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Inizia l'ultima settimana prima del debutto ufficiale per il Catania di Rolando Maran, che prosegue i lavori a Torre del Grifo in vista della gara di Coppa Italia di sabato sera con il Sassuolo al "Massimino". Oggi, prima della seduta pomeridiana, Ciro Capuano ha risposto alle domande dei cronisti.
Queste le parole del terzino di Torre Annunziata in sala stampa:
RISCATTO «La scorsa stagione è stata brutta per me, un infortunio mi ha messo ko e poi ho perso il posto. Giovanni (Marchese, ndr) è stato bravo a soffiarmelo, lavorando con costanza e con metodo. Io però voglio rimanere qui, sono attaccato a questa maglia e a questi tifosi».
ATTESA FINITA «Il pre-campionato è certamente un periodo di assestamento, il fatto di giocare di più in una determinata posizione rispetto ad un altro fa sostanzialmente poco testo, quindi non mi illude il fatto di giocare a sinistra più spesso rispetto ad altri. Dobbiamo comunque prepararci al meglio, visto che mancano sei giorni alla prima ufficiale e quindici all’esordio in campionato con la Roma».
COPPA ITALIA «E’ una competizione in cui crediamo, e poi si tratta dell’esordio ufficiale e perdipiù in casa, davanti al nostro pubblico. Dobbiamo soddisfare le aspettative di quest’ultimo, e comunque non dobbiamo fallire perchè siamo sempre il Catania, formazione, non ce ne voglia il Sassuolo, di rango superiore rispetto a quella che affronteremo sabato».
MARAN «Con lui c’è un rapporto basato sul rispetto e sulla fiducia, ma soprattutto c’è una tendenza a portare alla luce tutte le divergenze di vedute che possano esserci, nell’ambito di un continuo confronto. E’ giusto affrontare i problemi già all’inizio, piuttosto che lasciarli ingigantire fino all’irrimediabile. Dal punto di vista del suo credo tattico non c’è sostanzialmente nessuna differenza nelle mansioni dei terzini».
OBIETTIVI «Voglio che la squadra scenda in campo cercando di migliorarsi partita dopo partita, spinta dal pungolo dell’obiettivo della salvezza, che va sempre sudata. Dobbiamo avere in una certa misura un pizzico di paura che ci copra le spalle e ci tenga vigili, perchè al momento c’è molto equilibrio nell’immaginaria zona medio-bassa della classifica. Ci vuole la massima carica contro qualunque avversario, dalla Juventus, che reputo la favorita per lo scudetto, all’ultima in graduatoria. A livello personale, scontato dire di fare meglio rispetto alla passata stagione (sorride, ndr): è un altro anno per me, che affronto con altro spirito, altra determinazione, cercando di riprendermi il posto da titolare».
DIFFICOLTA’ «Il campionato di serie A è sempre più complesso anno dopo anno, perchè nel tempo le concorrenti si rinforzano e le aspettative crescono».
MERCATO «Io vorrei tanto che rimanessero tutti, ma sarei egualmente contento per quei ragazzi che dovessero raggiungere le piazze che meritano. Oltretutto, guardando la cosa dall’ottica della squadra, siamo al momento ben 31 in rosa. Ci vuole più equilibrio».
RAPPORTI DI FORZA «Io credo che al momento in Italia, come grandi squadre, possano essere intese soltanto Juve, Milan e Inter. Ci sono poi altre squadre che stanno una spanna sotto. Anche noi siamo una grande squadra nel nostro piccolo, lavoriamo per crescere sempre di più».
CAMPIONATO «C’è molta attesa sulla Roma, come su di noi. Ora è difficile dire chi sta meglio. Sarà una gara sicuramente complessa, in uno stadio pieno e in un ambiente entusiasta grazie al ritorno di Zeman. All’inizio in calendario ci saranno quattro partite difficilissime, ma anche l'anno scorso abbiamo avuto una serie delicata e ce la siamo cavata abbastanza bene: le difficoltà ci esaltano».
ALLARME? «Non ho visto particolari problemi nel reparto arretrato col Thun, abbiamo preso gol su palla inattiva. Più che altro manca qualcosa negli ultimi trenta metri, dove abbiamo avuto difficoltà e cerchiamo sempre di migliorarci: negli ultimi anni abbiamo sempre sofferto contro squadre alla nostra portata che si chiudevano».
CALCIOSCOMMESSE «E’ una situazione che mi ha arrecato dispiacere. Noi del sindacato dei calciatori abbiamo deciso in maniera unanime l'introduzione della clausola che dispone la sospensione dello stipendio per chiunque sia coinvolto: credo sia un gesto da considerare, sperando che d'ora in poi ognuno pensi due volte prima di intraprendere simili iniziative».