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Le battute di arresto contro le dirette avversarie

Il film del campionato rossazzurro - Parte 2


Golsicilia ripercorre la cavalcante stagione della squadra rossazzurra che in un solo anno centra il primato di punti societario nella massima serie (48) e il record di partecipazione consecutive al campionato di Serie A (7). Dopo aver ricordato l’inizio non entusiasmante di stagione culminato, poi, dall’esaltante striscia positiva contro le “big” del nostro campionato, adesso ci occuperemo delle sfide contro le cosiddette “piccole” della nostra Serie A che hanno fatto perdere quei punti che, conti alla mano, risulteranno, a fine campionato, decisivi per la volata finale per l’ingresso in Europa League.

Si riprende dal match di “San Siro”, coi rossazzurri che dopo la bella striscia positiva incontrano i neo campioni d’Italia, quei rossoneri che tentano il sorpasso, per quanto riguarda gli scudetti vinti, ai cugini interisti. Il match contro il Milan è un vero sfacelo, con il Catania che sta a guardare e con la futura squadra di Maxi Lopez che passeggia tranquillamente concludendo la partita con una sonora vittoria per 4-0. I rossazzurri tornano nuovamente sulla terra, dopo il K.O. subito dai rossoneri prendono finalmente coscienza dei propri limiti. Risentono comunque del contraccolpo nella partita successiva di campionato quando in casa contro il Chievo non riescono a prevalere sull’avversario nonostante il gioco spumeggiante e la miriade di occasioni mangiate davanti la porta con addirittura Lodi che sbaglia un calcio di rigore sull’1-0 clivense. Il match contro il Chievo vede cadere l’imbattibilità del “Massimino” data la sconfitta per 2-1. Dopo le due partite deludenti con altrettante sconfitte, arriva finalmente la partita delle soddisfazioni.

Contro il Lecce, allo stadio “Via del Mare”, finisce 1-0 per il Catania grazie alla rete capolavoro di Barrientos che inizia da qui l’ascesa verso la consacrazione a giocatore ritrovato. La discontinuità rossazzurra comunque continua, e per giunta, nuovamente in casa, stavolta contro il Cagliari. Stessa situazione della partita contro il Chievo, con gli etnei che tengono bene il campo e che fanno la partita, creando svariate occasioni da rete, e con gli avversari che al primo tentativo realizzano e che portano a casa il risultato (grazie alla rete di Ibarbo). Iniziano i primi dubbi sull’operato del tecnico Vincenzo Montella, da parte della piazza etnea ma titubanze che non trovano sostegno col gioco espresso sul campo da parte della squadra.

Siamo alla quindicesima giornata e il Catania fa visita all’Atalanta allo stadio “Atleti azzurri d’Italia”. I bergamaschi, puniti per lo scandalo scommesse con sei punti di penalizzazione, sono in formissima e a dimostrarlo sono i risultati sul campo oltre che alle prestazioni. Il Catania parte subito bene e va in vantaggio con la rete dell’eterno Legrottaglie che approfitta di un inserimento dei suoi verso la porta avversaria per realizzare il gol dell’1-0. Dopo una decina di minuti l’Atalanta pareggia con Tiribocchi, nonostante il Catania sia andato più volte vicino alla doppia segnatura. Partita dominata dai rossazzurri che sul finire del primo tempo vedono, a proprio discapito, l’arbitro sventolare il rosso nei confronti di Spolli che lascia la propria squadra in dieci per tutta la ripresa. Montella e i giocatori non si perdono d’animo e grazie a un ottimo secondo tempo, passati chiusi in trincea e a fare barricate, riescono a portare a casa un punto prezioso per la classifica e soprattutto il morale in vista del “Derby di Sicilia”. La sfida col Palermo alla sedicesima giornata delimita lo spartiacque tra il Catania che era un tempo e la nuova versione rossazzurra, più spavalda e consapevole dei propri mezzi. Arriva la partita perfetta, come oramai è consuetudine ogni qualvolta si incontrano i colori rosanero, col Catania che annichilisce l’avversario, non pervenuto al “Massimino”, non lasciandogli neanche le briciole di un match concluso sul 2-0 con l’ultima segnatura tra le lacrime di Maxi Lopez con la maglia rossazzurra prima del suo trasferimento a Milano sfonda rossonera.

Tutta d’un fiato arriva la sfida di recupero della prima giornata di campionato, slittata a causa dello sciopero dei calciatori, contro il Parma allo stadio “Tardini”. I rossazzurri a fine primo tempo sono già sotto per 3-1 dimostrando di non esser entrati per nulla in partita e magari con la testa già al panettone. Montella all’intervallo scuote la squadra e inserisce qualche giocatore offensivo in più, sbilanciando la squadra, per cercare di ribaltare il risultato. Detto fatto! Grazie alla rete di Lodi prima e Catellani sul finale di partita, il Catania riesce nell’impresa di acciuffare per i capelli un match perso e portare un punticino a casa che fa ben sperare in vista del nuovo anno. Il 2012 non parte di certo coi botti per i rossazzurri che sembrano appesantiti e svogliati contro un Bologna (vittorioso per 2-0) al “Renato Dall’Ara” che corre dall’inizio alla fine e che non fa toccare palla agli etnei. Da ricordare l’espulsione di Biagianti al 33’ del secondo tempo dopo che il capitano rossazzurro era rientrato da un lungo infortunio.

La diciottesima giornata sembra infinita per il Catania che sarà costretto a recuperare, contro la Roma, quei 20 minuti circa mancati della gara del “Massimino” interrotta a causa di un copioso acquazzone abbattutosi sulla cittadina etnea. Si era fermi sul risultato di 1-1 grazie alle reti di Legrottaglie e De Rossi e la partita finisce col medesimo risultato col Catania che sfiora il vantaggio sul finale. L’andata, infine, si chiude col match del “Friuli” di Udine contro l’Udinese. I bianconeri aggrediscono subito la squadra etnea che non riesce a ribattere i colpi dei bianconeri che passano in vantaggio prima con l’autogol di Izco e che raddoppiano dopo con una delle tante perle di Di Natale. Chiude i conti un calcio di rigore assegnato al 93’ e che con la segnatura di Lodi fissa il match sul 2-1 conclusivo.

Periodo altalenante quello vissuto dal Catania tra l’undicesima giornata e la diciannovesima di campionato, perdendo punti fondamentali per la mancanza di peso nel reparto offensivo dato che la squadra produceva numerose palle gol, grazie al centrocampo (mix di tecnica e corsa), e che non riusciva a sfruttare con le rispettive punte che non avevano un buon feeling con la rete. Ci aspetta un girone, quello di ritorno, sulla falsa riga dell’andata e con qualche innesto in più di qualità a fare la differenza.


Orazio Gaspare Ardizzone 30/05/2012
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