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Andujar 5,5. Non ha particolari responsabilità sui tre gol, ma siamo sempre alle solite: para solo e non sempre l’ordinario. Alcune uscite e rinvii sbagliati non aiutano i suoi compagni di reparto in termini di sicurezza.
Bellusci 5,5. La sua prova di stasera rispecchia fedelmente il leitmotiv dei rossazzurri in trasferta dopo risultati molto positivi in casa: da 8 col Palermo, insicuro e non sempre preciso oggi.
Legrottaglie 5,5. Strano parlare di una sua insufficienza. Non riesce mai a trovare il bandolo della matassa come leader della difesa. Soffre molto Giovinco. Un’ingenua ammonizione per respingere un rinvio del portiere dentro l’area è l’emblema della sua serata.
Marchese 5,5. Una prova sotto la sufficienza dopo una lunga serie di ottime prestazioni. E’ un dato di fatto che tutti e tre i gol siano venuti dalla sua fascia e siano stati agevolati dalle sue insicurezze, in un ruolo comunque decisamente lontano dal suo piazzamento ideale. Riacquista la sua dimensione da terzino nel 4-3-2-1.
Izco 5,5. Sgomita e distribuisce palloni quando può, ma spinge poco e perdipiù lascia praticamente da solo Bellusci a difendere la propria fascia. Si sacrifica positivamente come terzino destro. Si spera in molto di più quando tornerà al top.
Lodi 6,5. Prestazione decisamente incolore, solita lentezza nella distribuzione dei palloni e grande sofferenza sotto il puntuale pressing avversario. Il calcio però spesso ti dà l’opportunità di rifarti con gli episodi: il rigore del 2-3 e l’assist per il 3-3 non possono essere trascurati. Due episodi che, insieme alla punizione con il Palermo e al rigore contro l’Inter, fanno cinque punti netti guadagnati. Grazie alle due doti balistiche mai messe in discussione.
Capuano 5,5. Un paio di cross calibrati male sono la fotografia della sua gara. Si vede che gli mancano i 90 minuti nelle gambe, generoso anche se poco proficuo il suo ripiegamento per assistere Marchese.
Sciacca 5. Mai in partita. Fatica sempre a trovare la posizione giusta e sbaglia molti appoggi: va negli spogliatoi nell’intervallo. Sembra aver sofferto molto dal punto di vista psicologico l’essere buttato nella mischia dal primo minuto in una gara tatticamente complessa: forse il miglior modo di valorizzarlo sarebbe quello di consentirgli di giocare con continuità in un contesto di livello inferiore mandandolo in prestito nella serie cadetta, in modo tale da affinare le proprie doti tecniche ma soprattutto il proprio fisico.
Almiron 7,5. Il gol è solo la spia evidente di un’altra prova di spessore. E’ l’ultimo ad arrendersi sull’1-3. Accompagna alla precisione nell’impostazione anche la giusta aggressività e presenza fisica in fase di interdizione. Al top da tempo, sicuramente il migliore nelle ultime due uscite.
Barrientos 6,5. Crea spazi e pericoli finchè ha energie in corpo. Sorprendenti i tempi con cui si sta ambientando nel nostro calcio. Si muove ormai con disinvoltura lungo la trequarti, pecca spesso di intesa con le mezzali nello scarico.
Maxi Lopez 5,5. Meglio archiviare la sua avventura in rossazzurro con il rigore e gli applausi contro il Palermo. Quella che probabilmente è stata l’ultima gara al Catania lo vede voglioso, determinato, a tratti ansioso se non nervoso, ma mai cinico. Lucarelli e Santacroce lo ingabbiano e lo controllano a piacimento. Insufficienza per stasera, tutt’altro voto per i suoi 22 gol in due anni a Catania.
Gomez 5,5. Non è in un grande stato di forma e si vede, soprattutto dal punto di vista mentale. Non crea mai situazioni di superiorità numerica, gli abbozzi di altruismo per le sovrapposizioni di Marchese sono l’unica cosa positiva. Tenuto basso con facilità da Feltscher.
Ricchiuti 6,5. I pochi minuti disputati con Montella in questa prima parte di stagione non sono segno di scarsa considerazione. Il tecnico napoletano lo ha fatto capire in sala stampa ieri e lo ha fatto capire ancora meglio stasera, inserendolo nel momento più opportuno. Le sue progressioni sono linfa per la mediana e per il baricentro della squadra.
Catellani 7. Prima o poi ci sarebbe stata l’occasione. Juventus. Fiorentina. Inter. Glorie mancate convertitesi in fantasmi nella sua testa, da cancellare subito. Impiegato poco e niente nelle ultime uscite, stasera quando meno se l’aspettavano tutti arriva il suo momento. Per dimostrare di essere un attaccante e saper anche segnare oltrechè crossare e fare assist, ma soprattutto di poter essere importante. Riesce a farlo, con un pregevole piatto al volo dentro l’area che regala l’insperato pari. E manda via i fantasmi.
Montella 6. Decisamente rivedibile la scelta iniziale del 3-5-2, con Marchese centrale di difesa e Capuano tornante sinistro: proprio da quella fascia arrivano i tre gol. Poco ordinato il centrocampo, ma il tecnico di Pomigliano d’Arco conferma la sua abilità nel leggere la partita e rivedere le sue scelte, senza innamorarsi troppo di esse: una dote non di tutti. Ristabilisce progressivamente il 4-3-2-1 con i vari cambi, uno dei quali alla luce dei fatti provvidenziale.
Parma: Mirante 6, Zaccardo 6, Lucarelli 6, Santacroce 4,5, Gobbi 5,5, Biabiany 7, Jadid 5,5, Galloppa 6, Modesto 6,5, Giovinco 6, Floccari 6,5, Feltscher 6,5, Pereyra 5,5, Musacci s.v, all. Colomba 5,5