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La trasferta di domenica a Livorno per la terza giornata di campionato sarà una verifica assai probante per il grado di consolidamento del gioco e per lo sviluppo della condizione atletica del Catania di Rolando Maran, che bisognava della sosta delle nazionali come una manna dal cielo dopo le evidenti lacune viste nel ko interno contro l’Inter.
Gli ultimi movimenti di mercato in entrata, ma soprattutto la fine della telenovela Barrientos e lo spegnimento sul nascere della grana Spolli-Tottenham, hanno preceduto una settimana e mezza di lavoro a Torre del Grifo che si presume utile e rigenerante a livello non solo fisico ma anche mentale. Al “Picchi” dovrà cominciare un nuovo campionato per gli etnei, non tanto sul piano dei risultati quanto su quello della prestazione e della durevolezza della manovra in campo.
Tante voci della piazza rossazzurra attendono con ansia la ripresa del torneo e guardano precipitosamente alla sfida con i labronici come ad un immancabile punto di svolta, ma le notizie più importanti dovranno arrivare, oltreché dalla suddetta condizione del gruppo, dallo stato dell’integrazione dei nuovi arrivati e dalle sicurezze in entrambe le fasi contro un avversario maggiormente alla propria portata.
Alla propria portata, chiaro, ma non da sottovalutare. Perché all’”Ardenza” la parola d’ordine degli uomini di Davide Nicola sarà l’agonismo, espresso anche in maniera materialmente fisica con una mediana serrata, irrobustita dai muscoli di Duncan e retta dal fare operaio di Biagianti, andato via con qualche lacrima dopo sette anni intensi alle pendici dell’Etna e adesso dall’altra parte della barricata. Da non escludere comunque che Nicola faccia partire ancora il ghanese scuola Inter dalla panchina, preferendo una condotta più votata al gioco con Luci ad affiancare Biagianti e Greco a supportare il duo offensivo Paulinho-Emeghara; Schiattarella e Gemiti tornanti completerebbero il 3-5-2, con Belingheri probabile carta da giocare come assaltatore sulla trequarti nella ripresa.
A quanto traspare dai resoconti degli allenamenti in casa Catania gli interrogativi sono soltanto due e riguardano gli uomini da schierare: il recupero di Bellusci e Izco per domenica è in dubbio, pronti a partire dal 1’ Legrottaglie e Tiberio Guarente per la prima assoluta in rossazzurro. Maran dovrebbe riproporre il 4-3-3, con Barrientos, Bergessio e uno tra Castro e Leto nel tridente. Gli equilibri della mediana rimarrebbero sostanzialmente gli stessi, con Tachtsidis play basso, Almiron regista avanzato e Guarente stabile interditore.
La contesa si svilupperà con trame di gioco basate sul fraseggio corto e a tratti diretto a sfruttare gli spazi, da una parte si punterà sul dinamismo, con Greco a far presumibilmente la spola lungo la trequarti e Paulinho tendenzialmente largo rispetto alla vera punta che sarà Emeghara, dall’altra sulla fantasia e la rapidità per far fruttare la maggior qualità tecnica. Per questo in casa Catania i due interni di centrocampo e i due terzini dovranno essere abili ad agire in sinergia per ottundere le linee di passaggio che portino ai due sbocchi offensivi. Sul versante opposto può bastare una verticalizzazione tagliente per mandare fuori giri i meccanismi difensivi livornesi: la speranza è di ritrovare già domenica un Pablo Barrientos sereno e lucido, com’era stato visto a Firenze all’esordio.