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Cosa manca al Catania? Lo stadio nuovo

L'editoriale


Sessantacinque minuti di bel calcio. Il gol di Legrottaglie, poi il pareggio di De Rossi. Le occasioni clamorose mancate da Bergessio e poi tanta pioggia. Troppa per un campo come l'Angelo Massimino di Catania. Possiamo riassumere così la partita di sabato sera, interrotta a venti minuti dal termine dall'arbitro Tagliavento per l'impraticabilità del manto erboso dello stadio degli etnei. Anzi, meglio precisare: si tratta dell'impianto del comune di Catania che, ancora una volta, ha danneggiato la squadra di casa: «È stato inevitabile sospendere la partita - ha detto il presidente Pulvirenti nel post gara - era impossibile giocare. Peccato perché avevamo il match in pugno. Questo terreno non è adatto, non c'è un drenaggio adeguato. Il nostro prossimo obiettivo è quello di costruire il nuovo stadio, gestito esclusivamente da noi. Dobbiamo accelerare i tempi». 

Già, il nuovo stadio. Una vecchia storia, iniziata addirittura nel 1960 quando, dopo la seconda promozione in Serie A, la dirigenza rossazzurra propose la costruzione di un nuovo impianto a Pantano d'Arci, una zona sita a sud di Catania fra la foce del Simeto ed il cimitero. Non se ne fece nulla. Poi, nel 2003, durante la presidenza di Riccardo Gaucci, l'architetto Angelo Spampinato si presentò allo Smau 2003 con un avveneristico progetto per il nuovo stadio, chiamato Dei Palici, in onore di un mito greco raccontato in una tragedia di Eschilo e ambientato nella zona in cui il nuovo impianto sarebbe dovuto sorgere. Anche in quel caso furono solo chiacchiere. Ma adesso Pulvirenti e Lo Monaco devono agire, perché il vecchio Cibali, costruito nel 1937, meriterebbe la pensione anche per altri motivi: si trova a pochi minuti dal centro della città, la pista di atletica impedisce ai tifosi una comoda fruizione degli eventi e, infine, i posti a sedere sono solo 21 mila, davvero pochi. 

In attesa di recuperare gli ultimi venti minuti della sfida con i giallorossi, probabilmente l'8 o il 15 febbraio, gli uomini di Montella si concentreranno sulla partita con l'Udinese, l'ultima del girone d'andata. Non sarà facile in casa dei friulani, terzi in classifica. Gli etnei lo faranno consci di essere tornati a giocare bene, dopo la batosta maturata otto giorni fa a Bologna.


Andrea Motta 16/01/2012
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