La Lazio torna in vetta, bene Inter e Juve

La settima giornata di campionato


Cagliari 0-1 Inter

Basta un lampo di Samuel Eto’o all’Inter per piegare un Cagliari che alla fine dei novanta minuti avrebbe sicuramente meritato di più. Benitez, che deve fare i conti con le numerose defezioni (ben otto) lancia Coutinho e Biabiany sulla trequarti insieme a Sneijder mentre ritrova la difesa titolare. Bisoli invece sorprende tutti e lascia in panchina Acquafresca preferendogli Nenè. Proprio il portoghese nell’arco della gara è stato il più pericoloso dei suoi sfruttando al meglio i lanci di Cossu e facendo salire, ogni qualvolta gli era possibile, la squadra. La rete decisiva arriva al 39’ quando il camerunense, beccato ad inizio gara da cori razzisti, prende una palla che danza fra tre giocatori al limite dell'area, la controlla alla grande di destro, con un dribbling secco fa fuori Astori e poi praticamente da fermo, di sinistro, inventa un tiro secco dal limite che non dà scampo ad Agazzi. Nella ripresa la squadra nerazzurra opta per un atteggiamento eccessivamente prudente ed è solo uno straordianrio Julio Cesar a negare la gioia del gol ai sardi.

 

Brescia 0-1 Udinese

Prima gioia esterna dell’Udinese che al “Rigamonti” batte i padroni di casa grazie ad una rete nel finale dell’eterno Corradi. Con questo successo i friulani fanno un bel balzo in avanti in classifica e raggiungono, finalmente, una continuità di risultati finora venuta meno. Ma fino al gol dell’ex centravanti di Chievo e Lazio, era pervenuta una sola squadra ovvero il Brescia. Gli uomini di Iachini hanno più volte messo in crisi la tenue difesa bianconera e solo un Handanovic in stato di grazia ha evitato la capitolazione dei suoi. Nonostante la sconfitta i lombardi rimangono in una buona posizione di classifica mentre gli uomini di Guidolin abbandonano per la prima volta in stagione l’ultima piazza, adesso “detenuta” dalla Fiorentina di un Mihajlovic sempre più in bilico

 

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Cesena 1-1 Parma

Un punto ciascuno e la classifica torna a muoversi. Questa la morale di un Cesena-Parma che ha visto le due squadre bloccate a centrocampo, incapaci di imporre il proprio gioco con una certa continuità, e che ringraziano due colpi di testa se la gara ha regalato qualche emozione. Le reti portano le firme di Bogdani prima e Zaccardo poi, rispettivamente al terzo e al secondo centro stagionale. Tutto questo succede in avvio di gara quando, gravi lacune difensive, permettono al gelido popolo del “Manuzzi” di alternare lunghi sbadigli a qualche briciolo di emozione. Con questo punto le due squadre non cambiano di molto la loro posizione in classifica, e se oggi, la Fiorentina non si fosse letteralmente suicidata a “Marassi” i ducali sarebbero ultimi in classifica a quota sei.

Juventus 4-0 Lecce

E adesso la Juventus comincia seriamente a far paura. Non per i quattro gol rifilati ad un Lecce incapace di reagire al primo schiaffo e troppo concentrato a protestare contro il direttore di gara, ma perché il gioco messo in mostra all’Olimpico non si vedeva da parecchio tempo. Delneri e De Canio confermano le squadre della vigilia e come nelle più rosee delle previsioni la gara regala emozioni a quantità industriali. L’unico peccato, per i leccesi, è che siano tutte a tinte bianconere. Krasic sulla destra fa ammattire il povero Mesbah mai ausiliato dai compagni a dovere, Aquilani e Melo a centrocampo alternano in maniera eccelsa quantità e qualità e Quagliarella in avanti “oscura” il digiuno di Amauri dopo sette giornate. Le reti, manco a dirlo, sono state messe a segno proprio da Aquilani, Melo (rigore) e Quagliarella. Il sigillo, quello vero, arriva però nel finale quando Del Piero raggiunge con il gol odierno il mito Boniperti a quota 178 reti. La fisionomia della classifica, adesso per i bianconeri,  riflette parzialmente le ambizioni della Vecchia Signora.

 

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Sampdoria 2-1 Fiorentina

Harakiri viola. Questo vien da dire dopo aver assistito a Sampdoria-Fiorentina. La squadra di Mihajlovic, a dieci minuti dal termine, era meritatamente in vantaggio grazie ad un gol di Marchionni arrivato dopo sei minuti di gioco, ed un vero e proprio suicidio gigliato ha fatto si che la squadra blucerchiata rimonti prima, la rete di svantaggio e addirittura, un giro di lancette dopo, di portarsi in vantaggio. Un uno-due terribile dunque quello dei ragazzi di Di Carlo che grazie alle reti di Ziegler e Cassano portano i tre punti in casa ligure dopo un mese di astinenza. Per il tecnico serbo adesso la situazione è delicata: gli infortuni non gli facilitano certamente la vita (lo testimonia il fatto che oggi Santana sia stato schierato interno di centrocampo) e l’ombra di Ballardini si allunga sempre di più sulla panchina toscana.

Bari 0-2 Lazio

Continua la fuga solitaria della Lazio in vetta alla classifica ai danni un Bari troppo timoroso che ha il demerito di svegliarsi quando la gara è già compromessa. Dopo un primo tempo passato a difendere piuttosto che ad offendere, le due squadre si allungano e le emozioni non tardano ad arrivare. Dopo 7’ Hernanes, ben imbeccato da Mauri con un lancio da centrocampo, aggancia e batte Gillet. Al 16’ è Floccari a trovare il gol per i suoi, deviando un tiro maldestro di Mauri e superando per la seconda volta il capitano barese. Incassato il secondo schiaffo gli uomini di Ventura provano a scuotersi ma la gabbia difensiva preparata da Reja regge egregiamente. Con questo successo i laziali, come detto, tornano in testa alla classifica con due punti di vantaggio su Inter e Milan e quattro sul Napoli.


Antonino Marino 17/10/2010
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