



Folgore Selinunte: una retrocessione figlia dei troppi cambiamenti
PUCCIO: «Di Gaetano è l'alter ego di Boscaglia. A Latina ricordi amari ma...»
Catania San Pio X: i biancorossi vanno a Casarano per ottenere la qualificazione
Tiger, Magistro a GS.it: «Abbiamo scritto la storia, in Serie D per rimanerci»
FORMAZIONI In difesa fuori Marchese, ritornano Legrottaglie e Andujar: questi i dettagli degni di nota nell'undici che Rolando Maran ha deciso di schierare contro il Pescara nell'ultima gara casalinga della stagione, quella della festa per il record di punti e per una stagione da incorniciare, ma anche per continuare a rimpinguare il proprio gratificante bottino. Consueto tridente Barrientos-Bergessio-Gomez davanti, Bellusci rientra dalla squalifica e viene impiegato sull'out destro di difesa. Nel Pescara Bucchi e Nobili varano il 4-2-3-1, Sforzini il terminale offensivo.
PRIMO TEMPO Clima squisitamente primaverile, seppur la temperatura sia leggermente diminuita nelle ultime ore. Accoglienza festosa al "Massimino", ottima presenza di pubblico. Etnei già vicini al gol dopo sei minuti: schema su punizione di Lodi dalla zona cross sinistra, palla tagliata corta per Barrientos che esce dal mucchio a centro area e tenta di prima col mancino, raccoglie la ribattuta del muro difensivo e calcia di giustezza col piatto, palla a lato di pochissimo. Su un ribaltamento di fronte gli abruzzesi reclamano però un rigore per un intervento in area ai danni di Sforzini. Etnei subito fluidi e in partita. Al 11' altro pericolo in area pescarese, Perin smanaccia su un traversone teso di Izco, Bergessio da ottima posizione manca il bersaglio mandando alto. Al 14' Balzano riceve un appoggio in orizzontale da Togni e prova la bomba dalla distanza, ma calcia malamente mandando fuori. Al 16' destro a giro dal limite di Bergessio, Perin si distende sulla sua destra e blocca con qualche difficoltà. Gli ospiti tamponano con più facilità le vampate etnee e guadagnano stabilmente terreno prima della mezz'ora, intanto Legrottaglie deve arrendersi dopo un colpo subito alla testa in un contrasto aereo con Sforzini: al suo posto Biagianti, Maran cambia l'assetto tattico in 3-5-2. Al 29' cross a rientrare di Lodi su punizione, nessuno arriva ad intercettare, Perin blocca. Gli etnei risalgono estemporaneamente di tono, creando un paio di situazioni pericolose con azioni rapide palla a terra: in una di queste, Gomez si libera in maniera pregevole di Zanon in area all'altezza della linea di fondo e viene messo giù, ma l'arbitro Pasqua lascia correre. Al 36' cross dalla destra di Izco, Almiron si libera bene in area e colpisce di testa, ma l'impatto non è dei migliori e la palla finisce sul fondo. I rossazzurri insistono anche con le soluzioni dalla distanza: al 38' sinistro d'esterno di Barrientos, Perin vola sulla sua destra ed è bravo a deviare in angolo. Al 41' punizione di Lodi, palla di poco alta. Un minuto più tardi, altra ottima oppurtunità per gli etnei: situazione di 3 vs 2, Biagianti allarga in area sulla sinistra per Barrientos che però si fida poco del suo piatto mancino di prima e calcia debolmente su Perin. Lo stesso estremo scuola Genoa viene chiamato all'intervento a stretto giro di posta anche da Almiron.
SECONDO TEMPO La ripresa parte con la stessa tendenza della fine del primo: Catania andantino e deciso a trovare la soluzione vincente, al 48' Biagianti, imbeccato da Bergessio, prova il destro al volo, conclusione centrale, Perin blocca. Il dominio etneo viene coronato dal vantaggio al 51': Almiron apre sulla destra, sgroppata di Bergessio che mette dentro con un traversone basso, appoggiato di piatto in rete da Alejandro Gomez. Al 58' girata di testa di Sforzini, para Andujar. Un minuto più tardi palla in profondità di Barrientos per Bergessio, il "Lavandina" prova a colpire sotto con la punta ma manda nettamente alto. Gli abruzzesi hanno una buona occasione al 60', ancora con Sforzini: da buona posizione l'ex Grosseto controlla in area e calcia al volo ad incrociare col sinistro, Andujar respinge a mano aperta. Dopo il gol etneo il Pescara mette più intensità, al 66' sussulto rossazzurro con un cross a rientrare di Barrientos fuori misura per l'accorrente Spolli. I padroni di casa danno continuità a tale episodio e riprendono le redini del gioco. La squadra di Maran produce e manovra usufruendo e creando entusiasmo sugli spalti, al 77' piatto di Bergessio bloccato in Perin. All'81' sinistro a giro di prima intenzione di Barrientos, mira sbagliata. Nel finale squadre lunghe, poche azioni manovrate degne di nota, la contesa scivola verso la fine senza particolari sussulti: l'ultima emozione è costituita dagli applausi scroscianti che la platea del "Massimino" rivolge a Barrientos, per una meritata standing ovation. Per lui, e per il Catania che alza l'ulteriormente l'asticella del record di punti in serie A dando un dolce seguito alla festa rossazzurra: giocatori e staff a raccolta a centrocampo, dove stendono e smuovono un grande telone raffigurante lo stemma sociale, prima del rituale, lento e gioioso, giro di campo.
CATANIA-PESCARA 1-0 (1° tempo 0-0)
CATANIA (4-3-3): Andujar; Bellusci, Legrottaglie (24' Biagianti), Spolli, C.Capuano; Izco, Lodi, Almiron (71' Castro); Barrientos (91' Salifu), Bergessio, Gomez. A disp.: Frison, Terracciano, Potenza, Augustyn, Marchese, Ricchiuti, Keko, Cani, Doukara. All.: Maran
PESCARA (4-2-3-1): Perin; Zanon, Cosic, M.Capuano, Balzano (73' Zauri); Blasi (82' Iannascoli), Togni; Di Francesco, Bjarnason, Bocchetti; Sforzini. A disp.: Falso, Bianchi Arce, Kroldrup, Cascione, Catalano, Mancini, Celik, Abbruscato, Vukusic, Caraglio. All.: Nobili
ARBITRO: Pasqua di Tivoli (Colella-Liberti); IV ufficiale Giallatini
ARBITRI ADDIZIONALI: Di Bello di Brindisi e Castrignanò di Roma 2
MARCATORI: 51' Gomez.
NOTE: ammoniti Cosic, Zauri, Balzano, Bocchetti, Bellusci.