennesima volta in questa stagione, infatti, i suoi hanno a lungo dominato il match, portandosi sul doppio vantaggio e producendo un gioco spettacolare.

Per 75', prima che Forlán accorciasse le distanze sfruttando una papera di Carrizo, tutto ha funzionato in maniera perfetta: la difesa ha respinto tutte le penetrazioni nerazzurre, gli esterni hanno spinto pungolando le martoriate fasce interiste e il centrocampo guidato da Almirón, Lodi e Izco, ha offerto una prova superlativa di quantità e qualità, umiliando gli attempati colleghi nerazzurri Cambiasso e Palombo e l'imberbe Faraoni. Bene anche l'attacco, illuminato dalla fantasia di Barrientos, il dinamismo di Gómez, autore di un gol pregevole, e la forza fisica di Bergessio, sostituito anzitempo da un Ebagua non all'altezza della situazione. Troppo repentino anche il cambio Barrientos-Seymour: a un certo punto, probabilmente, il tecnico campano pensava di aver già vinto la partita e ha preferito far rifiatare due uomini fondamentali in vista dello scontro salvezza di Cesena. Errore di valutazione? No, sono scelte che si possono fare nel calcio, ma rischiano di essere pagate, com'è accaduto ieri sera.

Gli etnei, che mercoledì scenderanno al 'Manuzzi' per recuperare il match della 22^ giornata, hanno fallito l'aggancio all'Inter, ma sono comunque usciti a testa alta dal tempio del calcio dimostrando che, con questo carattere e questa qualità, l'Europa non è più un'utopia. La squadra dopo la trasferta meneghina non è rientrata alla base, ma si è già trasferita in Emilia Romagna per preparare la sfida contro un agguerrito Cesena, che si gioca le ultime carte per la salvezza.


Andrea Motta 05/03/2012
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