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Il Catania e un sogno che dura da sette anni

Il resoconto delle sette stagioni in A rossazzurre


Il Catania targato 2012/2013 con 11 punti in sette gare sembra esser partito spedito verso la salvezza. Il neo tecnico Maran sembra stare cogliendo, pian piano, i frutti della propria gestione, tenendo un profilo basso ed esprimendo in campo il miglior gioco, insieme alla Fiorentina, della serie A. Maran non lo possiamo considerare un esteta del calcio come Montella e neanche un comandante dal pugno duro come Zenga ma lo possiamo semplicemente definire come “determinato” a raggiungere gli obiettivi prefissati non curandosi tanto dello spettacolo ma della concretezza del risultato. Al posto di Lo Monaco è approdato come nuovo a.d. Gasparin: con questo cambio di rotta il Catania sembra aver dato una sterzata col passato scommettendo sul futuro.

La storia comunque ci insegna che è ancora presto per parlare di obiettivi o fare previsioni. Vediamo, allora, insieme il cammino dei rossazzurri in Serie A dalla, oramai, lontana prima stagione fino ad oggi.

CAMPIONATO 2006/2007. Il Catania, all’esordio in Serie A con in panchina il tecnico Marino, riesce dopo appena sette giornate di campionato a totalizzare 8 punti in classifica piazzandosi al decimo posto. Una squadra, quella dell’ex tecnico rossazzurro che ha nella fase offensiva il punto cardine del proprio svolgimento di gioco. Quella fu la stagione del tragico derby col Palermo dove morì l’ispettore Raciti e quello fu l’anno in cui il Catania, col campo in squalifica, si salvò all’ultima giornata nello scontro diretto col Chievo vincendo per 2-0, con le reti di Rossini e Minelli, condannando i veronesi alla Serie B.

CAMPIONATO 2007/2008. Via Pasquale Marino che approda all’Udinese, i rossazzurri piazzano in panchina Baldini, tecnico giovane ma esperto allo stesso tempo. Ricorderemo tutti il siparietto avvenuto nella gara tra Parma e Catania quando il neo tecnico rossazzurro diede un calcio all’allora allenatore gialloblù Mimmo Di Carlo: un gesto che fece ridere e che allo stesso tempo scandalizzò il mondo calcistico italiano. Il Catania partì non bene in quella stagione ma fortunatamente nelle prime sette giornate totalizzò 8 punti piazzandosi al decimo posto: numeri che facevano ben sperare ma che poi si fermarono lì e costrinsero Pulvirenti e Lo Monaco a cambiare tecnico. Approdò in panchina Walter Zenga che riuscì a portare il Catania alla salvezza nell’epico pareggio all’ultima giornata al “Massimino” contro la Roma, impegnato nella lotta scudetto con l’Inter che era impegnata a Parma. Vucinic ai primi minuti ci indirizzò verso l’inferno ma poi Martinez ci regalò la salvezza e decretò indirettamente la retrocessione del Parma.

CAMPIONATO 2008/2009. Con Walter Zenga confermatissimo in panchina, il Catania sembrava aver messo le ali: 14 punti nelle prime sette giornate di campionato e terzo posto in classifica, mai così bene nella classifica provvisoria di Serie A. Quello fu l’anno della vittoria shock al “Barbera” contro il Palermo: i rossazzurri fulminarono i rosanero con un secco 4 – 0 con una rete, quella di Mascara, che rimarrà negli annali del calcio; rete con un tiro da centrocampo al volo. La salvezza arrivò con tre giornate d’anticipo ma era scontata per quello che la squadra aveva fatto vedere durante il corso della stagione.

CAMPIONATO 2009/2010. Possiamo definirlo “l’anno della paura”. Zenga va via, direzione Palermo, arriva l’esordiente Atzori. Il Catania gioca bene ma nelle prime giornate non riesce a racimolare punti: alla settima di campionato, i rossazzurri totalizzarono appena 4 punti piazzandosi al diciottesimo posto in classifica. Sembrava stare in un incubo con i giocatori che si esprimevano al massimo ma non avevano la cattiveria giusta per finalizzare un gioco bello da vedere. Esonerato Atzori arrivò Mihajlovic che prese il Catania in ultima posizione e lo portò alla storica vittoria di Torino contro la Juventus, finita 2-1 con le reti di Martinez e Izco, e alla vittoria del “Massimino” contro l’Inter per 3-1. A fine campionato i rossazzurri si salvarono con 45 punti in classifica chiudendo in tredicesima piazza.

CAMPIONATO 2010/2011. Mihajlovic, come oramai tradizione per i tecnici rossazzurri, va via in direzione “Firenze” e approda in panchina Giampaolo. Inizialmente la squadra sembra aver trovato la quadratura ma il gioco non è dei migliori e si denota una fragilità offensiva che pesa ai fini del risultato. Nelle prime sette giornate di campionato i rossazzurri conquistano 9 punti piazzandosi al decimo posto, in linea con le altre stagioni che poi sfociarono in tranquille salvezze. Appena dopo il giro di boa del campionato ci fu un calo col Catania che sembrava in caduta libera verso la retrocessione. Ecco allora che Pulvirenti e Lo Monaco intervennero nuovamente e sostituirono Giampaolo con l’ex giocatore di Inter e Lazio: Diego Pablo Simeone. L’argentino non partì benissimo ma riuscì pian piano a costruire la salvezza e ad entrare nel cuore dei tifosi: da ricordare quel 4 – 0 al “Massimino” contro il Palermo che diede la scossa per raggiungere l’obiettivo salvezza.

CAMPIONATO 2011/2012. Simeone va via in cerca di altre fortune che poi trova all’Atl. Madrid e arriva un tecnico giovane ma con esperienza sul campo come Vincenzo Montella. Inizialmente nessuno avrebbe scommesso su di lui ma il costante lavoro, il gioco espresso dalla squadra in campo e le soddisfazioni contro le “big” del nostro campionato, fanno cambiare opinione a tutti. Un Catania spettacolare quello di Montella, paragonato da molti alla versione ridotta del Barcellona di Messi. Velocità, palla a terra e pressing sono le armi di un Catania che oramai maturo vuole lottare per qualcosa in più della consueta salvezza. Dopo appena sette giornate di campionato, però, i rossazzurri hanno 9 punti che significano ottavo posto in classifica: in linea con le stagioni precedenti. Il campionato dei rossazzurri va pian piano in crescendo e poi quando la squadra era ad un passo dal realizzare il sogno europeo tenendo testa alle squadre di alta classifica, navigando in zona settimo posto, cede sul finale. La stagione si chiude all’undicesimo posto con 48 punti record al momento dei rossazzurri nella massima serie.


Orazio Gaspare Ardizzone 12/10/2012
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